Silvana
Green, white, red. A perfume of Italy in the collection of the Frac Aquitaine. Catalogo della mostra (Reggio Emilia, 7 maggio-31 luglio 2011)
editore: Silvana
pagine: 223
Il volume documenta un articolato percorso all
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Emerging talents 2011. CCC Strozzina. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 108
Il volume presenta la seconda edizione del premio Talenti emergenti, creato dalla Fondazione Palazzo Strozzi per promuovere, presso critica e pubblico, la produzione artistica,dei giovani talenti italiani. La selezione degli artisti partecipanti è stata affidata a un comitato composto da quattro affermati curatori italiani: Luca Massimo Barbero (dir. MACRO, Roma), Chiara Bertola (dir. HangarBicocca, Milano), Andrea Bruciati (dir. Galleria Civica d'Arte Contemporanea, Monfalcone) e Giacinto Di Pietrantonio (dir. GAMEC, Bergamo). Il volume presenta i sedici artisti candidati attraverso una selezione delle loro opere: un'occasione per il pubblico per conoscere nuove ricerche e tendenze dell'arte contemporanea italiana.
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Maria Savino. Opere 1992-2011
editore: Silvana
pagine: 96
Il volume accompagna una personale della pittrice Maria Savino (Vimercate, 1971), che propone una selezione di oltre venti ope
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Renato Meneghetti. Aldilà dell'occhio. Opere 2000-2011. Catalogo della mostra (Bassano del Grappa, 26 marzo-3 luglio 2011)
editore: Silvana
pagine: 72
Il volume, pubblicato nell'ambito delle celebrazioni promosse dalla città di Bassano del Grappa per i cinquecento anni dalla nascita di Jacopo dal Ponte (1510-1592), è dedicato all'opera di Renato Meneghetti (Rosà di Vicenza, 1947), protagonista della scena artistica internazionale. Meneghetti, artista che per primo si è rivolto al mezzo della radiografia nella creazione artistica, presenta in queste pagine il ciclo "I Grandi Maestri" (2008-2011), una singolare riflessione creativa condotta, attraverso originali elaborazioni pittoradiografiche, sulle opere dei grandi maestri dell'arte antica e moderna, da Giotto a Leonardo, da Durer a Dalì, da Jacopo Bassano a Picasso. Accanto a questo lavoro vengono anche documentate le opere più recenti, ovvero alcune grandi installazioni che mantengono come dato di partenza la radiografia. Il catalogo, introdotto dai testi di Claudio Strinati e Beppe Sebaste, accoglie un'antologia con stralci di saggi di noti critici che hanno commentato l'opera di Meneghetti, trai i quali Vittorio Sgarbi, Italo Zannier, Gillo Dorfles, Luciano Caramel, Achille Bonito Oliva, Pierre Restany. Completano il volume apparati biografici.
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Fragments from nowhere. Premio Marco Magnani 2010 Giovane Critica. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 95
Il volume documenta l'edizione 2010 del Premio Marco Magnani, un riconoscimento annuale assegnato alla giovane arte e ai giova
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Vérone. Musée de Castelvecchio. Les collections
editore: Silvana
pagine: 32
Il Museo di Castelvecchio è dal 1926 la sede delle collezioni d'arte del Comune di Verona. Le sue sale ospitano oltre trecento dipinti e sessanta sculture, che datano dal Trecento, il secolo della grande fioritura politica e culturale della signoria scaligera, alla fine del Settecento. Vi sono rappresentati tutti i più importanti esponenti della scuola pittorica veronese (tra gli altri Turone e Altichiero, Pisanello, Stefano di Giovanni, Liberale, Francesco Bonsignori, Domenico e Francesco Morone, Girolamo Dai Libri, Paolo Morando detto il Cavazzola, Paolo Caliari detto il Veronese, Domenico Brusasorzi, Paolo Farinati, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino, Marcantonio Bassetti, Antonio Balestra, Simone Brentana, Giambettino Cignaroli), nonché alcuni dei maggiori pittori veneziani e veneti (Michele Giambono, Jacopo e Giovanni Bellini, Bartolomeo Montagna, Jacopo Tintoretto, Sebastiano Ricci, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi) e, sia pure con presenze più sporadiche, di altre scuole italiane e straniere (Pieter Paul Rubens, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Joseph Vivien). Tra le sculture si segnalano le opere trecentesche del cosiddetto Maestro di Sant'Anastasia e le statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, provenienti dal sepolcreto delle Arche scaligere. Il visitatore potrà ammirare inoltre reperti longobardi, rarissimi gioielli trecenteschi e un'interessante collezione di armi antiche.
