La compagnia della stampa
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Coraggiosamente flou. Dieci riflessioni al mese, di vita ordinaria
di Carla Boroni
editore: La compagnia della stampa
pagine: 144
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Erika e i suoi amici. Racconti in malga Loa nel Parco Adamello
di Erika Bernardi
editore: La compagnia della stampa
pagine: 144
Età di lettura: da 10 anni.
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L'Africa che mi è rimasta nel cuore. Storie di amici bresciani nelle missioni di don Tarcisio Moreschi da Malonno
di Tarcisio Benerecetti
editore: La compagnia della stampa
pagine: 640
"Lo sguardo di quella creatura così piccola e indifesa riuscì a mettermi a disagio. Sembrò perfino cercasse di domandarsi il perché della nostra diversità e di quella dei nostri due mondi tanto distanti. Dopo molti anni, nei momenti in cui sembra mi manchi qualche cosa, oppure uno dei nostri piccoli cerca il superfluo, mi riappare come un flash quella nera figura di bimbo africano appoggiato al suo bastone, con il viso sporco ed i suoi grandi occhi fissi sui miei, come a chiedermi qualche cosa che non fui in grado di dargli..."
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Brescia piazza del Mercato
di Franco Robecchi
editore: La compagnia della stampa
pagine: 232
Piazza del Mercato è uno dei pochi luoghi del centro storico in grado di esibire rare caratteristiche. Una di esse è la suggestiva dimensione raccolta, quasi intima, nonostante l'assoluta centralità del luogo, che è inoltre colmo di architetture plurisecolari, ma anche, in uno scorcio che vi giunge dalle immediate adiacenze, di architetture fra le migliori del Novecento bresciano. Piazza del Mercato detiene anche un altro retaggio storico, che è tra i pochi ad essere ancora vegeto, pure nella dispersione del carattere antico: la presenza stabile del commercio di piazza.
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Cercando la libertà
di Graziano Tarantini
editore: La compagnia della stampa
pagine: 224
A ogni bambino sarà capitato almeno una volta di sentirsi dire: "Bisogna imparare a leggere e scrivere!". Per la mia generazione tale imperativo significava ancora l'importanza di dotarsi di due strumenti essenziali per poter trovare un lavoro migliore di quello dei genitori e soprattutto per difendersi dalle prepotenze e dalle ingiustizie che riserva la vita. Ebbene io non so se ho imparato a farlo bene, ma posso dire che mi è sempre piaciuto sia leggere che scrivere. Per me sono diventati nel tempo una passione vera e utile: i libri compagni di cammino e la parola scritta un modo per riflettere e segnare a me stesso i fatti della vita.
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Il principe azzurro è morto... e neanche Cenerentola sta tanto bene
di Carla Boroni
editore: La compagnia della stampa
pagine: 312
Ho pensato ad un libro per persone come me: donne che hanno (o perlomeno hanno avuto) troppo da fare, iperattive - un po' per forza un po' per amore - che vanno spesso di fretta, che si prendono cura degli altri ma che hanno, con cura certosina, trascurato se stesse (tutto quel che dico non è puramente casuale) con il risultato di ritrovarsi incasinate (quando va bene). Incasinate, ma complessivamente soddisfatte. Perché? Perché abbiamo fatto sempre quel che abbiamo voluto, nel bene come nel male.
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Sulle tracce di Everett Ruess. La trilogia di Harvey Duke
di Alessio Merigo
editore: La compagnia della stampa
pagine: 272
Avventura dopo avventura Harvey Duke, la cui saga ha inizio con il romanzo "Capelli Neri", ripercorre il cammino dello scomparso Everett Ruess. Accompagnato dal suo grande amico Vento nei Capelli, Harvey si immerge nella profondità della cultura nativa americana fra i gloriosi luoghi sacri del popolo Lakota, i toccanti dialoghi con il suo secondo padre Navajo Lunghi Orecchini e il mistero delle profezie Hopi.
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Lumezzane. La città-officina. La vicenda imprenditoriale della valle del Gobbia
di Alfredo Pasotti
editore: La compagnia della stampa
pagine: 216
Città-officina. Un termine che, da solo, colpisce per la straordinarietà dell'impresa. Uomini e donne che insieme, quasi senza dirselo, decidono, alla fine del secondo conflitto mondiale, di costruire quella che l'autore definisce "una macchina del moto perpetuo imprenditoriale". A Lumezzane c'era un solo giacimento: il sentire condiviso di una comunità, proiettata caparbiamente verso un'idea di sviluppo del proprio territorio, gente dura, eredi di quelle ventisette fabbriche che a fine Settecento già producevano arnesi in ferro ed acciaio, in casa propria.
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