Moretti & vitali
Quale Dio? All'ascolto di voci eretiche
di Lanza Adriano
editore: Moretti & vitali
pagine: 157
Scusi, Lei crede in Dio? Quale sorpresa sarebbe se, l'intervistato rispondesse, a sua volta, socraticamente, con una interroga
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Libertà va cercando. Il catarismo nella «Commedia» di Dante
di Maria Soresina
editore: Moretti & vitali
pagine: 297
Dante era eretico. Non per aver messo i papi all' Inferno, ma perché la dottrina che espone non è cattolica: è quella dei catari. Lo sostiene Maria Soresina analizzando uno ad uno gli aspetti della loro dottrina, ciò in cui credevano e ciò che della Chiesa cattolica respingevano. La dimostrazione è sconvolgente: è tutto presente nella "Divina Commedia". E non solo. I catari avevano un unico sacramento, il "consolamentum", che prevedeva un percorso spirituale complesso, segnato da varie tappe, che sono chiaramente individuate dall'autrice nel cammino di Dante attraverso il Purgatorio. Dante aderiva pienamente al catarismo: era un "perfetto", come dicevano gli inquisitori, un "buon cristiano", come dicevano i catari di se stessi. Questa è l'ardita tesi, sostenuta con rigore e suffragata da piccoli e grandi riscontri intercettati nel testo del poema. Un secondo obiettivo, perseguito dall'autrice con altrettanta passione, è quello di far conoscere i catari, raccontarne la tragica storia e denunciare le falsità che ancora circolano su di loro. Il poema dantesco appare così dettato dall'urgenza di trasmettere la conoscenza di un mondo di idee e di valori che stava per essere cancellato: il mondo dei "buoni cristiani" e il loro messaggio di amore e di libertà.
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Costellazioni del pensiero
Scritture poetiche dell'Occidente
di Folin Alberto
editore: Moretti & vitali
pagine: 157
Una "costellazione" è figura perché l'uomo gliela assegna
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Neo-Alcesti. Canto alle quattro mura. Poesie per la musica
di Ida Travi
editore: Moretti & vitali
pagine: 140
Nell'antica tragedia di Euripide, Alcesti è una figura misteriosa, indimenticabile: da la sua vita in cambio di quella del marito, re Admeto, condannato a morire dagli dei. Alcesti è considerata una tragedia, ma non è vera tragedia: Alcesti regina muore, sì, ma torna presto viva dal regno dei morti. Si tratta infatti di una tragedia sfiorata, una resurrezione. In questa raccolta di poesie per la musica, dell'antica Alcesti non resta che l'ombra. Si incontra piuttosto una sua sembianza, una qualunque, una che si spaccia per parente, una che entra in casa sbattendo la porta e lancia sulla sedia il suo paltò. Un'antica casa greca e una novecentesca casa contadina si confondono qui, tra queste mura. Neo è lo scorrere del fiume. Neo è il vagito che ritorna. Qualcuno sta per andarsene, qualcuno sta per tornare. Sbatteranno le porte. Voleranno le tende alle finestre... "O ti adatti o sogni. Dove la madia era vuota presto ci sarà del pane, dove c'era del pane adesso, per un attimo, c'è buio."
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Le lune di Jung
di Di Oronzo Vincenzo
editore: Moretti & vitali
pagine: 118
Le lune di Jung sono specchi di Psiche che viaggiano nell'inconscio, si rifrangono in durate viventi, gemono in fulgide entità
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L'uomo che andava a teatro
Storia fantastica di uno spettatore
di Scarpa Roberto
editore: Moretti & vitali
pagine: 256
Il titolo di questo libro potrebbe funzionare benissimo per un romanzo o per un film
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Pianeti interiori. L'astrologia psicologica di Marsilio Ficino
di Thomas Moore
editore: Moretti & vitali
pagine: 263
In questo libro, Thomas Moore si rivolge a uno dei momenti psicologicamente più vivi dell'epoca pre-moderna, il Rinascimento italiano, in cui alcuni individui di genio si dedicarono a un'esplorazione del mondo interiore non meno ardita e rivoluzionaria di quelle del mondo esterno dei grandi navigatori. Le loro avventure permearono l'arte del loro tempo, ma essi rimasero per lo più sconosciuti e i loro scritti sono ancor oggi da capire davvero. Scoprirono isole interiori, passaggi e canali, a volte continenti, tracciando mappe, escogitando metodi per esaminare la vita interiore, tali che anche ai nostri tempi possono dare il senso di dove siamo, di dove siamo venuti, delle strade giuste da prendere se vogliamo raggiungere luoghi fertili e inesplorati dell'anima. Fra questi esploratori dell'anima il più grande e maestro degli altri fu Marsilio Ficino, che si rivolse all'astrologia per cercarvi e trovarvi i simboli della vita interiore, dei suoi travagli e delle sue trasformazioni, dando forma a un'arte dell'immaginazione, che egli riteneva la medicina appropriata per l'anima sofferente.
