la meridiana
I consigli dei ragazzi. Esperienze e metodi di educazione alla cittadinanza attiva
editore: la meridiana
pagine: 144
Molti pensano che i Consigli dei Ragazzi siano dei giochi di simulazione attraverso cui imparare, in modo ludico, come funziona un'amministrazione comunale e come si governa una città. Invece no. Piuttosto sono dei veri e propri laboratori di educazione alla cittadinanza attiva. Quando un Consiglio funziona bene, i ragazzi che vi partecipano (votati dai compagni o semplicemente sorteggiati tra coloro che si sono dichiarati interessati o si sono resi disponibili) in primo luogo giocano, imparano a stare insieme, realizzano ricerche, studiano e approfondiscono i nodi e le questioni, individuano risorse, riconoscono problemi e si adoperano per comprenderne le cause e immaginare soluzioni. Vi è chi promuove attività nelle quali gruppi di bambini possono adottare e prendersi cura di un fazzoletto di città, per gestirlo e riqualificarlo, o chi sceglie la strada della progettazione partecipata in cui i ragazzi collaborano con i tecnici, urbanisti e architetti, alla definizione di una proposta di sistemazione o di riqualificazione di uno spazio urbano. Altri si impegnano, invece, sul versante delle consulte, mentre altri ancora organizzano iniziative quali vigili bambini ed esperienze simili.
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A scuola con le emozioni. Un nuovo dialogo educativo
editore: la meridiana
pagine: 180
"La scuola sta vivendo una fase complicata, contraddittoria, emergenziale. Tutti, più o meno, sono scontenti di come funziona. Ognuno, tanto o poco, si prodiga per cambiarla. La scuola, infatti, saturata da problematiche sociali, rischia di smarrire il suo compito di luogo deputato all'apprendimento se al suo interno non convergono prestazioni sociali e psicologiche che, con continuità, l'affianchino nella cura dei giovani. L'arrivo in massa degli alunni stranieri l'ha messa di fronte alla diversità non solo culturale, ma anche linguistica e relazionale. L'aumento dei ragazzi "difficili" l'ha sottoposta a scenari dove violenza, bullismo, rivalità hanno affossato il valore dei legami sociali e umani che connotano negativamente il gruppo classe. La pluralità degli stili educativi l'ha resa impopolare tra madri e padri che, stanchi e demotivati, molte volte non hanno la forza di allearsi con gli insegnanti. La frequente mancanza di formazione nei professionisti dell'insegnamento ha reso sterile, meccanico, burocratico un fare scuola che è poco gradito sia agli alunni che ai loro genitori. La noia impera perché non circolano emozioni. Per contrastare questa triste indifferenza, queste pagine raccolgono spunti che ridanno vitalità alla vita della classe. In comune i docenti, pedagogisti, consulenti, psicoterapeuti ed esperti che hanno contribuito alla stesura del testo, testimoniano la convinzione che sia necessario incrementare, promuovere, salvaguardare la scuola.
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Identità alla deriva. Vuoto di sé e vuoto di relazione nel tempo del "tutti connessi"
di M. Luisa Verlato
editore: la meridiana
pagine: 200
I conflitti, la solitudine, la paura di non piacere, dell'esclusione, di disturbare gli altri sono temi frequenti in terapia. Adesso come in passato riflettono i timori legati alle relazioni, al rapporto con gli altri. La paura di essere traditi se ci si fida, sfruttati, invasi, se ci si dimostra disponibili. La paura di venire criticati, giudicati. Oggi a queste sofferenze se ne aggiungono altre. Il "male di vivere" che incontriamo sta prendendo delle coloriture molto diverse da quelle che nel tempo ci eravamo preparati a trovare ed affrontare. La sofferenza che si fa disagio è spesso legata al vuoto, ad una svalutazione delle relazioni e dei legami più difficili per tutti nonostante le possibilità di essere sempre connessi e raggiungibili ovunque. La domanda vera è: ma l'altro dov'è? Cosa sta avvenendo nella società e cosa stiamo trasmettendo alle nuove generazioni? Cosa abbiamo fatto bene? E dove abbiamo fallito? Come cambiare rotta? Sono moltissime le domande di questo libro. Sono molto simili ai dubbi, agli interrogativi che si pongono genitori, insegnanti, educatori, sociologi e altri ancora. Come lavorare con quello che non c'è? Con queste nuove forme di disagio? Potrebbero essere anch'esse strumenti per la sopravvivenza psichica, come spesso lo sono i sintomi in psicopatologia? Il miglior equilibrio possibile per non perdersi del tutto? Possiamo immaginare che questo essere "senza centro" non sia la causa del nostro malessere, ma l'escamotage che abbiamo inventato...
