Longanesi
Ossessioni
di Süskind Patrick
editore: Longanesi
pagine: 60
Una giovane pittrice assillata dal concetto di profondità, che la condurrà a decisioni estreme
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Matrimonio e morale
di Russell Bertrand
editore: Longanesi
pagine: 280
Dopo quasi ottant'anni, questo saggio conserva intatta la sua carica "eversiva" contro il pregiudizio e i luoghi comuni
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Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)
di Odifreddi Piergiorgio
editore: Longanesi
pagine: 264
La prima stazione della nostra via crucis è l'inizio di tutti gli inizi: più precisamente, la mitologia ebraica della creazion
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Zero o la cinque vite di Aémer
di Guedj Denis
editore: Longanesi
pagine: 293
Iraq, 2003: lo scoppio di una bomba copre una donna di detriti e fa emergere dal suolo un piccolo cono d'argilla, un oggetto u
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La tana del lupo
di Patterson James
editore: Longanesi
pagine: 294
un momento difficile per Alex Cross
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Indagini incrociate
di Rankin Ian
editore: Longanesi
pagine: 466
Un immigrato clandestino ucciso in un rione popolare di Edimburgo
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Tempo e essere
di Heidegger Martin
editore: Longanesi
Quando nel 1969 apparve questo libro, presso lo stesso editore che nel 1927 aveva pubblicato "Essere e tempo", Heidegger gigan
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Noi moriamo a Stalingrado
di Caruso Alfio
editore: Longanesi
pagine: 269
Erano contadini, artigiani, operai, commercianti
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I bottoni di Napoleone
Come 17 molecole hanno cambiato la storia
editore: Longanesi
pagine: 408
Rivelando gli stupefacenti collegamenti di natura chimica tra fatti apparentemente scollegati, gli autori presentano nel libro
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Il contrabbasso
di Patrick Suskind
editore: Longanesi
pagine: 61
Se c'è una cosa inconcepibile è un'orchestra senza contrabbasso. Si può quasi dire che l'orchestra - siamo alla definizione - comincia a esistere soltanto quando c'è un contrabbasso. Ci sono orchestre senza primo violino, senza fiati, seza timpani e trombe, senza tutto. Ma non senza contrabbasso. Quello che vuole dimostrare Suskind, è che il contrabbasso è di gran lunga lo strumento più importante dell'orchestra. Anche se non sembra.
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Il piccione
di Patrick Suskind
editore: Longanesi
pagine: 102
Jonathan Noel non ama gli eventi, e odia addirittura quelli che turbano l'equilibrio interno e sovvertono l'ordine esterno del quotidiano. Vive in un sottotetto e lavora come guardia in una banca, percorrendo avanti e indietro i tre gradini antistanti l'ingresso, con la sola certezza che non possa più accadergli nulla di fondamentale se non, un giorno, la morte. Giunto all'età di cinquantatre anni, la condizione di quiete monotona e di assenza di avvenimenti è la sola cui egli aspiri, l'ideale di vita che persegue con cieca ostinazione, convinto com'è che negli esseri umani non si possa riporre fiducia e che si possa vivere in pace soltanto tenendoli alla larga. Poi, una mattina, uscendo dalla porta di casa, s'imbatte in un piccione: quell'animale apparentemente insignificante, che si limita a guardarlo immobile, incrina di botto l'esistenza di Jonathan, fa crollare tutte le sue sicurezze, gli sconvolge la vita. "Come tutti i simboli", osserva Pietro Citati, non dobbiamo tradurre il piccione "in un'altra lingua, ma rispettare la sua grandiosa lingua muta, e avvertire la minaccia - fisica e metafisica - con cui aggredisce il nostro mondo". Ma quale sarà l'esito di tale aggressione? Il piccione s'imporrà come presenza malefica o avrà un effetto salvifico su Jonathan, strappandola alla sua condizione?
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