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Verona. Das Museum Castelvecchio. Die Sammlungen
editore: Silvana
pagine: 32
Il Museo di Castelvecchio è dal 1926 la sede delle collezioni d'arte del Comune di Verona. Le sue sale ospitano oltre trecento dipinti e sessanta sculture, che datano dal Trecento, il secolo della grande fioritura politica e culturale della signoria scaligera, alla fine del Settecento. Vi sono rappresentati tutti i più importanti esponenti della scuola pittorica veronese (tra gli altri Turone e Altichiero, Pisanello, Stefano di Giovanni, Liberale, Francesco Bonsignori, Domenico e Francesco Morone, Girolamo Dai Libri, Paolo Morando detto il Cavazzola, Paolo Caliari detto il Veronese, Domenico Brusasorzi, Paolo Farinati, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino, Marcantonio Bassetti, Antonio Balestra, Simone Brentana, Giambettino Cignaroli), nonché alcuni dei maggiori pittori veneziani e veneti (Michele Giambono, Jacopo e Giovanni Bellini, Bartolomeo Montagna, Jacopo Tintoretto, Sebastiano Ricci, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi) e, sia pure con presenze più sporadiche, di altre scuole italiane e straniere (Pieter Paul Rubens, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Joseph Vivien). Tra le sculture si segnalano le opere trecentesche del cosiddetto Maestro di Sant'Anastasia e le statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, provenienti dal sepolcreto delle Arche scaligere. Il visitatore potrà ammirare inoltre reperti longobardi, rarissimi gioielli trecenteschi e un'interessante collezione di armi antiche.
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Verona. Museu de Castelvecchio. Colecções
editore: Silvana
pagine: 32
Il Museo di Castelvecchio è dal 1926 la sede delle collezioni d'arte del Comune di Verona. Le sue sale ospitano oltre trecento dipinti e sessanta sculture, che datano dal Trecento, il secolo della grande fioritura politica e culturale della signoria scaligera, alla fine del Settecento. Vi sono rappresentati tutti i più importanti esponenti della scuola pittorica veronese (tra gli altri Turone e Altichiero, Pisanello, Stefano di Giovanni, Liberale, Francesco Bonsignori, Domenico e Francesco Morone, Girolamo Dai Libri, Paolo Morando detto il Cavazzola, Paolo Caliari detto il Veronese, Domenico Brusasorzi, Paolo Farinati, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino, Marcantonio Bassetti, Antonio Balestra, Simone Brentana, Giambettino Cignaroli), nonché alcuni dei maggiori pittori veneziani e veneti (Michele Giambono, Jacopo e Giovanni Bellini, Bartolomeo Montagna, Jacopo Tintoretto, Sebastiano Ricci, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi) e, sia pure con presenze più sporadiche, di altre scuole italiane e straniere (Pieter Paul Rubens, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Joseph Vivien). Tra le sculture si segnalano le opere trecentesche del cosiddetto Maestro di Sant'Anastasia e le statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, provenienti dal sepolcreto delle Arche scaligere. Il visitatore potrà ammirare inoltre reperti longobardi, rarissimi gioielli trecenteschi e un'interessante collezione di armi antiche.
