fbevnts Tutti i libri editi da Sellerio Editore Palermo - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 87
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Sellerio Editore Palermo

I beati Paoli

di Luigi Natoli

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 1255

Pubblicato a puntate sul "Giornale di Sicilia" tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910, I Beati Paoli
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28,00

Tradurre un continente. La narrativa ispanoamericana nelle traduzioni italiane

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 233

Grazie ad autori come García Márquez, Borges, Vargas Llosa, Cortázar, nella seconda metà del XX secolo la letteratura ispanoamericana ha assunto uno spazio di primo piano nel panorama dell'odierna Weltliteratur. Per la cultura italiana, è stata una seconda scoperta dell'America: al posto delle meraviglie del nuovo mondo, incanti, splendori (e a volte stereotipi) del realismo magico e dintorni; al posto delle caravelle di Colombo, le traduzioni di romanzi come Cent'anni di solitudine, L'aleph, La città e i cani, e molti altri. Osservare la narrativa ispanoamericana contemporanea attraverso lo studio delle versioni italiane di quei testi diventa l'occasione per riflettere sulla ricezione di quella letteratura nel nostro paese e sulle forme e i modi della traduzione letteraria. Guardando non solo agli autori ormai universalmente riconosciuti, ma anche a quelli che - forse proprio per le difficoltà della loro traduzione - rimangono tuttora meno noti in Italia. Nella traduzione di romanzi o racconti ispanoamericani le sfide, o le insidie, possono essere molte: le trappole dell'esotismo con i suoi miraggi; la ricerca di una resa dell'alterità culturale (flora e fauna, storia e costumi sociali, gastronomia, etnografia) che non sacrifichi la letterarietà del testo; il confronto con un immaginario non privo di semplificazioni e luoghi comuni; le peculiarità dello spagnolo d'America, oltre ovviamente a quelle dello stile di ciascun autore.
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18,00

Festa di piazza

di Gian Mauro Costa

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 298

Enzo Baiamonte, il piccolo eroe testardo della serie di Gian Mauro Costa, ha chiuso per sempre la saracinesca del laboratorio di elettrotecnico. La sarta Rosa, il suo tardivo amore, lo convince a richiedere il patentino di investigatore privato. A che prò - pensa con la scarsa autostima di sempre -, per cercare cagnolini scomparsi, per inseguire qualche adultero? Però, una piccola pensione ce l'ha, per la compagnia ci sono gli scoponi con i quattro amici e poi i lavoretti occasionali non gli mancheranno. Ed è proprio nel corso di uno di questi, che si fissa al solito su una di quelle piste che la fantasia gli fa scorgere. Ingaggiato per curare l'impianto elettrico per la festa della Madonna Addolorata del suo quartiere palermitano, Baiamonte entra in un certo giro, sente discorsi, apprende del cantante neomelodico che è stato anche a lungo uno "scappato" (un piccolo boss fuggito in America durante una guerra tra cosche), si interessa a un individuo di nessun conto ma silenzioso e impenetrabile come una pietra. La sua mente non riesce a star ferma e, contro la sua stessa volontà, comincia a mettere insieme elementi sparsi, che nessuno mai ha pensato di associare: una rapina con il morto innocente, un furgone ammaccato, la scomparsa di un carico d'oro, piccoli furti dalle tombe del cimitero; e legge segni: una foto, una smorfia, un'amicizia infantile, le cure esagerate di una megera, un colloquio cifrato. Così osa immaginare un doppio crimine sottratto alla vista di tutti quanti.
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14,00

Il dito alzato

di Giulio Angioni

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 246

Il dito alzato, come fa chi chiede la parola, per dire la sua. In questo libro Giulio Angioni dice la sua su cose piccole, grandi e grandissime del mondo e della vita. Come tutti, sempre, potendo. Prende la parola su ciò che ci sta accadendo, nel vasto mondo quanto in Italia, in particolare nella sua Sardegna. Anche a rischio di fare il guastafeste, dice la sua sui nuovi modi di morire, su Obama, su migranti, leghisti, razzisti, la munnezza di Napoli, su libri, autori, editori e altro ancora. Anche a rischio di mettersi dalla parte del torto. Perché pure questo serve, a volte, quando è difficile scegliere da che parte stare e come starci. Se dire la propria può essere normale atto di vita in comune, farlo con un libro è forse la maniera più discreta di alzare il dito per urgenza di dire e di capire.
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18,00

