Passigli
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Un'altra terra
di Gianfranco Pacchiani
editore: Passigli
pagine: 160
Simona è una donna ancora giovane che, fallito il suo matrimonio con un medico israeliano, torna in Italia per iniziare una nuova vita e per incontrare Soli, fratello della sua migliore amica, Sarah. I due non si vedono da cinquant'anni, da quando cioè, ambedue reduci dalla persecuzione nazista, si sono separati a Roma, sulla via della Palestina, a causa del "tradimento" di Soli, che ha deciso di rimanere in Italia perché ha conosciuto Daniela, la donna che sposerà e che è morta di recente. Simona prepara il viaggio di Sarah a Niso, la fattoria toscana dove Soli vive e a poco a poco l'intreccio tra questi personaggi ed altri incontrati a Niso, si fa via più stringente e coinvolgente anche a causa di una storia d'amore che nasce tra Soli e Simona.
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Sonetti amorosi e morali. Testo spagnolo a fronte
di Francisco G. de Quevedo y Villegas
editore: Passigli
pagine: 105
Secondo una sua stessa testimonianza, Neruda lesse le poesie di Quevedo nel 1935, e da quel momento non poté più staccarsene; e Jorge Luis Borges, a sua volta, considerava uno degli 'enigmi' della storia il fatto che il nome di Quevedo non comparisse nella lista dei nomi universali, accanto a Omero, Sofocle, Lucrezio, Dante, Shakespeare, Cervantes, Swift, Melville, Kafka. Così due scrittori dell'America di lingua spagnola, pur tanto distanti fra loro, rivendicavano il magistero e la grandezza di uno dei massimi scrittori di Spagna del siglo de oro, autore di una vasta produzione che abbraccia poesia, filosofia, romanzo, politica, teatro, "il più nobile stilista spagnolo, insieme con Cervantes", come osserva Vittorio Bodini nella nota critica che accompagna questa sua scelta e traduzione di liriche di Quevedo. Grande stilista, certo; ma anche grande spadaccino e uomo 'estremo' in tutte le sue manifestazioni, anche violente, che gli costarono, a torto o a ragione, l'ostilità di vari potenti e lunghi anni di prigionia. E se l'antologia delle sue liriche ci dà un'eloquente testimonianza della sua grandezza di poeta, il "Viaggio al cuore di Quevedo" di Pablo Neruda ci conduce alla ricerca delle origini di quella grandezza, alla sua profondità di uomo e di scrittore contro, quasi ripercorrendo a ritroso la tenace anima 'di lotta' della poesia spagnola, incarnata nelle voci tragicamente spezzate di tre dei suoi maggiori protagonisti, Federico Garcia Lorca, António Machado e Miguel Hernàndez.
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Ultime poesie d'amore
Testo francese a fronte
di +luard Paul
editore: Passigli
pagine: 237
Sotto il titolo "Derniers poèmes d'amour" sono stati raccolti in Francia, nel 1962, quattro volumetti di poesie scritti e pubb
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L'alchimista impaziente
di Lorenzo Silva
editore: Passigli
pagine: 317
Un cadavere nudo, senza tracce di violenza, viene ritrovato legato in una strana posizione in un motel. Si tratta di un crimine mafioso oppure di un decesso per cause naturali durante un tumultuoso amplesso? Le due ipotesi sono entrambe percorribili, anche perché la bionda arrivata insieme al defunto, un importante manager madrileno, e prontamente sparita nel nulla, rientra a pieno diritto nella classica categoria delle bionde fatali da sballo. È a questo punto che vengono chiamati in causa il sergente Bevilacqua e la sua aiutante Chamorro, una sfuggente e affascinante ragazza appassionata di astronomia. L'indagine che segue non è un semplice caso poliziesco: sergente e aiutante dovranno infatti arrivare al lato più oscuro e inconfessabile della vittima, immergersi nella sua vita segreta, girare città, fra droga, prostituzione, grandi appalti e studi legali, per poter finalmente ricostruire una vicenda di corruzione e soldi sporchi: la chiave dell'enigma, come nell'alchimia, sta nella pazienza, quella che sarà necessaria a Bevilacqua e a Chamorro per trovare il bandolo della matassa, e quella che invece è mancata ai vari personaggi coinvolti nell'oscura trama.
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Viaggiator curioso. Conversazione con Maria Pia Simonetti
editore: Passigli
pagine: 92
Fosco Maraini (Firenze, 1912) è certamente fra quei protagonisti della nostra vita culturale che più sfuggono ad una classificazione precisa. Antropologo, fotografo, orientalista, scrittore, grande viaggiatore, Maraini è soprattutto la felice incarnazione di un'idea di uomo che stenta a sopravvivere in un'epoca come la nostra, dove sembra che non si possa essere nessuno se non si possiede una collocazione precisa, un proprio biglietto da visita esistenziale. E forse questa è la ragione principale per cui Maraini resta, in fondo , e nonostante il fatto che sia così facile imbattersi nei suoi libri, nei suoi articoli, nelle sue fotografie, un personaggio ancora per molti versi sconosciuto.
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