Mondadori
Preferisco i cani (e un gatto)
di Maurizio Costanzo
editore: Mondadori
pagine: 94
"Gli animali sono superiori a noi in tante faccende, come la capacità di esprimere affetto, di dimostrare fedeltà, di essere sinceri e di prevaricare l'altro solo per lo stretto necessario alla sopravvivenza. L'uomo no, l'uomo prevarica per gioco, per noia, per insicurezza, per vuota ambizione. L'osservazione del mondo animale è stata per me una lezione di vita." "Preferisco i cani" non è il partito preso di un ultra animalista, ma il risultato di anni di acuta e attenta osservazione del comportamento umano e di quello animale. Maurizio Costanzo ha vissuto fin da ragazzo vicino ai cani, amandoli profondamente, entrando in simbiosi, sentendo a volte di somigliare più a loro (il bassotto in particolare) che ai propri simili umani: "I cani mi considerano uno come loro, un pari grado. E devo dire che a me non dispiace affatto". D'altra parte, nella sua vita e nella sua carriera ha avuto modo di guardare da vicino le dinamiche umane più disparate, tutti i vizi pubblici e privati della sedicente specie superiore. Oggi, dopo tanti anni di dedizione canina, sta sperimentando anche le meraviglie del rapporto coi gatti, tanto da riservare al suo piccolo Filippo una stanza del proprio ufficio.
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Chi crediamo di essere. Come i sogni, i ricordi e le moderne teorie della mente ci aiutano a scoprire la nostra natura profonda
di Massimo Piattelli Palmarini
editore: Mondadori
pagine: 208
"La nostra mente è una macchina costruita per dare senso alle cose. Quando questo senso fa difetto nella realtà, ne costruiamo uno con l'immaginazione. Vediamo segni e premonizioni dove invece ci sono solo fortuite coincidenze, intuiamo complotti e trame dove invece ci sono solo accadimenti tra loro slegati, attribuiamo intenzioni e progetti a chi semplicemente si fa i fatti suoi. Questa macchina lavora a molti livelli, da quelli più alti, quando si cerca di dare un senso alla vita, alla storia, a un'intera vicenda, giù giù fino ai minimi, quando si ricostruisce la scena circostante guidando nella nebbia, o udendo rumori e voci esterne da dentro una stanza." Conoscere noi stessi e capire la differenza tra percezione e realtà è ambizione antica: filosofi, psicologi, teologi e scienziati si sono cimentati per secoli con questa sfida, sviluppando alcune intuizioni, senza giungere, tuttavia, alla piena comprensione del nostro sistema psicologico ed emotivo. Nemmeno le scienze cognitive moderne e le neuroscienze sono riuscite a svelare completamente i meccanismi nascosti dei nostri pensieri e comportamenti. Se però il pensiero umano non può essere ridotto a una raffica di impulsi neurali, certamente lo studio del cervello ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e può dirci molte cose sul funzionamento della mente. Sul perché, per esempio, quando incontriamo un bambino diventato ragazzo, ci stupiamo di quanto sia cresciuto, non riuscendo a contestualizzare il tempo trascorso."
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Quando vieni a prendermi?
di Alessandro Cattelan
editore: Mondadori
pagine: 185
Santiago ha una trentina d'anni e un contratto di lavoro di quelli che il capo può chiamarti da un giorno all'altro e dirti che non hanno più bisogno di te. Santiago ha anche un amore, Amanda. L'ha conosciuta per caso e ha fatto tutto il possibile per tenersela stretta. Una volta, su uno scoglio al tramonto le ha anche chiesto: "Vuoi sposarmi?", perché l'atmosfera sembrava quella giusta. Poi le ha detto: "No, scherzavo" e lei non gli ha più parlato per giorni. Le vuole molto bene, certo, lei è bella, dolce, intelligente, però... Santiago ha una vita che stenta a prendere forma, rimane confusa, e appena sembra assumere una direzione (e non tutte le altre) gli fa paura. E allora basta una scintilla, un'occasione, per decidere di mollare tutto, il proprio Paese, il proprio lavoro, la propria donna e partire. Dove? L'importante è che sia lontano, quanto basta per perdersi e, magari, ritrovarsi. Santiago inizia un viaggio rocambolesco ed emozionante, come quando in Giappone lavora in un locale come "elargitore di complimenti" per donne trascurate dai mariti. O quando in Australia incontra Linda, bella da farti rimpiangere di non aver scelto con maggiore cura i vestiti prima di uscire. A volte però si sente solo, come quelle valigie che girano abbandonate sul nastro trasportatore dell'aeroporto, e quando lascia passare anche un solo pensiero su Amanda gli altri entrano tutti senza permesso, come le auto alle rotonde quando hai tu la precedenza...
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Viva l'Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione
di Aldo Cazzullo
editore: Mondadori
pagine: 167
Talora parliamo dell'Italia come se non fosse una cosa seria. E ci pare impossibile che siano esistiti uomini e donne per cui l'Italia era un ideale che valeva la vita, e per cui "Viva l'Italia!" furono le ultime parole. Aldo Cazzullo ripropone il successo editoriale di "Viva l'Italia!" con il DVD dello spettacolo teatrale. Immagini, parole e musica per riflettere su passato e presente del nostro Paese.