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Nel regno dell'immaginazione. Da Jung alla pedagogia immaginale
di Marina Barioglio
editore: Moretti & vitali
pagine: 278
Seguendo le tracce della straordinaria avventura di Jung nei luoghi del sogno, del mito, dell'arte, dell'alchimia, questo libro ci accompagna "nel regno dell'immaginazione" e ci propone il nòcciolo del pensiero dello psicologo zurighese: la restituzione della facoltà immaginativa al suo pieno potenziale cognitivo e trasformativo. È questo punto nevralgico che la ricerca di Jung si connette a quella prospettiva del pensiero contemporaneo che fa capo alla tradizione "immaginale", impegnandosi a rifondare l'alleanza tra uomo e mondo proprio attraverso l'immaginazione creatrice, come legante e luogo di radicamento di tutto e di ciascuno. Artefici di questa operatività "immaginatrice" nella modernità sono gli artisti, che nelle loro opere offrono l'esempio compiuto o in divenire di una ricucitura tanto più necessaria quanto più il lacerarsi dell'esperienza umana della realtà avanza in una progressione disperata e distruttiva. Tentare di fecondare con questo sapere salvifico la cultura pedagogica contemporanea è un compito arduo, un'opera di trasformazione che può e deve essere nutrita della ricerca di autori prodigiosi e liberatori come Jung. Un autentico maestro, come emerge dalle pagine appassionate dell'autrice, capace di attenuare l'isolamento tragico di un'umanità sradicata e perplessa e di restituire anima e vita all'architettura immensa e articolatissima di una realtà molteplice, integra e generosa.
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Freud e Severino
di Pulli Gabriele
editore: Moretti & vitali
pagine: 100
Per Freud l'inconscio è "soprattutto fuori del tempo"
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Panta diapánton. Scritti teorici su follia e cura
di Italo Valent
editore: Moretti & vitali
pagine: 375
Panta diapánton - il tutto attraverso tutto dei frammenti eraclitei - è la forma radicale della illacerabile relazionalità dell'essere, è lo spazio in cui psichiatria e filosofia sanno ospitarsi - nel duplice significato dell'hospes, colui che accoglie ed è accolto, che si riconosce nel volto dell'altro. Gli scritti teorici raccolti in questo volume mettono in luce la singolare familiarità che accompagna una certa psichiatria e una certa filosofia lungo le strade che solcano questo nuovo secolo e conducono in quella terra di frontiera dove ragione e follia possono finalmente convivere in libertà. La forza pervasiva ed eversiva del pensiero dialettico di Italo Valent mostra che tanto la psiche quanto la cura della psiche sono percorsi di lotta e di unificazione degli opposti: nell'affrontare da un punto di vista filosofico i temi della follia e della relazione di cura, sono delineate in modo originale e trasformativo le figure dell'amore-timore del nulla, della paura-desiderio della morte, del bisogno-rifiuto del dolore, del senso-nonsenso del delirio. Ne scaturisce una visione antropologica e politica che rappresenta un invito per gli operatori psichiatrici responsabili ad adottare un nuovo approccio alla cura, per cui "condividere la follia è l'operazione più difficile, è l'operazione che è iniziata con Basaglia e che dovrà procedere perché fondata su questa certezza, che se ci salviamo, cioè se ci curiamo e se guariamo, è soltanto insieme".
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