Sellerio Editore Palermo
Inquisitori, negromanti, streghe nella Sicilia moderna (1500-1782)
di Maria Sofia Messana
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 864
La repressione della magia (e la sua diffusione) in Sicilia è un aspetto finora non indagato abbastanza, negli studi sull'Inqu
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Aristotele e la montagna d'oro
di Margaret Doody
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 496
Nel 323 a
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Testimone inconsapevole
di Gianrico Carofiglio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 336
Pubblicato nel 2002, primo romanzo di Gianrico Carofiglio e prima indagine dell'avvocato Guerrieri, "Testimone inconsapevole"
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Natale a Thompson Hall
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 212
«Non preciserò l'anno esatto per evitare che i più curiosi indaghino sulle circostanze di questa storia, venendo così a conosc
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Lawrence d'Arabia
di Franco Cardini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 261
«Lawrence resta qualcosa di indecifrabile, una sorta di sfinge»
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Il copista come autore
di Luciano Canfora
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 180
Questo del filologo e storico (ed elegante scrittore) Luciano Canfora è un libro sui libri che stimola la riflessione: quali,
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Vite straordinarie di uomini volanti
di Errico Buonanno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 176
«Questo sarà un manuale di volo
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Autocurriculum
di Emilio Isgrò
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 222
"Emilio Isgrò scrive in copertina con il gessetto, come su una lavagna, la parola 'Autocurriculum', dopo aver cancellato con l
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I beati Paoli
di Luigi Natoli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1255
Pubblicato a puntate sul "Giornale di Sicilia" tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910, I Beati Paoli
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Festa di piazza
di Gian Mauro Costa
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 298
Enzo Baiamonte, il piccolo eroe testardo della serie di Gian Mauro Costa, ha chiuso per sempre la saracinesca del laboratorio di elettrotecnico. La sarta Rosa, il suo tardivo amore, lo convince a richiedere il patentino di investigatore privato. A che prò - pensa con la scarsa autostima di sempre -, per cercare cagnolini scomparsi, per inseguire qualche adultero? Però, una piccola pensione ce l'ha, per la compagnia ci sono gli scoponi con i quattro amici e poi i lavoretti occasionali non gli mancheranno. Ed è proprio nel corso di uno di questi, che si fissa al solito su una di quelle piste che la fantasia gli fa scorgere. Ingaggiato per curare l'impianto elettrico per la festa della Madonna Addolorata del suo quartiere palermitano, Baiamonte entra in un certo giro, sente discorsi, apprende del cantante neomelodico che è stato anche a lungo uno "scappato" (un piccolo boss fuggito in America durante una guerra tra cosche), si interessa a un individuo di nessun conto ma silenzioso e impenetrabile come una pietra. La sua mente non riesce a star ferma e, contro la sua stessa volontà, comincia a mettere insieme elementi sparsi, che nessuno mai ha pensato di associare: una rapina con il morto innocente, un furgone ammaccato, la scomparsa di un carico d'oro, piccoli furti dalle tombe del cimitero; e legge segni: una foto, una smorfia, un'amicizia infantile, le cure esagerate di una megera, un colloquio cifrato. Così osa immaginare un doppio crimine sottratto alla vista di tutti quanti.
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Il dito alzato
di Giulio Angioni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 246
Il dito alzato, come fa chi chiede la parola, per dire la sua. In questo libro Giulio Angioni dice la sua su cose piccole, grandi e grandissime del mondo e della vita. Come tutti, sempre, potendo. Prende la parola su ciò che ci sta accadendo, nel vasto mondo quanto in Italia, in particolare nella sua Sardegna. Anche a rischio di fare il guastafeste, dice la sua sui nuovi modi di morire, su Obama, su migranti, leghisti, razzisti, la munnezza di Napoli, su libri, autori, editori e altro ancora. Anche a rischio di mettersi dalla parte del torto. Perché pure questo serve, a volte, quando è difficile scegliere da che parte stare e come starci. Se dire la propria può essere normale atto di vita in comune, farlo con un libro è forse la maniera più discreta di alzare il dito per urgenza di dire e di capire.
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L'Armada
di Franz Zeise
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 262
"L'Armada", romanzo del 1936 travolto dai travagli della storia (come accadde all'autore di cui si perdono le tracce, demente in un ospedale) è innanzitutto il ritratto di Don Giovanni d'Austria, bastardo di Carlo V, a cui il fratellastro Filippo II regnante affida l'armata che dovrà difendere la cristianità nella battaglia di Lepanto. Un ritratto in cui Leonardo Sciascia, in una splendida introduzione, vede il volto demoniaco e folle del potere. Il romanzo comincia nel 1546, a Ratisbona, con l'"inquadratura" di Carlo V presente in città per contrastare i principi ribelli. E "inquadrare" definisce appropriatamente la prosa sinuosa di Zeise: fortemente visiva, sembra spostarsi come lente su un paesaggio, ora a ingrandire particolari minuti ora ad allargare panoramiche. Tutti credono l'imperatore assorto in grandi progetti, lui invece, chiuso in camera, con i ferri da calza intreccia una nappa per la spada e di notte rivive gli incubi della madre pazza. Per sedarne l'inquietudine morbosa, un cortigiano gli introduce in stanza la bella figlia di un mastro cintaio. Così l'Imperial Bastardo sarà il frutto della malinconia di un vecchio. Il romanzo ne seguirà la sorte fino all'estremo giorno da governatore sotto le torri di Namur, in un seguito di forza, follia e passioni drammaticamente culminante nella descrizione della battaglia di Lepanto ma senza che mai si alzi sguardo da questa misura terrestre e bassa con cui abbiamo scorto all'inizio l'incubo dell'imperatore.
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