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Elementare, Watson! Tutti i romanzi e i 10 migliori racconti di Sherlock Holmes
di Arthur Conan Doyle
editore: Mondadori
pagine: 874
Di statura superava il metro e ottanta ed era tanto magro da sembrare più alto
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Luka e il fuoco della vita
di Rushdie Salman
editore: Mondadori
pagine: 211
In una splendida notte stellata nella terra di Alifbay, la città di Kahani è teatro di un eveto terribile: il famoso narratore
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A Mosca, a Mosca!
di Vitale Serena
editore: Mondadori
pagine: 234
il 1967 quando Serena Vitale, all'ultimo anno di università, arriva nella Mosca brezhneviana, in piena Guerra fredda, con una
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La Bella e la Bestia. Libro pop-up
di Robert Sabuda
editore: Mondadori
pagine: 16
Ogni pagina del libro sboccia in tutta la sua sorprendente bellezza proprio come le rose di questa fiaba. Dal maestoso castello dalle vetrate scintillanti alle orribili fauci della Bestia, dai candelabri della sontuosa cena fino al tragico abbraccio nel roseto spoglio di petali. Età di lettura: da 3 anni.
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Angelicamente anarchico. Autobiografia
di Andrea Gallo
editore: Mondadori
pagine: 117
Il prete rosso, il prete di strada, il prete new global. Don Andrea Gallo è il fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, un'isola di solidarietà che accoglie persone in difficoltà: tossicodipendenti, ex prostitute, ex ladri, uomini e donne in transito da un sesso all'altro. E diventato celebre quando ha denunciato i fatti della scuola Diaz e di Bolzaneto in occasione del G8 genovese, diventando un'icona del mondo pacifista. Don Gallo, però, è soprattutto un uomo di Chiesa, profondamente convinto di indossare l'abito talare, e altrettanto convinto di poterlo fare in piena libertà di pensiero e di azione. Un prete angelicamente anarchico, che in questo libro rivela il suo punto di vista rivoluzionario su temi complessi come la lotta alla droga, il new globalismo, la politica, e racconta di incontri straordinari con quell'umanità dolente che bussa alla sua porta e con le tante star del mondo dello spettacolo e della politica, da Vasco Rossi a Romano Prodi, che lo amano e lo sostengono da anni. Ciò che ne viene fuori sono i frammenti di un romanzo verista, qualcosa di simile a quel mondo di "storie dignitose e disperate" messo in musica e parole dal suo concittadino Fabrizio De André. Prefazione di Vasco Rossi.
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O Roma o morte
1861-1870: la tormentata conquista dell'unità d'Italia
di Petacco Arrigo
editore: Mondadori
pagine: 160
È notorio scriveva Massimo d'Azeglio pochi giorni dopo la proclamazione dell'unità d'Italia "che, briganti o non briganti, i n
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Aspettando al semaforo
L'unica biografia di Enzo Jannacci che racconti qualcosa di vero
di Jannacci Paolo
editore: Mondadori
pagine: 177
Che cosa c'è di più jannacciano di Paolo, Paolo Jannacci, quel figlio un po' stralunato che suona a Zelig, con quella faccia d
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La mafia fa schifo. Lettere di ragazzi da un paese che non si rassegna
editore: Mondadori
pagine: 137
Lo conoscono, loro, quel male. Lo conoscono da dentro. E adesso di mafia, di camorra, di 'ndrangheta vogliono parlare, o meglio vogliono scrivere. Sono gli studenti e i ragazzi che alzano la mano, in classe come in famiglia. Si chiedono perché i mafiosi opprimono le persone che lavorano onestamente e come riescono a dormire tranquilli, sapendo di fare del male a tanta gente. Come hanno potuto le mafie diventare così potenti, al Sud e al Nord, tanto che oggi pochi sembrano in grado di fare a meno dei loro soldi e dei loro voti. Se c'è un pezzo di Stato dietro le morti di Falcone e Borsellino, o perché la Chiesa non insiste su questi temi con la stessa veemenza con cui si scaglia contro il divorzio e l'aborto. Il magistrato Nicola Gratteri e il giornalista Antonio Nicaso, da sempre impegnati nella lotta alla mafia, hanno raccolto le lettere di questi ragazzi e adolescenti dalle quali emergono paura, rabbia, desiderio di rivalsa e ribellione contro l'illegalità, e solo raramente sconforto e rassegnazione. Per tutti loro la mafia non è più un tabù da rispettare in silenzio per quieto vivere o vigliaccheria, ma "un letto pulcioso" che infesta il Paese, un "tanfo di stalla" che ammorba l'aria e che "si arrimina nella pancia come un animale inferocito". È un segnale confortante quello lanciato da questi ragazzi con la loro scelta di non tacere, perché, come diceva Paolo Borsellino, "se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".
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