Quodlibet
Sovrapposizioni. «Riccardo III» di Carmelo Bene. «Un manifesto di meno» di Gilles
editore: Quodlibet
pagine: 146
"È come se ci fossero due operazioni opposte. Da un lato si eleva a 'maggiore': di un pensiero si fa una dottrina, di un modo di vivere si fa una cultura, di un avvenimento si fa Storia. Si pretende così riconoscere e ammirare, ma, in effetti, si normalizza. Succede lo stesso per i contadini delle Puglie, secondo Carmelo Bene: si può dar loro teatro, cinema e persino televisione. Non si tratta di rimpiangere i bei tempi andati, ma d'essere sgomenti di fronte all'operazione che subiscono, l'innesto, il trapianto fatto alle loro spalle per normalizzarli. Sono divenuti maggiori. Allora, operazione per operazione, chirurgia contro chirurgia, si può concepire l'inverso: in che modo 'minorare' (termine usato dai matematici), in che modo imporre un trattamento minore o di minorazione, per sprigionare dei divenire contro la Storia, delle vite contro la cultura, dei pensieri contro la dottrina, delle grazie o delle disgrazie contro il dogma?." (Dal testo di Gilles Deleuze)
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Gli occhiali di Pessoa. Studio sugli eteronomi e la modernità
di Ercole Giap Parini
editore: Quodlibet
pagine: 104
Fernando Pessoa visse una breve esistenza e molte vite, a cavallo dei due densi secoli in cui si è ridefinito il rapporto tra
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Dell'esistenza. Glosse allo scritto kantiano del 1762
di Mariannina Failla
editore: Quodlibet
pagine: 134
"Un dotto lo chiamo ciclope [...], Ci sono ciclopi tra i teologi, i giuristi, i medici. [...] Ognuno di essi dovrebbe essere fornito di un [altro] occhio di fattura particolare [...]. Il secondo occhio è [...] quello della conoscenza di sé della ragione umana". La riflessione 903 del lascito antropologico di Kant offre l'orizzonte allo studio "Dell'esistenza. Glosse allo scritto kantiano del 1762". Guardando con l'occhio di cui il ciclope è privo, l'autrice coglie i risvolti teoretici della riflessione precritica di Kant sull'esistenza di Dio ed individua le radici della lotta kantiana al nichilismo. Sulla base del confronto con le filosofie coeve a Kant, nel volume sono delineati gli albori della teoria del riferimento come primo distacco critico dall'egida del possibile logico leibniziano e dall'essenzialismo. La riflessione interna all'Unico argomento possibile sull'esistenza di Dio, cara allo stesso Heidegger, non presenta però solo una filigrana onto-teologica e teoretica, essa presta anche il fianco a riflessioni di ordine etico. Consapevole di come il problema del determinismo nell'agire morale faccia ancora discutere i filosofi continentali ed analitici, l'autrice confronta l'argomento onto-teologico con i temi della ragion sufficiente della scuola leibniziana e wolffiana per segnalare e seguire i tentativi kantiani di differenziazione dal meccanicismo e dal fatalismo etico.
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Il mondo visto attraverso una fessura. A scuola con i bambini autistici
editore: Quodlibet
pagine: 125
Il volume affronta il tema dell'autismo infantile a partire da un corso di formazione sulle tematiche dell'autismo per operatori scolastici coordinato da Martin Egge, a cui il volume è dedicato a seguito della sua improvvisa e prematura scomparsa. I casi presentati dimostrano come la barriera frapposta dai bambini autistici non sia impenetrabile, se si rispetta lo spiraglio da cui guardano il mondo e si parte da lì, attendendo da loro dei piccoli segnali. Soprattutto se c'è, da parte degli operatori, come è il caso di Sandra Barbieri, Georgianna Ruzzier, Anna Torelli, Raffaella Marchiori e Paola Busetto, un desiderio forte che "contagi" il bambino, anche quando la sua chiusura sembrerebbe affermare il contrario. Ed è questa, in fondo, la lezione di Egge: un desiderio che l'ha condotto a dedicarsi, secondo le sue parole, "a tutti i bambini che si intendono da soli e a tutti coloro che desiderano intenderli" e che non vogliono cessare di scommettere sul divenire soggetto del bambino autistico.
