Mimesis
Rilke e l'Oriente
di Daniela Liguori
editore: Mimesis
"Oriente" è, per Rilke, un "mondo a sé, un mondo di nuance", in cui sono rintracciabili i segni di un "esserci" differente da quello occidentale. Differente perché non è "espressione" di una soggettività potente che su tutto esercita il suo desiderio di possesso e la sua volontà di dominio, quanto, piuttosto, di un io che, senza alcun privilegio, è parte impermanente del mondo ed è quindi capace di esperirlo interamente. Una pluralità di Orienti assai diversi tra loro è così divenuta, per Rilke, strumento essenziale per sottoporre a critica radicale l'idea di soggetto e per attuare un "rivolgimento" del modo stesso di esercitare la sfera del sentire.
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La fragilità del potere. L'uomo, la vita, la morte
di Bruno Montanari
editore: Mimesis
pagine: 179
Il potere è fragile e oneroso. È fragile, perché dipende dagli "altri", che pur deve materialmente dominare. È oneroso, perché l'obbedienza ha un suo prezzo: la minaccia o la lusinga, la paura o il consenso. Appartiene all'uomo, alla sua ambizione e alla sua ignoranza. L'ambizione lo spinge alla conquista, l'ignoranza gli cela la causa della precarietà di ciò che ha ottenuto. Tutto dipende dall'uomo, dalla sua mente, dal suo carattere, dalla sua psiche, dalla sua immaginazione, dalla sua parola, dai suoi muscoli, dalla sua destrezza: dalla sua "testa" e dal suo "corpo". Vi sono epoche in cui l'uomo onora l'esistenza, pur vivendo in mezzo alla miseria ed alle persecuzioni; e tempi nei quali non sperimenta altro, ad ogni livello, che la propria mediocrità. Il saggio è pensato, dunque, in una chiave, che definisco "antropologico-esistenziale": il potere, infatti, è una dimensione esclusivamente umana, che ha la sua cifra nel non accettare la propria finitudine. Non è effettivo se non si pensa "assoluto", ma la tensione dell "io" per realizzare quell'assolutezza incontra sul suo percorso l'"alterità"; e la incontra sempre di nuovo, nonostante ogni tentativo per eluderla, schiacciarla, renderla inoffensiva e impotente. Di qui una ineliminabile "fragilità": il potere che l'"io" accumula, quali che siano le forme materiali in cui si manifesta, incrocia strutturalmente l'"alterità" e da essa, oggettivamente, dipende.
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Alchimia. Nuovi studi di simbolismo ermetico e di pratica filosofale
di Canseliet euge`ne
editore: Mimesis
pagine: 226
C'è uno spirito universale che tutto informa, vivifica e agisce, c'è una medicina universale che è il risultato del lavoro
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La sociologia francese
di Le`vi-strauss claude
editore: Mimesis
pagine: 84
Preso nella stretta della Seconda guerra mondiale, vincolato dalla sua condizione di esule a parlare due lingue, angosciato da
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Iconografie dell'aldilà. La ricostruzione della percezione della morte nel regno di Koguryo attraverso le sue pitture parietali (IV-VII secolo)
di Andrea De Benedittis
editore: Mimesis
pagine: 200
La monografia è dedicata alle pitture parietali rinvenute in contesto tombale e prodotte fra il IV e il VII secolo. Esse, che si trovano attualmente nel territorio cinese, nelle province del Liaoning e Jilin, e in Corea del Nord, ci consentono di analizzare alcuni aspetti della concezione del post-mortem degli antichi coreani e di ricostruire alcuni elementi della loro visione religiosa. Lo studio prenderà in esame la diffusione di questo genere artistico, la sua datazione e il suo sviluppo nel territorio.
