Silvana
Pablo Echaurren. Du champ magnétique. Opere-Works 1977-2017. Catalogo della mostra (Venezia, 9 maggio - 15 ottobre 2017)
editore: Silvana
pagine: 152
Sin dagli esordi, tra la fine degli anni sessanta e i primi settanta, Pablo Echaurren manifesta il suo interesse per Marcel Du
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Mario Dondero. Un uomo, un racconto. Catalogo della mostra (Bergamo, 11 marzo-13 maggio 2017)
editore: Silvana
pagine: 157
Altidona, un piccolo paese in provincia di Fermo, adagiato fra le morbide colline marchigiane
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Magnum. La première fois. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 143
François Hébel, l'allora direttore dei Rencontres photographiques d'Arles, nel 2012 chiese ai fotografi di Magnum Photos di ri
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Dal futurismo al ritorno all'ordine 1910-1920. Catalogo della mostra (Torino, 2 marzo-18 giugno 2017)
di N. Colombo
editore: Silvana
pagine: 159
Con l'anno 1910, che dà il via alla genesi del Futurismo, si inaugura un decennio "cruciale" per la nascita dell'arte moderna
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DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica. Catalogo della mostra (Roma, 10 febbraio-18 giugno 2017)
editore: Silvana
pagine: 103
L'immagine del DNA, notissima icona di casualità e destino, di speranza e condanna al contempo, permea, tramite il significato
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Laboratorio Prampolini. Disegni schizzi bozzetti progetti e carte oltre il Futurismo
editore: Silvana
La scelta di presentare i materiali conservati nell'archivio Prampolini - donato dagli eredi dell'artista al Comune di Roma ne
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Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce
editore: Silvana
pagine: 384
A Bellotto e Canaletto, massimi interpreti del genere del vedutismo, è dedicato questo volume, che offre un'antologia di paesa
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Federico Seneca (1891-1976). Sgno e forma nella pubblicità
editore: Silvana
pagine: 272
Federico Seneca (1891-1976) è uno dei maestri indiscussi della grafica pubblicitaria del Novecento. Dai manifesti liberty per la stazione balneare di Fano, sua città d'origine, approda a una visione futurista e all'Art déco, per giungere poi, con l'inizio degli anni cinquanta, a una moderna sintesi delle forme. Durante la sua carriera collabora con le più innovative aziende del tempo: Perugina, Buitoni, Rayon, Cinzano, Talmone, Stipel, Panettoni Sala, Salchi, Lane BBB, Agip e Ramazzotti. Viene qui presentata un'ampia selezione dei suoi lavori: manifesti, grafiche, insegne, loghi e le sculture in gesso utilizzate come bozzetti per le figure che animavano le sue pubblicità.
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Dada 1916. La nascita dell'antiarte
editore: Silvana
pagine: 256
Nel 1916 a Zurigo - nella Svizzera neutrale della Prima Guerra Mondiale - nacque Dada, il movimento artistico più anarchico e innovativo del Novecento, che ha cambiato per sempre con i suoi principi anticonvenzionali il corso dell'arte contemporanea. Nella ricorrenza del centenario, il volume rende omaggio al movimento zurighese presentando opere d'arte e documenti originali dei suoi protagonisti, dalle origini al Cabaret Voltaire sino alla fine degli anni venti. Il ricco materiale offerto intende ricostruire la genesi del Dadaismo, con una particolare attenzione ai futuristi che ne furono ispiratori, e ripercorrere i principi innovativi che ne determinarono il successo, portando contemporaneamente l'attenzione sul rapporto con l'arte italiana e la sua diffusione a sud delle Alpi, soprattutto in Lombardia e Canton Ticino. Fra gli artisti presenti, Hugo Ball, Tristan Tzara, Max Ernst, Marcel Duchamp, Man Ray, Francis Picabia, George Grosz, Otto Dix, Hans Arp, Arthur Segal, Hans Richter, Hannah Höch, Marcel Janco, Richard Huelsenbek, Sophie Taüber-Arp, Paul Klee, Kurt Schwitters, Lázló Moholy-Nagy, Theo Van Doesburg, Viking Eggeling, Julius Evola.
