Il saggiatore
Debito. I primi 5000 anni
di David Graeber
editore: Il saggiatore
pagine: 521
In uno stile colloquiale e diretto, attraverso l'indagine storica, antropologica, filosofica, teologica, Graeber ribalta la versione tradizionale sulle origini dei mercati. Mostra come l'istituzione del debito sia anteriore alla moneta e come da sempre sia oggetto di aspri conflitti sociali: in Mesopotamia i sovrani dovevano periodicamente rimediare con giubilei alla riduzione in schiavitù per debiti di ampie fasce della popolazione, pena la deflagrazione di tutta la società. Da allora, la nozione di debito si è estesa alla religione come cifra delle relazioni morali ("rimetti a noi i nostri debiti") e domina i rapporti umani, definendo libertà e asservimento. Mercati e moneta non sorgono automaticamente dal baratto, come sostengono gli economisti fin dai tempi di Adam Smith, ma vengono creati dagli stati, che tassano i sudditi per finanziare le guerre e pagare i soldati. Gli ultimi 5000 anni di storia hanno visto l'alternarsi di fasi di moneta aurea e moneta creditizia, fino al definitivo abbandono dell'oro come base del sistema monetario internazionale nel 1971. Graeber esplora infine la crisi attuale, nata dall'abuso di creazione di strumenti finanziari da parte delle grandi banche deregolamentate, e sostiene la superiorità morale di cittadini e stati indebitati rispetto a creditori corrotti e senza scrupoli che vogliono ridurre libertà e democrazia alla misura dello spread sui titoli pubblici.
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Al di là della montagna, Paul Celan e Benjamin Fondane, Dialoghi postumi
di Manea Norman
editore: Il saggiatore
pagine: 177
Pessach Antschel, divenuto Paul Antschel e poi Paul Celan
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Notturno Avana. Mafiosi, giocatori d'azzardo, ballerine e rivoluzionari nella Cuba degli anni cinquanta
di T. J. English
editore: Il saggiatore
pagine: 384
L'Avana, oggi. Imponenti alberghi, sfarzosi o in rovina, ricordano la grandezza dell'impero eretto dalla mafia dopo la Seconda guerra mondiale, quando, con in tasca la complicità del governo del Presidente Fulgencio Batista, Charles "Lucky" Luciano e Meyer Lansky posero gli occhi su L'Avana. In poco tempo Lansky, l'ebreo americano, trasformò L'Avana nel paradiso dell'illegalità: gioco d'azzardo, grandiosi numeri di varietà, performance a base di mambo e sesso attiravano turisti da tutto il mondo, soprattutto dall'euforica America postbellica. Mentre ballerine svestite camminavano per strada e artisti come Frank Sinatra si esibivano sul palco dell'Hotel Nacional, Cuba covava sulle colline i germi della Rivoluzione. Il giovane avvocato Fidel Castro Ruz e il medico argentino Ernesto "Che" Guevara cospiravano per rovesciare il regime di Batista. E con il "Manifesto della Sierra Maestra", il Movimento di Castro si dichiarò nemico giurato della mafia cubana. Sarebbe stata guerra all'ultimo sangue. "Notturno Avana" svela una storia mai raccontata. Attraverso interviste agli ultimi testimoni, filmati inediti e fonti d'archivio, ricostruisce lo scontro militare, politico e culturale, tra la Cuba della mafia e della dissolutezza e quella della Rivoluzione. T. J. English riavvolge il nastro della memoria fino agli anni cinquanta, e con il sapore del romanzo e la veridicità di un'inchiesta rida vita al quadro cangiante e autentico della Cuba di mezzo secolo fa.
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La musica è leggera
Racconto autobiografico sul sentimental kitsch
di Manconi Luigi
editore: Il saggiatore
pagine: 224
Luigi Manconi, grande sociologo e uomo politico, in questo libro racconta mezzo secolo di musica leggera italiana, a partire d
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Le diverse pagine. Il testo letterario tra scrittore, editore, lettore
di Alberto Cadioli
editore: Il saggiatore
pagine: 309
Un testo non pubblicato non esiste, o esiste solo per chi lo ha scritto. Gli dà vita un editore, che decide le caratteristiche della sua edizione, sceglie il titolo, trova l'illustrazione di copertina, suggerisce nel risvolto una chiave di lettura. È ancora l'editore che consiglia l'autore, che modifica la narrazione, che corregge lo stile, che fissa, nel libro finito, le parole ancora fluide fino alle ultime bozze. Stampato, il testo entra nel tempo, arrivando al lettore: la sua instabilità è risolta, almeno fino a quando non ci sarà una successiva edizione, con nuovi interventi, nuove copertine, nuovi risvolti, nuovi suggerimenti di lettura, nuovi lettori. Le diverse pagine indaga i molteplici passaggi che portano le carte di uno scrittore a essere il libro di un lettore, ponendo domande sul ruolo dell'editore, riflettendo sulle questioni teoriche della trasmissione dei testi, interrogandosi sulle modalità di lettura; nello stesso tempo, in controcanto, delinea la storia di molti titoli del Novecento, figli dei loro autori, ma anche di chi li ha stampati, li ha corretti, li ha vestiti. E quando a discutere le scelte erano Pavese e Vittorini, Calvino e Natalia Ginzburg, Sereni e Sciascia, ogni decisione entrava in un dibattito più grande, e si può studiare come quel dibattito sia uscito dalle stanze degli editori, per entrare nella storia della letteratura e della cultura.
