Vita e pensiero
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Uomo o donna. Una differenza che conta
di Antonio Malo
editore: Vita e pensiero
pagine: 136
Nella dimensione relazionale della sessualità si trova una chiave fondamentale per capire sia la complessa storia dei rapporti
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Manuale di studi strategici. Da Sun Tzu alle 'guerre ibride'
editore: Vita e pensiero
pagine: 210
Il volume è la nuova edizione aggiornata del Manuale di Studi strategici pubblicato da Vitae Pensiero nel 2010 e più volte ris
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Vita e pensiero
editore: Vita e pensiero
pagine: 148
Storica rivista dell'Ateneo dei cattolici italiani, "Vita e Pensiero", sin dalla fondazione nel 1914, si è proposta come autor
Esaurito
L'inverno della popolazione italiana
di Roberto Volpi
editore: Vita e pensiero
pagine: 150
Ogni tanto affiora nel dibattito pubblico il drammatico calo della natalità nel nostro Paese, magari in frangenti e modi non appropriati, come nel recente caso del cosiddetto Fertility Day. I dati sono molto preoccupanti: l'indice di natalità in Italia è tra i più bassi al mondo, ben al di sotto del saldo zero tra nati e morti. Di questa tendenza marcata verso un vero e proprio inverno demografico Roberto Volpi dà una descrizione articolata e documentata attraverso alcuni indicatori che ci fanno capire chi sono gli italiani e dove stanno andando: un indice di vecchiaia altissimo (161 anziani per ogni 100 bambini); crollo della maternità per le donne sotto i 30 anni; preponderanza dei figli unici; drastica diminuzione dei matrimoni; insufficienza del 'ricambio' assicurato dall'immigrazione. Prendere atto di questo processo di lungo corso è scomodo, ma assolutamente necessario per evitare il declino della popolazione italiana, che tra qualche anno potrebbe essere irrimediabile. Occorrono politiche massicce e incisive per invertire il calo demografico. E soprattutto, auspica il saggio, cambiamenti di tipo culturale, verso il superamento di quella mentalità individualistico-consumistica che sembra all'origine di questa implosione di vitalità. Senza di ciò, sorge netta la domanda: gli italiani ci credono ancora nel futuro loro, dei loro figli e del Paese?
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Il libro cristiano nella storia della cultura
di Giuliano Vigini
editore: Vita e pensiero
pagine: 184
Il libro cristiano, in questo volume conclusivo della trilogia che Giuliano Vigini ha dedicato alla sua storia, si trova di fronte alla sfida della modernità, a partire dai fermenti rinascimentali fino alle effervescenze dell'epoca contemporanea. Una parabola amplissima, che l'autore ripercorre per nuclei tematici, in una visione di sintesi che colloca opere e protagonisti nei diversi contesti culturali e storici. Dopo il resoconto delle edizioni più significative della Bibbia dal Seicento a oggi, ci si sofferma sull'apologetica cristiana, da Pascal a Chateaubriand fino a Newman e Chesterton, per addentrarsi poi nel filone della spiritualità femminile, con le sue grandi protagoniste, come Teresa d'Avila o Edith Stein, ma anche con figure meno note ma intense come Benedetta Bianchi Porro. Con i libri di pietà e devozione si entra in un campo ancora più prolifico, di cui si offre uno sguardo d'insieme e alcuni esempi classici, come Grignion de Monfort e Alfonso Maria de' Liguori. Rilevante è poi la messa a fuoco sui rapporti tra letteratura e cristianesimo, che propone i Promessi sposi come «romanzo della Provvidenza», ma considera anche quegli scrittori francesi (Mauriac, Claudel, Saint-Exupéry) che del messaggio cristiano hanno dato una rappresentazione emblematica e personale. Infine, il volume ripercorre i «volti della profezia e della contestazione» (da Rosmini a Léon Bloy, da Péguy a Mazzolari), per concludere con quattro grandi esperienze di «spiritualità contemporanea» (Charles de Foucauld, Giovanni XXIII, Divo Barsotti, Carlo Maria Martini) che hanno lasciato nel Novecento un segno che non si cancella. Come nei precedenti volumi, anche in questo l'analisi dei testi non trascura i percorsi editoriali nei quali essi si inseriscono nelle varie epoche, soprattutto dal momento in cui l'editoria cristiana si avvia, nel corso del Novecento, dalla fase pionieristica a quella imprenditorialmente organizzata, dall'artigianato all'industria, con tutti i vantaggi ma anche i problemi connessi alla necessità di bilanciare fede e mercato, tradizione e rinnovamento, fedeltà alle proprie radici e apertura alle nuove frontiere tecnologiche e comunicative.
Esaurito


