Elliot: POESIA
La rosa del tempo. Poesie scelte (1972-2008). Testo cinese a fronte
di Dao Bei
editore: Elliot
pagine: 223
Bei Dao (Pechino, 1949) è senza dubbio il poeta cinese contemporaneo più conosciuto all'estero, una delle voci più rappresenta
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L'altro Novecento. Poeti italiani
di Paolo Febbraro
editore: Elliot
pagine: 174
Questa antologia presenta un'ampia selezione di autori del Novecento poetico italiano, ognuno con un componimento commentato d
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Poesie italiane 2017
editore: Elliot
pagine: 96
La poesia non è affatto un genere letterario in crisi, come si sostiene ormai da decenni, semmai un fenomeno che appare sempre
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Lezione all'aperto e altre poesie (1968-1992)
di Alfonso Berardinelli
editore: Elliot
pagine: 123
"Scruta l'occhio della scimmia, osserva il giallo quasi-umano, il gesto pigro e svelto
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Elegie romane ed epigrammi veneziani. Testo tedesco a fronte
di Johann Wolfgang Goethe
editore: Elliot
pagine: 157
"Felice e ispirato mi sento adesso sul classico suolo, più forte mi parla e seduce il passato, e il presente
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Náufragos y novísimos. Ultima poesia cilena. Testo spagnolo a fronte
editore: Elliot
pagine: 157
Questa antologia raccoglie la produzione di una selezione di poeti cileni nati tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento,
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Fermate
di Paolo Maccari
editore: Elliot
pagine: 109
"Come quando qualcuno di te più grande, che ammiri tanto da nemmeno sperare di diventargli un giorno simile, ti chiede consigl
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La velocità della vita. Testo danese a fronte
di Michael Strunge
editore: Elliot
pagine: 135
Elemento centrale nella generazione di poeti che esordirono intorno al 1980, Michael Strunge rappresenta un tipo di scrittura fortemente innovativo, per il suo sovrapporre al realismo degli anni Settanta una poesia in cui il neon della metropoli si mescola a un nero simbolismo romantico, trasformando in visione la vita della moderna città, ma affiancando anche alla critica sociale una serie di liriche d'amore. "La velocità della vita", la sua raccolta di esordio pubblicata nel 1978, è considerata già un classico dell'epoca, che unisce citazioni del mondo punk e della musica rock - per esempio David Bowie, come dimostra già il titolo che allude a "Speed of Life" e a "The Secret Life" of Arabia, entrambi del 1977 - a riferimenti al modernismo letterario, per esempio alla poesia di Arthur Rimbaud.
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The lunatic. Testo inglese a fronte
di Charles Simic
editore: Elliot
pagine: 192
La più recente opera poetica di Charles Simic, tra i maggiori esponenti della poesia nordamericana di oggi. La sua ispirazione cordialmente spettrale, ironica e straniata, dà vita ai quadri mobili del nostro surrealismo quotidiano. Simic è fantasioso e malinconico: nato fra le rovine della vecchia Europa, il poeta sente nelle proprie fibre il richiamo di quell'America fatta non di modernità e slanci, ma di sparizioni e trapassi, osservati con tenerezza e senso del paradosso. Tra le parole di Simic capita di camminare per la città, rasentandone la follia; di assistere al nitore di un'alba; di imbattersi in personaggi bizzarri, non si sa se reali o ricordati. I suoi versi sono sobri, leggibilissimi, frutto del colloquio con un reale vario e sorprendente.
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L'albero dei passeri
di Gwyneth Lewis
editore: Elliot
pagine: 125
"Avevo un albero pieno di nidi di passeri, era la mia voliera. Ho accolto un merlo, ed è stato un errore. Anche se una nuova melodia ha visitato l'albero dei passeri. immagina ho ancora dei merli? Se ne sono andati ad uccidere altrove. Niente più melodie, niente musica. Sì, uccelli immaginari, ma a cosa servono? Ecco, si ricomincia dalle spine. Un invito."
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Catachismo. «La riliggione spiegata e indifesa» nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli (Er)
di Gioachino Belli
editore: Elliot
pagine: 746
Un'antologia ragionata e commentata dei sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli, in cui il poeta affronta, servendosi dell'artificio del dialetto romanesco, il tema della religione, presentandoci una "verità sfacciata", implacabile e attuale. Il cristianesimo è così attraversato dagli occhi di un pensatore credente, ma perplesso e dubbioso, che si muove sul crinale della blasfemia, portavoce di una critica feroce mascherata da umorismo e turpiloquio. Una riscrittura del sacro che sale "dal basso" rivelando il mistero profondo e agghiacciante della vita spirituale degli uomini. La denuncia della Chiesa come apparato di potere, la rabbia nei confronti del tradimento dell'imperativo della charitas cristiana, la necessità di recuperare la fede come consolazione grazie alla voce popolare, alle pratiche genuine del sentimento religioso esenti dall'ipocrisia della dottrina strumentalizzata. Come spiega il curatore Marcello Teodonio, "Belli credeva e basta", e ciò, allontanandolo dalle conclusioni atee e materialiste di Leopardi, lo proietta nel dramma tragicomico della vita e della morte.
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