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Teatro di liberazione. Quasi un manuale sulle arti di strada
di Renato Curci
editore: la meridiana
pagine: 130
Perché facciamo teatro? Tra le tante risposte, la più corretta e giusta è: per la "Alegria". Per questo ci battono le mani, e non perché siamo degli dei: restituiamo gioia e voglia di vivere alla gente. Questo libro è un manuale di teatro visuale e sulle arti di strada. Non perché si debba praticare solo in strada, ma perché la strada diventi il banco di prova della teatralità. Se può funzionare in strada, senza attrezzature e protezioni (luci, scenografie, ecc.), catturando, mantenendo e incuriosendo l'attenzione del passante, allora può funzionare dovunque. Un teatro di strada di qualità e un teatro di figura che non ha bisogno nemmeno dei burattini per essere rappresentato è un teatro che ha un senso vero, sociale, rivolto al pubblico in maniera non demagogica. Un vero teatro di liberazione non può (oltre a dar coscienza al pubblico) che rispondere a bisogni primari e insegnare attività utili alla vita, cercando tutti i modi possibili per ridare un'identità, fornendo gli strumenti non solo per sopravvivere, ma anche per rimanere vivi con dignità e passione. Questi scritti vogliono fornire alcuni strumenti del teatro di liberazione personale a chiunque voglia intraprendere un'attività teatrale senza dover subire la costrizione di passare attraverso il giogo dei proprietari di un teatro fisico. Leggendo queste pagine, e soprattutto praticandole, si potrà condividere la potenzialità di un'esperienza totale, all'interno della quale spariscano le distinzioni di genere fra teatro ragazzi e teatro per adulti.
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Sobrietà felice. Otto incontri e una rivoluzione possibile
editore: la meridiana
pagine: 130
Cosa si intende per "sobrietà felice"? La risposta è chiara: avere meno del sovrabbondante; avere e fare ciò che serve davvero e nulla di più; disporre dello spazio tra le cose, della virgola tra le parole, della pausa tra due respiri. In una parola, stare meglio. Certo, è uno stare meglio che aiuterebbe anche il resto del mondo a stare meglio. Certo, consumare meno o in maniera più oculata permetterebbe di ridurre gli sprechi, risparmiare risorse, inquinare meno, ridistribuire almeno in parte le ricchezze e sanare alcuni macroscopici disequilibri. Eppure qui ci interessa solo la felicità. Qui vogliamo solo far sperimentare a bambini e ragazzi una verità semplice e quasi banale: spesso le cose ingombrano e impediscono di stare bene e divertirsi. Ovvero: togliendo cose può aumentare il divertimento. Togliendo cose si può stare meglio, essere più felici. Soprattutto: togliendo le cose si lascia spazio ad altro e questo "altro" può rendere molto più felici delle cose. Questo libro nasce dalla nostra esperienza. Tutto quello che troverete in queste pagine, non solo da leggere ma anche da usare, o meglio da giocare, è stato sperimentato più volte, con tanti gruppi di bambini, di ragazzi, di adulti. Sarebbe bello che si potesse replicare ovunque per restituire alla scuola un ruolo educativo centrale nel territorio in cui vive. Proprio come un percorso, si parte dall'idea di limite, poi si passa al desiderio e ai desideri, infine - tirando le fila del ragionamento - si arriva alla sobrietà.