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Filippo Marignoli. Vertigo. Catalogo della mostra (Roma, 16 settembre-21 novembre 2010). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 127
Questo volume accompagna un'ampia antologica dedicata a Filippo Marignoli (1926-1995). Pittore dalla vita affascinante e dall'arte originale, ha operato e vissuto a Spoleto, Roma, New York, Hononulu, Parigi. Dopo il noviziato all'insegna dell'informale, che termina nel 1959 con il trasferimento a New York, inizia una ricerca sul paesaggio che lo condurrà a realizzare un'impresa ambita da ogni artista "moderno": inventare qualcosa di mai visto in precedenza. Si tratta dei primi paesaggi radicalmente verticali della pittura contemporanea, che verranno ripetutamente esposti da Denise René a Parigi e da Bruno e Fabio Sargentini a Roma, i fondatori di due tra le maggiori gallerie europee del dopoguerra. Il catalogo, con testi critici e numerose testimonianze, è completato da una cronologia e da un'antologia critica.
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Studio Azzurro. Musei di narrazione. Ambienti, percorsi interattivi e altri affreschi multimediali. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 192
Studio Azzurro da quasi trent'anni esplora le possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche, attraverso la realizzazione di videoambienti, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali, opere musicali e film. Questo libro, insieme al DVD, ripercorre per la prima volta l.attività dello studio nell'ambito dei musei tematici e territoriali, presentando una selezione di progetti e di riflessioni nate dalla sperimentazione diretta sul campo. Fra le realizzazioni meritano di essere segnalate il Museo Laboratorio della Mente (Roma, 2008), il museo Montagna in Movimento (Vinadio, 2007), il Museo Audiovisivo della Resistenza (Fosdinovo, 2000) e, fra le mostre, quella dedicata a Fabrizio De André nel decennale della scomparsa (Genova, 2009), e Transatlantici (Genova, 2004), allestita al museo del Mare in occasione della nomina della città a Capitale Europea della Cultura. Da queste esperienze emerge un'idea di museo come habitat narrativo, luogo attivo di sperimentazione artistica e territorio della memoria. Le tecnologie multimediali utlizzate favoriscono l'approccio esperienziale, i linguaggi interattivi valorizzano le condizioni di partecipazione con il pubblico e con le comunità virtuali. Si delinea tra le pagine una nuova visione in cui i musei di collezione si trasformano in musei di narrazione.
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Melozzo da Forli. L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello
editore: Silvana
pagine: 383
"Senza Melozzo difficilmente si spiegherebbe Raffaello": l'opinione di Antonio Paolucci rende chiaramente l'idea dell'importanza che Melozzo degli Ambrogi (Forlì, 1438-1494) - più noto come Melozzo da Forlì - ha rivestito nello sviluppo del Rinascimento italiano. Questo volume, edito in occasione di una mostra ospitata nella sua città natale, documenta lo straordinario percorso compiuto dall'artista forlivese che, trasferitosi dapprima a Padova e a Urbino, e quindi a Roma, divenne l'artista di punta negli anni dei pontificati di Pio II e Sisto IV, fino a meritarsi il titolo di Pictor papalis. La conoscenza di Mantegna e soprattutto di Piero della Francesca lo aveva portato ad aderire alle nuove certezze della prospettiva matematica, da cui mosse per intraprendere una personale ricerca sulla bellezza della figura umana, in grado di imporsi come canone di perfezione formale su tutto il creato. Tenendo a mente questi due aspetti si comprende la ricerca artistica di Melozzo, che riuscì a umanizzare la sublime astrazione di Piero della Francesca, cercando una lingua comune tra le scuole artistiche italiane. Le opere di Melozzo, affiancate a quelle di altri straordinari interpreti del Rinascimento - da Mantegna a Piero della Francesca, da Beato Angelico a Ghirlandaio, da Perugino a Botticelli - sono introdotte da saggi storico-artistici che ricostruiscono la parabola artistica di Melozzo e la sua fortuna nei secoli.
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Oscar di Prata. Gli angeli e i demoni. Drammi e speranze del Novecento. Catalogo della mostra (Brescia, 3 dicembre 2010-27 febbraio 2011)
editore: Silvana
pagine: 136
Un'intensa contrapposizione pittorica tra il Bene e il Male, prima intesi come entità metafisiche, poi osservati nel loro inve
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