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Eclisse del Dio unico
di Ferruccio Parazzoli
editore: Il saggiatore
pagine: 153
"Non avrai altri dei di fronte a me" (Esodo 20,3). Oggi quell'Unico Dio si è disciolto come una montagna di ghiaccio. Con questa immagine sconcertante si apre l'inconsueto saggio di Ferruccio Parazzoli, dove il sublime e l'abisso si incrociano. Con l'eclisse del Dio Unico è crollato il pilastro a cui, in obbedienza e in rivolta, stava abbarbicata la cultura occidentale. Muore la rivolta metafisica, muore la tragedia cristiana, la grande creazione artistica nata dopo il Golgotha. L'autore rifugge da quello che definisce il pensiero ordinato del linguaggio debole, frutto dell'odierno nichilismo di massa, della "pappa del niente" di cui si nutre l'uomo contemporaneo, morto alle grandezze di ogni mitologia. La scrittura di Parazzoli è un incalzare di affermazioni demistificanti, di immagini ribaltanti, è la messa in scena di un dramma dove il Vecchio Dio di Abramo è caduto dietro le quinte, ma dove sul palco non è mai comparso quel Dio Padre che Gesù chiamò dalla croce. A capitoli di lucido sconcerto sull'attuale disorientamento dell'uomo occidentale ("Gli sciamani non volano più", la piatta orizzontalità dell'arte contemporanea; "Apologia del rischio", la perduta eroicità di Prometeo), si alternano capitoli visionari ("La tenda gialla", confine tra vita e morte; "Il discorso di Gesù morto", dove la vittima rivendica il proprio vittorioso fallimento). Fino alla chiusa commovente y final de "La cerimonia dell'addio". Un appassionato j'accuse. Prefazione di Vito Mancuso.
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Breve storia della musica sacra. Dal canto sinagogale a Stockhausen
di Luigi Garbini
editore: Il saggiatore
pagine: 511
Se in ogni tempo e luogo l'afflato religioso ha trovato espressione privilegiata nel ritmo e nel suono, la musica che ha accompagnato le sorti della civiltà cristiana presenta una ricchezza di forme unica. Nel corso di due millenni l'eredità ebraica, i documenti conciliari, l'opera dei Padri della Chiesa, l'intervento dei pontefici hanno plasmato un corpus di generi musicali di grande raffinatezza, che nel canto gregoriano ha il suo esempio più celebre e nell'organo lo strumento elettivo. A partire dall'età moderna, a questo canone che annovera inni, salmi, oratori si sono aggiunte opere di grandi compositori ispirate alla storia religiosa o ai generi destinati al culto - come la "messa" - con le quali la musica sacra non è più associata in modo esclusivo ai luoghi consacrati e diventa parte della "grande musica". In nome di una maggiore accessibilità delle pratiche rituali, la riforma liturgica sancita dal Concilio Vaticano il ha sostituito il latino con le lingue nazionali, consegnando alla storia questo prezioso patrimonio estetico e spirituale, che oggi vive per lo più nella forma del concerto. E questo, probabilmente, il motivo dell'oblio dei musicologi italiani, che con questa breve storia Luigi Garbini interrompe dopo decenni.
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Parlando con Sartre
Conversazioni al caffè
di Gerassi John
editore: Il saggiatore
pagine: 440
Jean-Paul Sartre e Fernando Gerassi, pittore ebreo-turco, si conobbero in un caffè di Parigi
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Primi blues. Rag, ballate e canzoni con l'armonium 1971-1974. Testo inglese a fronte
di Allen Ginsberg
editore: Il saggiatore
pagine: 207
Nati dall'amicizia e dalla collaborazione con Bob Dylan, i Primi blues costituiscono una raccolta di poesie di Ginsberg, music
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La storia mai raccontata
di Monica Ali
editore: Il saggiatore
pagine: 329
C'era una volta una principessa estenuata da intrighi di palazzo, soffocanti restrizioni imposte dall'etichetta, paparazzi ogn
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Storia della civiltà francese
editore: Il saggiatore
pagine: 683
Questa storia della civiltà francese tenta di realizzare l'ideale di una storia "integrale", al cui centro stanno non lo Stato ma la società, non le grandi vicende e gli episodi politici ma le strutture e i valori della cultura, dell'economia, della mentalità comune, della vita morale e religiosa. Partendo dall'unità universalistica e indifferenziata del mondo medievale, in cui le linee maestre della civiltà sbocciata a ovest del Reno e delle Alpi differiscono poco da quelle comuni a tutta l'Europa romano-germanica, è così possibile seguire il lento delinearsi della particolare realtà francese. Una civiltà che ha ricevuto un impulso decisivo da momenti di straordinaria creatività come il XII o il XVIII secolo, quando tutta l'Europa ha tratto, dalla Francia, elementi fondamentali per il destino comune.
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Lettere scelte
di Béla Bartók
editore: Il saggiatore
pagine: 512
Béla Bartók è stato un protagonista assoluto della scena musicale del Novecento, creando un universo musicale insieme personale ed europeo. Innovatore della tradizione listziano-zigana con un orecchio a Strauss e Brahms, incarnò una percezione poetica diretta e creatrice, con la geniale rivalutazione del folklore musicale danubiano e turco e la visionaria, vertiginosa ricerca di un linguaggio teso sull'arduo limite tra suono e rumore. In questo ampio corpus di lettere scelte, la solitaria vicenda tecnica e umana del compositore si delinea drammaticamente: emergono la sua chiarezza e fermezza, l'ossessiva, ma intelligente fissazione etnografica, il vivo senso dell'umorismo; l'appassionato patriottismo, l'ideale di fratellanza tra i popoli danubiani, il disgusto per il totalitarismo tedesco, la dignità discreta dell'esilio.
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