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Jung e Reich. Freud e i suoi discepoli. Eresia, misticismo, energia, nazismo
di Andrea Pitto
editore: Mimesis
pagine: 668
Wilhelm Reich osservava l'uomo radicato al suo terreno fondamentale, quello biologico ed energetico: l'humus da cui si sviluppano tutti i fenomeni vitali, mente inclusa. Il pensiero di Carl Gustav Jung faceva prevalentemente il percorso inverso, risalendo alle vette più alte dello spirito, ove albergano simbologie ermetiche e gli stadi ultimi di quello che lo studioso zurighese chiamava processo di individuazione. Se il leit motiv di Reich può essere considerato la funzione orgasmica, quello di Jung è certamente la funzione simbolica, la concezione degli archetipi e il processo di individuazione. Tra le possibili tematiche approfondite in questo libro, quelle che compaiono nel sottotitolo ("Freud e i suoi discepoli. Eresia, misticismo, energia, nazismo"), non mancano di ramificarsi in una moltitudine di altri argomenti che volta per volta assumono specifica importanza. Questo lavoro dovrebbe indurre il lettore a contestualizzare meglio il pensiero di Jung e Reich nell'ambito della ricerca psicologica e non solo, permettendo, inoltre, di superare la superficiale contrapposizione che è emersa spesso tra loro e, al contempo, contribuire a rendere chiari, laddove si presentino, gli effettivi contrasti.
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Fantascienza: guerra sociale?
editore: Mimesis
pagine: 338
A un anno esatto dalla morte di Antonio Caronia, questa antologia, da lui curata, propone i migliori racconti della social sci
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Memofilm. La creatività contro l'alzheimer. Con DVD
editore: Mimesis
pagine: 212
Oggi esiste un modo che può migliorare la qualità della vita di molte persone affette da demenza: è il Memofilm, uno strumento
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Il grido e il silenzio. Un in-contro tra Celan e Heidegger
editore: Mimesis
pagine: 245
Un tormentoso corpo a corpo con il linguaggio svela il destino dell'in-contro "epocale" fra Paul Celan e Martin Heidegger
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Barricate di carta. «Cinema & film», «Ombre rosse», due riviste intorno al '68
editore: Mimesis
pagine: 337
"Cinema&Film" e "Ombre rosse", sono state le due riviste protagoniste della stagione culturale italiana negli anni attorno al sessantotto e hanno marcato, pur differentemente, sul piano teorico, politico e linguistico, ogni approccio successivo alla critica cinematografica. Autori giovanissimi si misuravano col mondo del cinema, della cultura e dell'agone politico attraverso la pratica furente e settaria della scrittura, per il cinema e per la vita. Il volume propone interventi su di esse e un'antologia di testi.
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La bocca immagina. I poteri della traduzione artistica
di M. Silvia Da Re
editore: Mimesis
pagine: 135
La traduzione dell'opera letteraria dà avvio in "La bocca immagina" a uno svolgimento teorico originale, il cui margine elusivo è accostato in un linguaggio specifico ed evocatore; la riflessione si snoda nelle anse della discussione sugli sviluppi storici e contemporanei della disciplina, da un'inedita angolatura estetico-fenomenologica: dalle radici premoderne della fedeltà ai retaggi dell'epoca Romantica, l'inquadramento diacronico delle tematiche ne esplicita gli assunti nelle teorizzazioni recenti, di cui è tracciato anche un primo bilancio. In un'essenziale legittimazione della traduzione artistica, a fondamento di quest'ultima è per la prima volta davvero analizzata e posta la mediazione dell'immagine - con un ribaltamento dell'ottica che tradizionalmente prescrive doveri al traduttore, si scoprono così anche i suoi "poteri" o "facoltà" spirituali che realmente ne delimitano l'atto.
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Filosofia della crudeltà. Etica ed estetica di un enigma
di Lucrezia Ercoli
editore: Mimesis
pagine: 137
Che cos'è la crudeltà? Dietro alla quotidiana e disordinata enumerazione di azioni crude c'è una domanda filosofica irrisolta. Dalla filosofia all'arte, dall'antropologia al teatro, dalla psicanalisi alla letteratura: la crudeltà, quale espressione di un'indefinibile umana bestialità, è un enigma etico ed estetico che non può esser sciolto senza cadere in contraddizione. La barriera tra la crudeltà e il suo contrario si fa permeabile e sfumata. Questo viaggio nella tenebra, però, si rivela esercizio filosofico indispensabile per svelare la duplicità inquietante che si cela dietro a concetti apparentemente consolidati e familiari.
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