Einaudi: Frontiere Einaudi
Laëtitia o la fine degli uomini
di Ivan Jablonka
editore: Einaudi
pagine: 346
La notte tra il 18 e il 19 di gennaio del 2011 Laëtitia Perrais viene rapita, accoltellata e strangolata in un sobborgo del no
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Un'odissea. Un padre, un figlio e un'epopea
di Daniel Mendelsohn
editore: Einaudi
pagine: 310
Nel gennaio del 2011, al primo incontro del seminario sull'Odissea tenuto da suo figlio Daniel, mescolato alle matricole dicio
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Questa nostra Italia. Luoghi del cuore e della memoria
di Corrado Augias
editore: Einaudi
pagine: 342
A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c'è qualcosa che ci accomuna come italiani
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I tabù del mondo
di Massimo Recalcati
editore: Einaudi
pagine: 174
Il nostro tempo sembra aver dissolto ogni confine, compresi quelli stabiliti dai tabù
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La deposizione
di Pascale Robert-Diard
editore: Einaudi
pagine: 125
Un lunedi di primavera, 7 aprile 2014, un'aula di corte d'assise nel tribunale di Rennes, Francia
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Pavone e rampicante. Vita e arte di Mariano Fortuny e William Morris
di Antonia Susan Byatt
editore: Einaudi
pagine: 174
«Eravamo a Venezia in aprile, e io ero ebbra di luce acquamarina
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Cara Ijeawele ovvero Quindici consigli per crescere una bambina femminista
di Chimamanda Ngozi Adichie
editore: Einaudi
pagine: 88
Cosa significa essere femminista oggi? Per prima cosa reclamare la propria importanza, di individuo e di donna insieme; reclam
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Il mestiere dello scrittore
di Haruki Murakami
editore: Einaudi
pagine: 186
Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l'aspirante romanziere? Cosa determina l'originalità di un
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Il ragazzo cattivo ovvero Delitto, castigo e redenzione di Robert Coombes
di Kate Summerscale
editore: Einaudi
pagine: 353
In un afoso mattino dell'8 luglio 1895 il tredicenne Robert Coombes accoltella la madre. A sangue freddo. Poi, insieme al fratellino Nathaniel detto Nattie, esce dalla sua casa in uno dei quartieri più squallidi di Londra per andare ad assistere a una partita di cricket. Alla fine del match i due vagano per i Docks in cerca di John Fox, umile portuale non troppo sveglio, che da tempo frequenta la loro casa prestandosi a lavoretti per la madre, Emily Coombes. Questa, sostengono i ragazzi, è dovuta partire per visitare parenti a Liverpool, mentre il padre è impegnato nell'ennesima traversata atlantica su una nave per il trasporto di bestiame tra Inghilterra e Stati Uniti. Robert e Nattie sono quindi soli a casa, e chiedono a Fox di far loro compagnia. L'uomo si trasferisce nella villetta di Cave Road e passa diversi giorni giocando a carte e dormendo nella sala a piano terra. Non si avventura mai nelle stanze del piano di sopra e non fa domande quando Robert gli chiede di recarsi a impegnare oggetti preziosi in cambio di denaro. Per dieci giorni i due ragazzi vivono abbandonati a loro stessi, fino a quando una vicina e la zia paterna chiedono alla polizia di andare a vedere cosa sta succedendo. L'orribile verità viene a galla: chiuso a chiave nella stanza di Emily si ritrova il suo cadavere in avanzato stato di putrefazione e con evidenti segni di violenza. Interrogato su cosa sia successo, Robert confessa candidamente di averla uccisa con un coltello comprato per l'occasione. Il delitto finisce sulle prime pagine di tutti giornali. Le ipotesi sul ruolo di Fox sono molteplici, mentre per Nattie prevale subito l'interpretazione del piccolo innocente soggiogato dal fratello maggiore. Dalle testimonianze emergono lo squallore della vita quotidiana e le violenze forse inflitte loro dalla madre, ma Robert, che si mostra sempre sorridente e a proprio agio, viene venduto dai media come un mostro la cui immaginazione morbosa sarebbe stata alimentata dai penny dreadful, romanzetti economici che riempivano le stanze e le teste degli adolescenti inglesi. Robert viene condannato ma finisce in un istituto all'avanguardia detto «il paradiso degli assassini». Qui impara il mestiere di sarto, a giocare a scacchi e a suonare la cornetta conducendo una vita pacifica ed equilibrata. Diciassette anni dopo, di nuovo libero, si trasferirà in Australia e combatterà da eroe nella Prima guerra mondiale. Salvando poi un ragazzino maltrattato dal patrigno e insegnandogli i mestieri Robert sfrutterà appieno la seconda occasione che la vita ha deciso di concedergli. Kate Summerscale segue le piste della realtà come un detective, leggendo giornali e documenti dell'epoca e respirando l'aria dei luoghi frequentati da Robert. Tenendo sempre il lettore dentro la storia e con il fiato sospeso, ci restituisce personaggi in carne e ossa con le proprie ossessioni, paure e battaglie per una vita diversa, una vita migliore.