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L'alchimia adottiva. Narrazioni e pensieri
editore: la meridiana
pagine: 176
L'adozione matura, oggi come in passato, su storie di sofferenza, di perdite, di separazioni che riguardano tanto i bambini quanto gli adulti che desiderano adottare. Eppure, oggi non ci si interroga quasi più se la coppia abbia fatto o meno indagini per l'accertamento dell'infertilità, ci si interroga e si cerca di comprendere, invece, con i candidati genitori adottivi, su quanto i percorsi e i fallimenti dei tentativi di procreazione assistita abbiano lasciato segni traumatici nella loro storia personale e di coppia. Anche l'età dei bambini, per i quali si pensa all'adozione come progetto di vita permanente, le loro lunghe storie di istituzionalizzazione, il ripetersi di separazioni e perdite, i maltrattamenti e gli abusi che possono avere subito, appaiono quasi una costante nell'esperienza adottiva. Ben sappiamo quanto il trauma agisca da potente attivatore inconscio e quanto le emozioni e sensazioni, ad esso collegate, tendano a contagiare le relazioni maggiormente significative che ognuno stabilisce e da cui ognuno dipende. Questo libro è un utile strumento per condividere le modalità con le quali i professionisti tendono a difendersi e/o gestire proprio questi aspetti, attivando tecniche di lavoro e diverse metodologie per rispondere alla sofferenza insita nell'adozione. Sofferenza che tende a contagiare maggiormente gli operatori: psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali, giudici ed altri professionisti.
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Quando l'amore se ne va. La coppia tra disillusioni, accordi, compromessi e separazioni
editore: la meridiana
pagine: 112
Le statistiche dicono che è sempre più difficile fare famiglia e sempre più facile separarsi anche in età matura. Ci vuole molto poco perché le cose, a un certo punto di una storia, non vadano più bene. A volte l'illusione di una felicità coniugale si sgretola giorno dopo giorno, rovesciandosi in una realtà cupa e oppressiva. Quella che un tempo era l'anima gemella", appare come il mostro da evitare o sconfiggere. A complicare le cose, spesso di mezzo c'è un bambino. Di fronte alla separazione dei genitori il bambino rimane disorientato, confuso, depresso, rischia di essere segnato da un dolore difficilmente domabile. Spesso, una buona separazione può rappresentare per tutto il nucleo familiare una "chance creativa", quando un eccessivo impoverimento sentimentale e comportamentale, nella relazione marito-moglie, rischia di produrre anche nei figli una pericolosa sterilità esistenziale. Coniugi che riescono a separarsi in tranquillità, rimanendo uniti e collaborativi come genitori, possono individualmente ritrovare la vitalità che un tempo possedevano, rinforzata, semmai, anche da nuovi legami sentimentali. Per riuscirci può essere necessario servirsi di una persona qualificata che aiuti i futuri coniugi o conviventi ad affrontare la vita a due con più consapevolezza. La proposta di queste pagine è innovativa: anticipare l'intervento mediativo prima possibile. Ossia, spingere i mediatori familiari verso una funzione "preventiva" rispetto ai conflitti coniugali.
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Abbecedario verde. Salvare la terra partendo dalla scuola
di Ilaria D'Aprile
editore: la meridiana
pagine: 144
Questo libro, come un kit integrato di pensiero e azione, raccoglie giochi e metafore per aiutare gli educatori a riflettere e far riflettere sulle relazioni esistenti tra i singoli individui, le comunità in cui essi vivono o interagiscono e le conseguenti pressioni che queste relazioni hanno sull'ambiente naturale. Attraverso esperienze concrete di gioco rivolte ai bambini, si può guidare al superamento dell'idea che sia possibile vivere svincolati dalla natura. Ciò significa trasformare la scuola in comunità sostenibili. La scuola che promuove l'educazione sostenibile, insomma, non fa solo laboratorio sul sistema natura ma si trasforma in una creativa, divertente comunità di discorso, dove si attivano processi di comunicazione orientati allo studio delle relazioni della rete della vita.
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Inospitale terra promessa
di Morteza Latifi Nezami
editore: la meridiana
pagine: 112
"Finalmente erano arrivati alla porta della terra promessa, un continente meraviglioso dove anche gli animali hanno dei diritti, figuriamoci gli uomini, pensavano guardando l'isola da lontano, colmi di speranza per una nuova vita."
