Liguori
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Scienza delle costruzioni. Vol. 1: Meccanica dei solidi.
Meccanica dei solidi
di Baratta Alessandro
editore: Liguori
pagine: 480
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Fare filosofia con i bambini. Strumenti critici e operativi per il lavoro in classe con e oltre il curricolo «philosophy for children»
editore: Liguori
pagine: 200
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Traumi psicologici, ferite dell'anima. Il contributo della terapia con EMDR
editore: Liguori
pagine: 271
I traumi, le ferite - del corpo o dell'anima che siano - nella vita non possono non accadere
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Tradurre il fumetto-Traduire la bande dessinée
editore: Liguori
pagine: 93
Il fumetto assume forme diverse, sempre nuove, come i romanzi grafici ormai in vendita nelle librerie, anche in Italia. Nonostante tale sviluppo, le pubblicazioni a fumetti corrispondono, per il 70%, a traduzioni dalle lingue inglese, francese, giapponese etc. L'Italia, insomma, non fa che attingere a un gigantesco mercato, consolidato negli anni dalla crescente affermazione della cultura dell'immagine. Il volume, curato e introdotto da Josiane Podeur, nasce dunque dalla necessità di riflettere sulla traduzione di un tipo di scrittura che fonde intimamente icone e testo, pervenendo a quella che si può ben definire una nuova ed originale forma d'arte. Il lavoro del traduttore è quello di garantire questa seducente armonia del messaggio iconico-verbale, mentre l'analisi traduttologica permette d'osservare in qual modo egli tratta e riproduce, per il lettore italiano, la felice convivenza di testo ed immagine. Fornendo così un significativo supporto tecnico a chi svolge quest'attività o a chi si avvia a farlo.
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Joseph Roth
di Marino Freschi
editore: Liguori
pagine: 288
Il saggio fornisce un'esauriente introduzione alla vita e all'opera di Roth, sulla scia di una lettura attenta alle recenti suggestioni, incentrate sul complesso e intrigante rapporto dello scrittore ebreo galiziano con il sionismo, da lui criticato in nome del primato spirituale dell'ebraismo della diaspora. Ampio spazio è anche riservato all'attualissima riflessione rothiana sulla figura del "nomade" quale destino estremo dell'uomo contemporaneo, sempre più "libero" da radici e da atavici condizionamenti e sempre più angosciato per una libertà che non sa tradursi in progetto. La stessa trasfigurazione narrativa, cui sottopone la sua biografia, scaturisce dalla tragedia del suo tempo, per lui culminata con l'esilio e con la sua morte drammatica, provocata dallo scontro col nazionalsocialismo, giudicato da Roth come il male assoluto. Come Hesse, Roth ha incontrato un immenso successo di pubblico, ma una cauta accettazione da parte della critica, eppure lo scrittore ha tutti i titoli per essere considerato uno dei massimi autori del '900 per la sua straordinaria percezione della crisi del mondo moderno - che è ancora il nostro mondo -, per le sue possenti metafore e per la sua utopia, regressiva e struggentemente nostalgica. Ciò che Roth comunica è l'assoluta sincerità del momento. È come se da quel tavolino da caffè, dove amava rifugiarsi per scrivere, si sprigionasse disperata la voce autentica della letteratura nella modernità.
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Il linguaggio delle afasie. Saggi su «L'interpretazione delle afasie» di Sigmund Freud
editore: Liguori
pagine: 208
Come la definì Siegfried Bernfeld, "L'interpretazione delle afasie" può essere considerata "la prima opera freudiana", ma Freud non volle che fosse inserita nelle sue "Gesammelte Werke". Anche in italiano la troviamo in pubblicazioni separate dalle O.S.R, come nella recente traduzione curata da Francesco Napolitano. Poco nota persino agli psicoanalisti, ma ben nota a pochi studiosi, negli ultimi anni se ne riconosce l'importanza per lo sviluppo della psicoanalisi. Stengel, suo traduttore in inglese, affermò che l'apparato del linguaggio" è il fratello maggiore dell'apparato psichico". Questa antologia riprende il testo freudiano affrontando alcuni dei suoi principali temi, sia da un'ottica "ortodossa" sia da un'ottica lacaniana, proponendone una lettura ragionata di alcuni punti chiave. 11 volume è un utile strumento di studio e d'informazione sia per gli specialisti della materia che per la persona di cultura.