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Hotel Florida. Amore e guerra a Madrid
di Amanda Vaill
editore: Einaudi
pagine: 494
Il Florida era un noto albergo madrileño situato sulla centralissima Gran Via. Durante l'assedio della capitale da parte delle truppe nazionaliste si ritrova in piena zona di guerra. Diventa allora residenza di un folto gruppo di intellettuali e giornalisti provenienti da tutto il mondo, arrivati in Spagna per le ragioni più diverse, che qui lavorano, militano si amano e vivono gli avvenimenti e la Storia con un'intensità fortissima, quasi magica. Prima della disillusione. Fra cronisti, spie, fotografi, scrittori e militari ci sono John Dos Passos e Claud Cockburn, giornalista inglese vicino al Partito comunista che definì la guerra civile spagnola «l'avvenimento decisivo del Ventesimo secolo». E al Florida vivono la loro storia d'amore (e di guerra) sei personaggi o, meglio, tre coppie. C'è Ernest Hemingway, sempre più bisognoso di successo e che cerca nella guerra nuovo materiale per la sua scrittura, e la giovane cronista Martha Gellhorn che tenta, attraverso di lui, di dare una svolta alla sua vita. Ci sono i poco più che ventenni Robert Capa e Gerda Taro, ebrei in fuga dal nazismo e arrivati in Spagna per documentare la guerra. Capa ha una visione molto propria della fotografia di guerra, che sintetizza cosi alla compagna: «Se le tue foto non sono abbastanza buone, significa che non sei abbastanza vicina». Gerda Taro morirà sotto i cingolati di un carro armato, nel tentativo di scattare la «foto della sua carriera» e a Capa resteranno i rimorsi per un consiglio di troppo e il peso di dover continuare a vivere e a fotografare una guerra atroce. La terza coppia è composta da Arturo Barea, il responsabile della stampa estera per i lealisti, e Usa Kulcsar, comunista austriaca, donna forte e indipendente che diverrà presto la sua compagna, obbligandolo a riflettere sull'eccessiva mistificazione della realtà messa in atto dai repubblicani. Come in un romanzo, nelle stanze dell'Hotel Florida, la vita di questi sei personaggi cambierà per sempre e la guerra ne segnerà inesorabilmente i destini. Ciò che Amanda Vaill racconta nasce dalle notizie recuperate in lettere non pubblicate, diari ritrovati, documenti ufficiali e materiale cinematografico salvato dall'oblio. "Hotel Florida" è una storia della verità scoperta, raccontata e vissuta. Ad ogni costo.
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Due ore. Alla ricerca della maratona perfetta
di Ed Caesar
editore: Einaudi
pagine: 229
Che importanza potrà mai avere correre in due ore questa bislacca distanza di 42 chilometri e 195 metri? Una distanza nata più dal caso che dal mito? È una caccia al record perfetto, un record assurdamente arbitrario e insieme umanamente eroico. E un sogno, è spesso un'ossessione. Ma è anche un'inconsapevole impresa collettiva di un'umanità varia e contraddittoria. In "Due ore" le diverse facce dell'universo "maratona" sono raccontate in dieci tappe brillanti e affascinanti attraverso le sue storie e i suoi eroi. Ci sono le grandi gare di Geoffrey Mutai, quelle in cui ha perso di un soffio dopo aver corso sempre in testa, e quelle in cui ha vissuto l'estasi della corsa in solitudine, quando si sentiva attraversato dallo "Spirito". E c'è la storia della sua vita, simile alle vite di tanti grandi campioni africani della maratona: un'infanzia scalza, un'adolescenza in bilico tra l'alcol e l'impegno sportivo, una scelta di massacranti allenamenti quotidiani in un ritiro sugli altopiani privo di acqua corrente e con le latrine esterne, ritiro in cui continua ad andare ancora oggi, nonostante il milione di dollari guadagnato. C'è poi la storia di Samuel Wanjiru, grande promessa della maratona keniana, travolto dalla ricchezza e dalla notorietà e morto tragicamente ad appena venticinque anni; e ancora, la storia della patria di tanti di questi corridori, la cosiddetta "terra della corsa", dilaniata da guerre civili e tribali. C'è poi il racconto dei dibattiti scientifici sui motivi della superiorità degli atleti dell'Africa orientale (il cuore, lo scheletro, i piedi, i polmoni, l'altitudine, le usanze ataviche?) E naturalmente c'è la storia dell'evoluzione della maratona sportiva, un'evoluzione tecnica, ma anche e soprattutto organizzativa ed economica che ha portato dalla "maratonomania" del primo Novecento, a seguito dell'epica corsa olimpica di Dorando Pietri (descritta da un cronista d'eccezione, Sir Arthur Conan Doyle), all'attuale grande business delle maratone metropolitane.
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La vita segreta delle città
di Mehta Suketu
editore: Einaudi
pagine: 85
Per la prima volta nella storia, la maggioranza degli esseri umani vive nelle città e non nei villaggi
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