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Ad Abramo e alla sua discendenza
di Antonio Bello
editore: la meridiana
pagine: 136
L'espediente non è nuovo. Quello, cioè, di ricorrere alla finzione epistolare per mettersi in contatto con i personaggi della storia. Forse, però, è la prima volta che viene praticato il tentativo di scrivere ad alcuni protagonisti biblici, e per giunta del Vecchio Testamento, allo scopo di leggere, attraverso vicende lontane, il senso di certi avvenimenti vicini, e, conversando familiarmente con loro, interpretare l'enigma delle scelte nodali della civiltà contemporanea.
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Psicoigiene e psicologia istituzionale. Psicoanalisi applicata agli individui, ai gruppi e alle istituzioni
di José Bleger
editore: la meridiana
pagine: 350
José Bleger è, nonostante gli anni, di sorprendente attualità. La seconda edizione italiana viene oggi ripresentata da Ariele Psicoterapia che, attraverso il training della scuola di Psicoterapia Coirag, porta avanti la diffusione, la ricerca e l'attualizzazione del pensiero psicoanalitico di questo autore. Nella prima parte José Bleger, muovendo da un'ottica psicoanalitica, accompagna il lettore nella complessa dinamica dei gruppi e delle istituzioni come rete tra gruppi. Per il pensiero psicosocioanalitico, messo a punto da Luigi Pagliarani fondatore di Ariele, è sempre stato di particolare interesse il concetto di "psicoigiene", inteso come quel ramo dell'igiene mentale costituito dall'applicazione delle conoscenze psicoanalitiche alla Polis. La cura dell'individuo, dei gruppi e delle istituzioni, anche in chiave preventiva, trova infatti nel pensiero di Bleger un punto di riferimento imprescindibile. Nella seconda parte dell'opera di Bleger i testi mettono a fuoco la tecnica che sostiene il lavoro dello psicoterapeuta che incontra i pazienti, ma anche che opera nella selezione del personale o nella valutazione degli studenti o ancora in ambito associativo. A partire dal colloquio clinico l'autore accompagna il lettore nella stanza d'analisi, ma non solo, per prendere in considerazione la diagnosi intesa come interrogativo sui propri obiettivi e il trattamento come disvelamento della struttura narcisistica che provoca un doloroso isolamento.
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Sulle tracce dei figli. Manuale di sopravvivenza per genitori troppo «buoni»
di Saverio Abbruzzese
editore: la meridiana
pagine: 96
Che-cosa-è-successo-oggi-a-scuola-a-mamma? Così, tutto d'un fiato. Quante volte avete fatto questa domanda a vostro figlio? Che cosa c'è di male? Direte voi. Ogni genitore deve interessarsi di quello che succede al figlio. Certo, ci mancherebbe altro. Ma provate a mettervi nei panni di quel ragazzino, che torna da scuola e, appena varca la porta di casa, si sente investito da questa domanda della madre, posta con tono ansioso, ogni giorno. Come se ogni giorno a scuola avvenissero eventi memorabili. Come se questi eventi riguardassero la mamma. Come se a scuola ci fosse la mamma. In questo libro troverete "le parole dei genitori", cioè una rassegna delle modalità comunicative più frequenti utilizzate in famiglia: per riflettere su quello che diciamo, su come lo diciamo e sui livelli di consapevolezza di quello che diciamo. Sono descritti gli errori in cui cadiamo, spesso involontariamente, e gli effetti di queste modalità comunicative sui nostri figli. "Ai miei tempi - come spesso dicono i genitori più anziani - c'era un'altra musica". Questo libro cerca appunto di capire cos'è cambiato fra i miei tempi e i giovani d'oggi. Sarete messi in guardia anche da quella forma stucchevole di bontà genitoriale che si trasforma in ricatto affettivo, che produce tanti sensi di colpa nei figli. È giunta l'ora che i genitori si rivestano di autorevolezza e diventino più assertivi. Imparino a utilizzare più punti esclamativi e meno punti interrogativi. Se non è chiaro il concetto, proseguite nella lettura.
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