Vita e pensiero
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Ultimi studi su Dante
di Enzo N. Girardi
editore: Vita e pensiero
pagine: 109
Il volume raccoglie sei studi danteschi, editi in rivista tra il 1992 e il 2010: cinque letture di canti, di If. XV e XXXIII-XXXIV, di Pg. XVI e XXXI, di Pd. XV, seguite da una riflessione sulla fortuna della Commedia attraverso il caso specifico di Tommaso Campanella. Unifica la raccolta l'intento di far emergere in quale misura si debba al primo e più grande dei nostri poeti l'avvio non solo della prima fase, teocentrica, della storia italiana ma altresì della seconda, umanistica, cosmocentrica e cristocentrica, sullo sfondo di una prospettiva che riconosce nella letteratura la principale e autentica forza spirituale specificamente costitutiva dell'unità nazionale italiana. Ne deriva una lettura nuova e coerente di momenti, episodi e temi della Commedia - dall'incontro di Dante con Brunetto Latini a quello con Marco Lombardo, con Cacciaguida e, soprattutto, con Beatrice nel Paradiso terrestre -, che rappresenta un'occasione di riflessione e ripensamento per semplici appassionati della poesia dantesca, e in generale della cultura letteraria italiana, per gli studenti e per gli studiosi.
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Bollettino Dell`archivio Per La Storia Del Movimento Sociale Cattolico In Italia
di Aa,vv
editore: Vita e pensiero
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Oltre l'assistenza. Lavoro e formazione professionale negli istituti per l'infanzia «irregolare» in Italia tra Sette e Novecento
editore: Vita e pensiero
pagine: 348
Il lavoro manuale è presente spesso nella storia degli istituti per minori, dagli orfanotrofi alle case per bambini e ragazzi abbandonati e 'derelitti', come modalità di impiego disciplinato degli ospiti e anche a beneficio dei bilanci dell'ente. Dal Sette-Ottocento il lavoro assunse gradualmente finalità nuove e lo scopo 'industriale' di laboratori e officine degli enti assistenziali si venne riducendo, mentre ci si propose - anche nel confronto con esperienze e modelli stranieri - una vera formazione professionale. Questa era diretta non solo a permettere l'apprendimento di un mestiere manuale e facilitare il collocamento lavorativo, obiettivi che pure restavano tra gli scopi degli istituti; ma anche a valorizzare le attitudini e i talenti dei giovani assistiti e dare loro maggiori opportunità mediante una buona qualificazione professionale. Le esperienze e le immagini contenute nel volume raccontano di scuole-officina volte a formare sarte e sarti, calzolai, falegnami-ebanisti, meccanici ecc., di navi asilo, di colonie agricole e di corsi professionali nei riformatori. Già prima che il lavoro dei minori fosse vietato per legge in Italia, in vari enti il lavoro degli allievi fu accantonato e gli istituti si orientarono ad ampliare l'istruzione degli alunni e a potenziarne le opportunità mediante la formazione professionale. Un processo che, muovendo dall'infanzia povera e 'irregolare', contribuì all'affermazione di un sentimento dell'infanzia...
Esaurito


