Officina libraria
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Un seminario sul manierismo in Lombardia
editore: Officina libraria
pagine: 339
Due insegnanti di Storia dell'arte moderna stanno preparando - per conto del Comune di Milano - una mostra a Palazzo Reale: è
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Dispersioni. Cultura letteraria a Mantova tra Medio Evo e Umanesimo
di Andrea Canova
editore: Officina libraria
pagine: 271
La storia della cultura italiana tra Medio Evo e Umanesimo è innanzitutto una storia di centri geografici, di uomini e di libr
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I libri che divorarono mio padre. La strana e magica storia di Vivaldo Bonfim
di Alfonso Cruz
editore: Officina libraria
pagine: 119
A un cenno della nonna, presi le piccole scale che portavano alla soffitta e aprii la porta
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Giuliano da Sangallo
di C. Elam
editore: Officina libraria
pagine: 455
Giuliano da Sangallo è uno dei maggiori architetti del primo Rinascimento
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The Barberini tapestries. Woven monuments of Baroque Rome
di James Gordon Harper
editore: Officina libraria
pagine: 160
Il libro, che funge anche da catalogo alla mostra di New York e Eugene, tratta in modo completo il ciclo di arazzi dedicato al
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La Ca' Granda da ospedale a università. Atlante storico-artistico
editore: Officina libraria
pagine: 191
Due insegnanti della Statale raccontano il proprio luogo di lavoro
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Andrea Palladio. Il mistero del volto
editore: Officina libraria
pagine: 171
Palladio è il più noto architetto degli ultimi cinque secoli: eppure di lui non esiste un ritratto ufficiale. Altri progettisti avevano sfruttato il nuovo medium, il libro a stampa illustrato, dove poteva essere inserita l'effigie dell'autore, persino sul frontespizio come fanno Vignola o Scamozzi. Palladio pubblica nel 1570 I Quattro Libri dell'Architettura, ma, del suo volto, nemmeno l'ombra. Il trattato palladiano ha enorme successo, e nel Settecento gli editori inglesi vogliono che i lettori vedano in faccia il loro eroe: si inventano un ritratto di Paolo Veronese. Gli italiani rispondono proponendo un'altra faccia, giurando che proviene da un ritratto autentico, conservato alla Rotonda. Ma è proprio così? Esiste davvero un ritratto di Palladio quando era in vita? Nel 1568 Vasari ne ricorda uno dipinto dal pittore veronese Orlando Fiacco, mentre un secondo, ad opera di Tintoretto, risulta a inizio Seicento nella collezione veneziana di un gioielliere tedesco. Dopo un secolo e mezzo di ricerche, un ritratto è stato trovato. Potrebbero addirittura essere due. Questo libro vi racconta la storia della caccia al volto di Palladio, dal Cinquecento ad oggi, con i suoi fallimenti, cantonate e colpi di scena.
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Vivere con le statue
editore: Officina libraria
Questo volume raccoglie otto saggi di altrettanti storici dell'arte italiani, francesi e americani intorno a un popolo di statue e alle statue in mezzo a un popolo: da un lato, infatti, a partire dall'inizio del XV secolo, i fiorentini fanno della scultura a tutto tondo un mezzo decisivo di propaganda politica, civile e religiosa, dall'altro, la scultura invade lo spazio urbano nei luoghi più strategici, dove influenza le relazioni sociali. Dalla residenza patrizia, al palazzo pubblico, alla chiesa, passando per piazze e giardini, queste opere innovatrici si caricano di molteplici significati simbolici. Le modalità di committenza, gli usi della scultura, la ricezione delle opere sono qui analizzati attraverso l'esame dei generi maggiori come i busti-ritratto, gli stemmi, le statue civiche o i crocifissi, offrendo così un vasto panorama della scultura del primo Rinascimento.
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350 anni di creatività. Gli artisti dell'Accademia di Francia a Roma da Luigi XIV ai nostri giorni
editore: Officina libraria
pagine: 224
"L'Accademia di Francia a Roma celebra i trecentocinquant'anni della propria esistenza con un'esposizione incentrata sull'attività creativa degli artisti che vi hanno lavorato, come borsisti in residenza o come direttori. Questo lungo arco di tempo e il gran numero di borsisti passati per l'istituzione (1944 secondo i nostri calcoli) induce a uno sforzo di sintesi. La mostra e il catalogo si concentrano su alcune linee guida trasversali, come la dimensione politica dell'istituzione, la questione dell'espatrio e del legame con Roma, e un certo rapporto con la forma, in particolare con il corpo umano o con il nudo maschile." (Jérôme Delaplanche)
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Omaggio a Renzo Mongiardino (1916-1998) architetto e scenografo. Catalogo della mostra (Milano, 28 settembre-11 dicembre 2016)
editore: Officina libraria
pagine: 79
Renzo Mongiardino è stato uno dei più celebri architetti d'interni del secondo Novecento. Genovese di nascita, ma milanese d'adozione, ha saputo coniugare una straordinaria capacità inventiva con un gusto eccentrico nell'allestimento di abitazioni e spettacoli. Profondo conoscitore di materiali decorativi e della storia dell'arte, al principio degli anni Cinquanta Mongiardino non si lascia incantare dai precetti del Movimento Moderno ma getta i ponti verso il passato, collaudando una multiforme attività professionale incentrata su una poliedrica rivisitazione dell'antico. Tuttavia la storia dell'architettura del XX secolo, quella che sta scritta sui manuali, ha trattato fugacemente questa personalità che oggi la città di Milano ha deciso di mettere sotto i riflettori a beneficio del grande pubblico, dedicandogli una mostra-omaggio. Nella cornice del Castello Sforzesco va in scena l'intero percorso cronologico del grande architetto: dalla famiglia d'origine al successo degli anni Sessanta e Settanta (con le prestigiose committenze Onassis, Rothschild e Thyssen), dalla casa-studio milanese e dall'amicizia con la pittrice Lila De Nobili alla residenza newyorkese di Peter Sharp, vero marchio estetico dell'autore, passando poi per le più significative opere per il cinema e il teatro (dalla Scala a Covent Garden) fino agli ultimi e grandiosi progetti come quello per una città ideale.
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