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Ferro, fuoco e sangue. Vivere la Grande Guerra
editore: Silvana
pagine: 144
Frammenti di oggetti utilizzati durante il primo conflitto mondiale, raccolti sulle montagne vicentine così come sono stati generati dalla guerra e restituiti dopo un secolo di oblìo dalla nuda terra: il fotografo Giuliano Francesconi li riconsegna al contemporaneo con una sensibilità che ha saputo, come poche altre volte, comprendere e rappresentare in immagini i temi della tragica modernità della Grande Guerra. Per decenni sepolte nella terra intrisa di sangue, queste disiecta membra - resti di scarpe chiodate, di reticolati, di fucili, di maschere antigas, di elmetti, di proiettili, di pinze tagliafili, di borracce... -, così offese e irrimediabilmente segnate dal tempo, sono riproposte senza alcuna modificazione o ritocco, con la ruggine del tempo, con la patina e il colore di quanto rimane. Senza aggiungere o togliere nulla alla materia. Sono state guardate, osservate e studiate dallo storico e dal fotografo e infine accordate e associate secondo la conoscenza e la sensibilità di entrambi. Destinate all'abbandono e alla dimenticanza, vengono oggi chiamate a un nuovo servizio artistico. Costituiscono una documentazione palpitante, formano un insieme di dolorosa poesia e si rivelano come capolavori di verità, invitandoci al silenzio e alla riflessione, componenti essenziali del vedere.
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Italia pop. L'arte negli anni del boom
editore: Silvana
pagine: 192
Il volume, a cura di Walter Guadagnini e Stefano Roffi, offre una lettura innovativa e articolata delle vicende che portarono alla nascita e alla diffusione di una "via italiana" alla Pop Art, rivolta direttamente e per la prima volta a un pubblico giovane, in piena in sintonia con le analoghe esperienze maturate in ambito internazionale e al tempo stesso autonoma rispetto ai modelli linguistici statunitensi ed europei di quel periodo. Partendo da alcuni antefatti nel secondo dopoguerra e prendendo in esame in particolare gli anni sessanta - caratterizzati dall'apertura verso nuove possibilità espressive e da grande ottimismo ma anche da grandi contrasti sociali e culturali - vengono presentate le opere di quasi quaranta artisti animati dalla comune volontà di rispondere alle nuove sollecitazioni visive e intellettuali nate con la società dei consumi e delle comunicazioni di massa, pur nella varietà delle scelte estetiche individuali: Angeli, Baj, Festa, Fioroni, Gnoli, Pistoletto, Rotella, Schifano e molti altri.
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Luigi Ghirri. Pensiero paesaggio. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 96
Cosa vediamo quando guardiamo? Cosa vediamo quando guardiamo una fotografia? Il lavoro di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Reggio Emilia, 1992) è contrassegnato dalla tensione tra la cosa e la sua rappresentazione e non c'è nulla che egli ami più di quelle situazioni in cui i confini diventano permeabili. La sua opera ci ha insegnato un nuovo modo di vedere, dando un significato a quello che è apparentemente ovvio. Le immagini proposte in questo volume - vintage e projects prints - che risalgono soprattutto agli anni settanta e ottanta, formano una sorta di mosaico organico dei tratti principali del lavoro di Ghirri: interni ed esterni, campagna e città, presenza umana e minerale, architetture urbane e luoghi della vita quotidiana, fotografie di fotografie. Il tema principale di questi scatti è però soprattutto il paesaggio. Non il paesaggio che viene normalmente percepito, bensì quello che vi si suppone latente, inscritto sul rovescio: paesaggio della memoria e della favola, paesaggio di figure nascoste e di prodigi. In questa direzione, Ghirri ha sempre prediletto luoghi familiari, già visti, ma per la prima volta 'guardati' con occhi diversi, dove tutto è sospeso tra passato e futuro e dove, come in un paesaggio di campagna, il mondo può essere immaginato come una visione che dà ancora stupore. Un pensiero-paesaggio.
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