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Nuove solitudini. Mutamenti delle relazioni nell'ultima narrativa francese
editore: Quodlibet
pagine: 256
La letteratura - come del resto tutte le forme artistiche - è capace di far emergere aspetti oscuri dell'esperienza umana, trasformandoli spesso in risorse vitali. Così è anche per la solitudine, condizione particolare attraversata da ogni individuo: le solitudini sono tante, almeno quante sono le esperienze umane chiamate a riempire le pagine dei romanzi. Una presunta ala "nobile" della solitudine è quella concettuale, che coesiste con una seconda, poco "aristocratica", anzi plebea, che comprende uno straordinario e variegato catalogo: solitudini quotidiane, disperate, a volte piccole, altre infinite. Così, almeno fino a qualche tempo fa, si è presentata la solitudine nella letteratura, e nella letteratura francese in maniera più marcata. Ma cosa accade oggi tra le carte del romanzo? Cosa è cambiato nella presenza di questa materia, incandescente e glaciale? La solitudine la si guadagna e la si difende, senza nemmeno più la ragione forte di essere artista? E se la solitudine non fosse né bella né brutta, ma solo umana, senza drammi e senza gloria? Se non fosse più un elemento di distinzione per nessuno, ma solo uno spazio reale della vita di ciascuno, quando la vita non ha più bisogno di finzioni? Il volume, mettendo a fuoco queste domande, prova a tracciare delle risposte, affronta casi specifici e, nel suo complesso, rappresenta una chiave d'accesso ad un tema cruciale della letteratura contemporanea, francese e non solo.
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Agenti autonomi e sistemi multiagente
editore: Quodlibet
pagine: 96
"Questa pubblicazione è stata pensata come libro di testo per un seminario sulla performance e la fisica dell'accadimento; com
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Il Marxismo culturale. Estetica e politica della letteratura nel tardo Occidente
di Marco Gatto
editore: Quodlibet
pagine: 307
Negli anni Settanta, quando in Europa se ne decreta il fallimento politico, il pensiero marxista si ritira nella prigione dorata della teoria culturale e della riflessione estetica. La letteratura, in particolare, diviene un oggetto d'analisi costante. Alla sconfitta ideologica, si accompagna un'esplosione del marxismo in mille frammenti disciplinari, che ne sancisce una pacifica aderenza allo spirito dei tempi. Il riferimento diretto ai testi di Marx diventa scarno, indebolito nella sua portata politica. Questo libro rileva la consistenza di tale involuzione, la contesta, ma si sforza anche di comprenderne i presupposti. Li coglie nella penetrazione dello strutturalismo e delle sue logiche nella concezione materialista, provando a sostenere che la crisi del marxismo vada di pari passo con la tentata distruzione del pensiero dialettico. Da qui una proposta teorica tesa a riabilitare la matrice hegeliana e totalizzante della riflessione di Marx e a suggerire il ripristino di un'istanza critica che ragioni sui processi sociali dell'odierno capitalismo. Senza trascurare l'importanza politica della sfera estetica, che, in un mondo sempre più assediato da immagini e simboli, si scopre come un nuovo terreno d'interrogazione critica.
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Il reale insensato. Introduzione al pensiero di Jacques-Alain Miller
di Nicolas Floury
editore: Quodlibet
pagine: 122
Questo libro riprende il nucleo del pensiero di Jacques-Alain Miller. Si tratta di un pensiero che parte dalla filosofia per sfociare nell'elaborazione di una nuova clinica e in nuovi concetti psicoanalitici. Esso fa passare la psicoanalisi dal registro del senso all'ordine insensato e senza legge del reale, prendendo dunque sul serio il cambiamento di paradigma proposto da Lacan nel suo ultimissimo insegnamento. È sostenibile la "rotta verso il reale" propostaci da Jacques-Alain Miller? Quali allora le implicazioni per la clinica psicoanalitica? Come comprendere che si tratta di abbandonare le rive della significazione? E, soprattutto, quale politica possiamo trarre da una pratica rinnovata della psicoanalisi? È proprio a queste domande che, questo testo, il primo dedicato integralmente ai lavori di Jacques-Alain Miller, cerca di rispondere. Il lettore vi scoprirà un pensiero cangiante e desideroso di affrontare le impasse crescenti della civiltà, assieme a qualche messa a punto sulle polemiche che riguardano o hanno riguardato Miller; ma anche, come in filigrana, un'elucidazione di alcuni punti oscuri del pensiero di Jacques Lacan. Presentazione di Antonio Di Ciaccia.