L'Armada

di Franz Zeise

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 262

"L'Armada", romanzo del 1936 travolto dai travagli della storia (come accadde all'autore di cui si perdono le tracce, demente in un ospedale) è innanzitutto il ritratto di Don Giovanni d'Austria, bastardo di Carlo V, a cui il fratellastro Filippo II regnante affida l'armata che dovrà difendere la cristianità nella battaglia di Lepanto. Un ritratto in cui Leonardo Sciascia, in una splendida introduzione, vede il volto demoniaco e folle del potere. Il romanzo comincia nel 1546, a Ratisbona, con l'"inquadratura" di Carlo V presente in città per contrastare i principi ribelli. E "inquadrare" definisce appropriatamente la prosa sinuosa di Zeise: fortemente visiva, sembra spostarsi come lente su un paesaggio, ora a ingrandire particolari minuti ora ad allargare panoramiche. Tutti credono l'imperatore assorto in grandi progetti, lui invece, chiuso in camera, con i ferri da calza intreccia una nappa per la spada e di notte rivive gli incubi della madre pazza. Per sedarne l'inquietudine morbosa, un cortigiano gli introduce in stanza la bella figlia di un mastro cintaio. Così l'Imperial Bastardo sarà il frutto della malinconia di un vecchio. Il romanzo ne seguirà la sorte fino all'estremo giorno da governatore sotto le torri di Namur, in un seguito di forza, follia e passioni drammaticamente culminante nella descrizione della battaglia di Lepanto ma senza che mai si alzi sguardo da questa misura terrestre e bassa con cui abbiamo scorto all'inizio l'incubo dell'imperatore.
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14,00

Polis in fabula. Metamorfosi della città contemporanea

di Anna Lazzarini

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 212

"La forma, la cultura, l'immagine della "città" in pochi anni sono radicalmente cambiate
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18,00

Processo all'articolo 4

di Danilo Dolci

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 425

Il 2 febbraio 1956 Danilo Dolci veniva arrestato mentre guidava un gruppo di braccianti a lavorare nella Trazzera vecchia, una strada nei pressi di Partinico abbandonata all'incuria. Al commissario di polizia che era intervenuto per interrompere quello "sciopero alla rovescia", come venne chiamato, Dolci rispose che "il lavoro non è solo un diritto, ma per l'articolo 4 della Costituzione un dovere: che sarebbe stato, era ovvio, un assassinio non garantire alle persone il lavoro, secondo lo spirito della Costituzione". L'accusa era di occupazione di suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale e a Dolci e ai suoi venne negata la libertà provvisoria. L'opinione pubblica allora si mobilitò contro la polizia e il governo Tambroni, deputati e senatori intervennero con interrogazioni parlamentari, le voci più influenti del paese si schierarono a fianco di Dolci. Ciò che avvenne intorno allo sciopero alla rovescia di Trazzera vecchia, nelle piazze, nelle camere di polizia, sui giornali, nei tribunali, fu lo scontro sui modi opposti di considerare la legalità in Italia: la Costituzione, come regola vivente dei cittadini, contro la pratica dell'autoritarismo gerarchico, eredità fascista. Da qui il titolo del libro, che significava che le autorità trascinavano alla sbarra, non tanto il gruppo dei manifestanti, quanto la Costituzione stessa.
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15,00

I maestri di Gibellina

di Davide Camarrone

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 114

Ricostruire Gibellina, il paese distrutto dal terremoto del 1968 e ricoperto dal bianco cemento poroso del Cretto di Burri, ri
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14,00

Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce-Diario da bar

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 208

Un maestro del mescolamento e della eversione dei generi letterari, qui in collaborazione con uno dei maggiori scrittori catalani d'oggi, racconta un intreccio d'azione violenta, una storia pulp. Una specie di rovesciamento e revisione del luogo letterario tipico che ha dato luogo per esempio alla storia di Bonnie e Clyde, o al più significativo "Fino all'ultimo respiro" di Jean-Luc Godard: la sete estrema di vita che si consuma in una scorribanda anarchica e delittuosa. Angel Ros di Barcellona è innamorato in parti uguali di una giovane delinquente sudamericana esule, della letteratura di Joyce, della musica dei Doors e del vivere pericolosamente. Ana, la bella amante criminale, lo trascina in un viaggio disperato e rapido di rapine e amore, una corsa verso la fine (con nella mente, si capisce, la colonna sonora delle note di The End di Jim Morrison). E ogni impresa criminosa e crudele, dai rapimenti alle futili violenze, è accompagnata in modo sconsolato e assurdo da colte discussioni e banalizzazioni del male. La fine non sarà quella cercata, e forse non sarà proprio, semplicemente. Nel frattempo il genio visionario e iconoclasta del cileno Bolaño e la sua scrittura riescono a farsi distinguere nel mescolamento continuo tra personaggi limite tratti da una esperienza esperienza esistenziale vagabonda e figure emerse da una galleria personale di preferenze letterarie e citazioni nascoste.
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13,00

Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l'Italia unita (1840-1940)

di Francesco Sberlati

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 359

A centocinquanta anni dall'unità politica è significativo che ancora costituiscano temi di discussione anche vivaci le vicende attraverso le quali si è giunti a definire l'identità vera o supposta dell'Italia. Con gli strumenti della storiografia e della filologia sostanzialmente si è cercato di individuare una tradizione linguistica e letteraria nella quale l'intera popolazione, da Nord a Sud, potesse idealmente riconoscersi. Il fatto stesso che tra la metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento si sia realizzata una considerevole produzione di opere e di storie letterarie, affiancate da un intenso dibattito sulla lingua nazionale, dimostra quanto intensa fosse la volontà di dare un senso unitario alla storia culturale del Paese. Nell'appassionata ricerca di questa comune tradizione notevole impegno spesero soprattutto studiosi di linguistica e di filologia per operare una selezione di testi destinata a divenire canonica fino ai nostri giorni. L'idea da cui muoveva il loro non facile e ingrato lavoro consisteva nella convinzione che una volta determinata la tradizione in una misura storiograficamente omogenea, il problema dell'identità nazionale si sarebbe automaticamente risolto. Occorreva quindi assicurare all'Italia un patrimonio intellettuale condiviso e accettato. Attraverso un'accurata lettura di autori e testi, riscoprendo anche figure rimaste finora nell'ombra, questo libro si propone di individuare le dinamiche ideologiche tra storia e letteratura...
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22,00

Insegnare al principe di Danimarca

di Carla Melazzini

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 362

"L'autrice, Carla Melazzini, è, nella scrittura come nella vita, del tutto aliena dalla retorica e dall'indulgenza facile
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14,00

Maria Carolina e Lord Bentinck nel diario di Luigi de' Medici

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 161

Tra il 1806 e il 1815 la Sicilia fu la sede del secondo soggiorno del re Borbone, in fuga dai francesi padroni del Continente. Per interessi strategici mediterranei, l'isola fu anche sotto la protezione degli inglesi. In questa cornice maturò la situazione che avrebbe condotto alla Rivoluzione del 1812 e alla famosa Costituzione siciliana "all'inglese", che fu anche la prima costituzione in Italia e l'unica a non essere "concessa". Rivoluzione e costituzione sono state molto studiate. Ciò che invece non è mai stato posto sotto la lente dell'analisi storica è il contraddittorio periodo immediatamente precedente: questo scritto rappresenta quindi un'inedita investigazione. Vi si fronteggiavano tre poteri in inevitabile attrito: da un lato il Parlamento dei baroni siciliani, un'assemblea feudale dotata di privilegi e libertà finora mai toccate; dall'altro Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, un sovrano assoluto, che ha sempre governato l'isola solo tramite Viceré e mai direttamente, e adesso, rimasto senza altro regno, si trova invece nell'esigenza di un governo diretto; al terzo vertice, determinante, l'Ammiraglio inglese necessitato a fare dell'Isola perno antinapoleonico. Francesco Renda articola e prova la tesi mediante la ricostruzione dei minimi eventi e attraverso la cronaca giornaliera (grazie anche al diario del ministro de' Medici) dei grovigli di corte.
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12,00

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