La vita felice
I piccoli libri dei colori. Cofanetto
editore: La vita felice
pagine: 96
Con questo piccolo libro puoi aiutare i bambini a guardare con attenzione la realtà e i suoi colori, puoi arricchire il loro l
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Appunti per un labirinto
di Samuele Peroni
editore: La vita felice
pagine: 110
Samuele Peroni esordisce nella narrativa con "Appunti per un labirinto", una raccolta di 19 racconti dallo stile molto asciutto e conciso, che toccano e descrivono temi e aspetti della vita di tutti noi. "Lettera", "Amore", "Bambini", "Profumo", "Musica", "Monita e Mirco", "La stazione", "Uno sguardo dall'alto", "Lo scemo"... sono solo alcuni dei titoli di queste scene di vita fotografate e riproposte con la sensibilità caratteristica di questo giovane autore.
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L'arte di sedurre gli uomini
di Una Donna Curiosa
editore: La vita felice
pagine: 252
In una delle numerose e raffinate illustrazioni che adornano questo libro, pubblicato a Parigi negli anni Venti, una vezzosa signora squadra con una lente di ingrandimento l'omino, ridotto ai minimi termini, adagiato sulla sua mano. Con lo stesso spirito investigativo e ironico l'autrice anonima, che maliziosamente si firma "Una Donna Curiosa", indaga nell'universo dei sensi per dare consigli pratici sull'arte di sedurre il sesso forte: le vesti, le parole, gli atteggiamenti, i trucchi da sfoderare, i luoghi dove è più facile favorire gli incontri. E lo fa senza pudore, inoltrandosi anche nei territori più delicati. Con disinvoltura, affronta per esempio l'argomento del rapporto a tre, oppure spiega come tenere testa all'uomo vizioso o gli effetti in campo erotico di alcune droghe, come l'oppio, l'hascisc, l'etere. Per dare più spessore alla teoria, vengono riportate storielline e testimonianze tratte dalla vita reale.
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Libia travolta
di Mirella Curcio
editore: La vita felice
pagine: 192
"Libia travolta" è il seguito di "Tripoli amata" e si avvale anche del contributo di un dattiloscritto inedito di Monsignor Vi
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La poesia e la carne. Tra il labirinto dei corpi e l'inizio della parola
editore: La vita felice
pagine: 246
Il quadro di Schiele che riproduciamo in copertina rappresenta un uomo e una donna nudi in procinto di abbracciarsi. Sono due creature prigioniere del proprio corpo e dal quale tentano di distillare, un po' goffamente, una goccia di piacere. Ma allo stesso tempo quell'involucro accidentale di carne in cui sono stati gettati, e che verrà gettato via con la morte, è una sorta di geroglifico che testimonia l'infinita e profonda necessità alla radice di ogni esistenza. Schiele, in questo come in tutti i suoi dipinti, e come in tempi più vicini a noi farà Francis Bacon, sembra voglia trarre dalla miseria e fragilità del corpo umano la sensazione struggente e tenera di una carne abitata dalla coincidentia oppositorum del piacere e della morte. Non come momenti separati, ma compresenti nella forma stessa del corpo e nella sua accidentalità. Ed è questo geroglifico che si sono piegati a interrogare i saggisti presenti in questo volume, tentando di fondare un provvisorio sapere della carne che tenesse congiunti poeticamente il corpo vivente e la carogna, da cui, dice in una poesia Baudelaire, "attraverso la dissoluzione viene restituita in modo centuplicato alla grande Natura tout ce quensemble elleavaitjoint". Secondo Rainer Maria Rilke, commentatore di questi versi nel Malte, è questo "l'Essere che vale fra tutto l'Essere" e da cui si sprigiona l'essenza stessa della poesia.
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Il donatore
di Oriel Pozzoli
editore: La vita felice
pagine: 176
"Il donatore" è il romanzo di Lorenzo, giornalista free-lance terrorizzato dagli aerei, seduto nella sala d'attesa di una clin
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Terra di risulta
di Mia Lecomte
editore: La vita felice
pagine: 84
Il tono e l'atmosfera che attraversa questo nuovo libro di Mia Lecomte è proprio di una poetica in re: la poesia parte dalle cose nei testi per inoltrarsi poi in uno scavo che riveli il senso. Poesia, dunque, che rifuggendo dalla mimesi e dalla visionarietà, così come dal lirismo consueto centrato sulle vicende intime dell'io, segue un'altra via che si richiama a una precisa tradizione che, in parte è ricollegabile al nome magistrale di Antonio Porta. La ricerca di Mia Lecomte ha infatti il suo perno "perforante" nella lingua mobile e vibrante, tesa fra un'epicità quasi da salmo e modalità pseudoscientifiche, sempre però attraversate da una tensione che, emozionalmente, empateticamente, aderendo alle cose del mondo, scava nel dato oggettivo, per darne una lettura espressionista, però sempre misurata nei toni, controllata nelle scelte. Quella di Mia è poesia della soglia, in bilico tra pathos e distanza, sorta di controcanto dell'esistenza. (Nota critica di Gabriela Fantato)
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Ritorno alla spiaggia. Poesie 2001-2007
di Lucetta Frisa
editore: La vita felice
pagine: 67
La spiaggia a cui allude il titolo del libro di Lucetta Frisa non è certo un luogo reale, una precisa spiaggia cui tornare, ma luogo ancestrale dell'immaginario che richiama alcuni spazi simbolici: è il confine, la soglia tra terra e mare - dove il mare è Acqua dell'origine, uno degli Elementi Primi del mondo per gli antichi - ma è anche la casa, da intendersi non come "il nido pascoliano" di riparo e fuga dal mondo, ma come universo iniziale, dove ci fu "la prima volta", dove si sono strutturati il sentire e vedere il mondo. (Nota critica di Gabriela Fantano)
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La gatta innamorata
di Giuliana Maldini
editore: La vita felice
pagine: 20
A due anni i vostri bambini vogliono vedere e sentire storie di gatti, cani e tanti altri simpatici animali? Questi sono i libriccini adatti a voi: la sera - nel lettone insieme a loro - leggeteglieli tutti, una, due, cento, mille volte. Con grande divertimento e poca fatica renderete felicissimi i vostri figli. Età di lettura: da 2 anni.
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Il simposio o i lapiti
di Luciano di Samosata
editore: La vita felice
pagine: 192
Il dialogo fa parte dei cosiddetti "dialoghi liciniani", che vedono come narratore e personaggio interno agli eventi Licino, una delle maschere principali dell'autore.
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Come il ramo di biancospino. Antologia della poesia provenzale
di Piero Marelli
editore: La vita felice
pagine: 241
Fu nei sontuosi castelli di Provenza, verso la fine dell'XI secolo, che si sviluppò il primo movimento poetico in lingua volgare: la lirica trobadorica o occitanica. Trovatori, così furono detti i poeti provenzali, sono coloro che "trovano", cioè compongono il testo (e talora anche la melodia) delle loro liriche, destinate a essere cantate con accompagnamento musicale, sulle note del liuto o di altro strumento a corde, davanti al raffinato pubblico di corte. Tale derivazione conferma il legame profondo fra parola e musica, 'motz' e 'sons', che fu uno dei caratteri più importanti della poesia provenzale. Il luogo dove tale poesia venne composta ed eseguita fu la corte: tale poesia può dunque essere considerata il primo esempio di poesia "cortese", che si rivolge espressamente a un pubblico scelto e aristocratico, di cui rispecchia le idealità e i comportamenti sociali.
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