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Interpretazioni fenomenologiche di Eraclito
di Adriano Ardovino
editore: Quodlibet
pagine: 235
Da Platone a Nietzsche, i filosofi non hanno smesso di confrontarsi con Eraclito, attraversando il suo pensiero alla ricerca del proprio. Nel Novecento la sua voce è tornata a risuonare con forza nella fenomenologia tedesca. Ripercorrendo le grandi interpretazioni di Eraclito offerte da Martin Heidegger, Eugen Fink e Klaus Held, questo libro ne ricompone per la prima volta il mosaico teoretico, sottolineando la prossimità tra il logos del pensiero arcaico e l'esercizio fenomenologico dell'ascolto e della visione. Richiamandosi alla purezza dello sguardo aurorale sul mondo, assimilato al bagliore di una fiamma, Heidegger non ebbe timore di affermare: "Eraclito non ha descritto i fenomeni, li ha visti, semplicemente".
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Anche il cielo brucia. Primo Levi e il giornalismo
di Andrea Rondini
editore: Quodlibet
pagine: 190
Famoso nel mondo per "Se questo è uomo" e per le altre opere narrative, Primo Levi lo è molto meno per la sua attività giornalistica autonomamente considerata. Il volume analizza gli interventi dello scrittore per i più importanti quotidiani, da "Repubblica" a "La Stampa", e per i periodici di larga diffusione: essi riguardano fatti di risalto internazionale, come il cronico conflitto arabo-israeliano, Cernobyl o i viaggi dello Shuttle, ed altri di portata nazionale, dal terrorismo degli anni settanta ai primi esperimenti genetici; eventi che ebbero grande impatto sull'opinione pubblica e sono in molti casi ancora oggi di stretta attualità. Gli articoli di Levi si soffermano anche su personalità ben note - da Gheddafi ad Arafat, da Gorbaciov ad Aldo Moro - e tracciano una particolare storia dell'Italia e del mondo contemporaneo, visti con l'occhio di un intellettuale-scienziato che ha cercato di affrontare con gli strumenti della ragione, ma anche con una carica polemica per certi versi controcorrente, il caos della modernità.
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Comiche
di Gianni Celati
editore: Quodlibet
pagine: 209
"Comiche" è il libro d'esordio di Gianni Celati. Lo spunto del libro viene da alcune scritture manicomiali che Celati in quegli anni aveva letto e studiato a lungo, tanto da prendere in prestito la voce e la demenza di un anziano ricoverato, autore di cronache dal manicomio e deliri di persecuzione. Il protagonista del libro è l'insegnante Otero Aloysio, che tiene sotto dettatura di voci notturne un diario delle persecuzioni subite: tre maestri elementari, Bevilacqua, Mazzitelli e Macchia, lo tormentano per fargli sposare la direttrice Lavinia Ricci, un donnone che mostra un debole per lui; tutt'intorno una folla di personaggi ognuno con un tic o una mania. Scopo ultimo della loro missione è realizzare nascostamente la dittatura dei maestri. Pubblicato nel 1971 da Einaudi su proposta di Italo Calvino, che ne aveva letto alcuni pezzi su una rivista, "Comiche" da allora non è stato più ristampato ed è diventato introvabile. Pubblichiamo in appendice la riscrittura parziale di "Comiche" a cui Celati si dedicò tra il 1972 e il 1973, rimasta per anni inedita, con alcuni passaggi sessualmente audaci che erano stati espunti dall'edizione einaudiana, e uno scritto di Nunzia Palmieri che ne ricostruisce la genealogia.
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La verità in architettura
Il pensiero di un'altra modernità
di Nicolin Pierluigi
editore: Quodlibet
pagine: 216
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