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Giovanni Verga. La rivoluzione regressiva
di Lorenzo Tinti
editore: Liguori
pagine: 168
Nel corso degli anni molti hanno cercato d'impadronirsi dell'opera di Verga, proiettandovi i propri ideali estetici e politici. C'è stato così un Verga repubblicano, un Verga socialista e progressivo, perfino un Verga reazionario e protofascista. Non v'è dubbio che un prorompente bisogno di affermazione abbia indotto il narratore catanese ad accogliere via via le sollecitazioni culturali emergenti; nondimeno, così come non presunse mai di estendere ai fini della letteratura quelli delle scienze esatte, egli neppure patrocinò la causa di una particolare classe sociale. Verga rimase convinto che l'arte non possa collaborare al progresso civile, sia perché ogni progresso civile è in realtà semplicemente illusorio, sia perché all'arte compete semmai l'indagine dei princìpi universali cui necessariamente l'essere umano soggiace. In questo senso non esiste nemmeno nel Verga verista alcuna inclinazione al populismo: il popolo configura giusto un momento, il primo, di un progetto più vasto che avrebbe dovuto ricercare la legge dell'egoismo in ogni categoria sociale. Tale distacco dalla materia trattata rappresenta il fondamento del realismo verghiano: eppure proprio questo distacco, paradossalmente, "porta lo scrittore siciliano alla rappresentazione più convincente, che del mondo popolare sia stata data in Italia durante tutto l'Ottocento" (A. Asor Rosa).
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Orwell oggi Orwell
di Beatrice Battaglia
editore: Liguori
pagine: 123
Nonostante il sadismo critico con cui si è tentato in vario modo di distruggere il mito di Orwell, l'autore di 1984 si conferma ogni giorno di più una grande figura di scrittore e d'intellettuale stabilmente entrata nell'immaginario collettivo contemporaneo. Questo volume indaga i motivi di tanta popolarità, per mettere in luce quelli a tutt'oggi oscurati proprio a causa della crescente rilevanza della sua visione rispetto al nostro presente: da profondo conoscitore dei meccanismi del potere, Orwell ne incarna le paure al fondo della coscienza collettiva, ma anche le aspirazioni e le speranze, ergendosi contro il 'cavallo di Troia' dell'incombente totalitarismo connaturato alla globalizzazione ossia l'idea che non vi siano alternative a questo 'unico mondo possibile'. Con la sua fede nell'istinto di quel grande corpo dell'umanità che è il proletariato, 1984 rimane un libro pericoloso e subversive: "Orwell oggi Orwell" intende riaggiustare il fuoco critico, finora concentrato sull'incubo totalitario, per dare il dovuto ribevo alla parte positiva e salvifica del messaggio orwelliano, da cui scaturisce la sua persistente attualità: la fede nell'irreprimibile vitalità dell'istinto alla ribellione, nella sana ricerca del 'naturale' benessere che spetto di diritto a ogni essere umano.
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Linguaggio e pensiero. Una introduzione alla teoria del contenuto
di Elisabetta Sacchi
editore: Liguori
pagine: 298
Da sempre il filosofo si è interrogato sul nesso tra linguaggio e pensiero chiedendosi se il linguaggio sia essenziale al pensiero e, in caso affermativo, se ciò significhi che la natura del pensiero sia intrinsecamente linguistica. Questa questione ne solleva una seconda riguardante la peculiarità della nostra interazione col mondo. È il linguaggio che media la nostra relazione col mondo e che rende il nostro modo di rapportarci a esso diverso dal modo in cui altre creature, non linguistiche, vi si rapportano? In caso affermativo dovremmo dire che il mondo così come è dato a noi creature linguistiche non è lo stesso mondo che è dato a creature non dotate di linguaggio? Quelli sollevati sono temi centrale della riflessione filosofica. Obiettivo di questo lavoro è di esplorare l'intreccio tra linguaggio e pensiero, considerando i diversi modi in cui la tematizzazione del contenuto è stata condotta nella filosofia di tradizione analitica. Tale disamina viene condotta considerando le due principali impostazioni metodologiche che sono state assunte: quella conseguente alla "svolta linguistica" e quella conseguente alla "svolta cognitiva". Tra i temi affrontati: le strategie di naturalizzazione del contenuto e dell'intenzionalità, la metafisica dei contenuti, le principali tipologie di contenuto, la relazione tra il livello concettuale e quello non concettuale, i rapporti tra aspetti rappresentazionali e aspetti qualitativi degli stati mentali.
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Telos. Il finale nel romanzo dell'Ottocento
di Annalisa Izzo
editore: Liguori
pagine: 335
Come finisce un romanzo? Qual è una una buona conclusione narrativa? E dove comincia la fine? Questo libro tenta di rispondere a simili domande, affrontandole da punti di vista diversi. La ricerca storico-letteraria ripercorre le tappe del dibattito critico sviluppatosi intorno all'explicit romanzesco e ne discute le proposte principali, in particolare quella elaborata in ambito naturalista-verista. L'indagine metodologica verifica poi la pertinenza di alcuni canoni prescrittivi o descrittivi dell'organizzazione del finale (quelli offerti dalla retorica classica, ad esempio, dalla narratologia e dalla stilistica), interrogando anche alcune categorie critiche ad esso applicate (la teleologia, il "finale aperto", l´"happy ending") e riflettendo sulla possibile interdipendenza tra forme della conclusione e genere letterario (in particolare relativamente al romanzo pseudo-autobiografico). Da ultimo, l´analisi testuale - esercitata su un corpus di romanzi italiani e francesi del secondo Ottocento - consente di proporre un modello di lettura del finale romanzesco e di suggerirne una tipologia.
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