Libri di Gioachino Belli
I sonetti
di Gioachino Belli
editore: Einaudi
pagine: 5038
Belli tenne sempre nascosti i suoi Sonetti, che mostrò e recitò solo ad amici fidati
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Catachismo. «La riliggione spiegata e indifesa» nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli (Er)
di Gioachino Belli
editore: Elliot
pagine: 746
Un'antologia ragionata e commentata dei sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli, in cui il poeta affronta, servendosi dell'artificio del dialetto romanesco, il tema della religione, presentandoci una "verità sfacciata", implacabile e attuale. Il cristianesimo è così attraversato dagli occhi di un pensatore credente, ma perplesso e dubbioso, che si muove sul crinale della blasfemia, portavoce di una critica feroce mascherata da umorismo e turpiloquio. Una riscrittura del sacro che sale "dal basso" rivelando il mistero profondo e agghiacciante della vita spirituale degli uomini. La denuncia della Chiesa come apparato di potere, la rabbia nei confronti del tradimento dell'imperativo della charitas cristiana, la necessità di recuperare la fede come consolazione grazie alla voce popolare, alle pratiche genuine del sentimento religioso esenti dall'ipocrisia della dottrina strumentalizzata. Come spiega il curatore Marcello Teodonio, "Belli credeva e basta", e ciò, allontanandolo dalle conclusioni atee e materialiste di Leopardi, lo proietta nel dramma tragicomico della vita e della morte.
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Fame vecchia e fame nova. Sonetti da mangiare e da bere
di Gioachino Belli
editore: Robin
pagine: 102
I sonetti di Giuseppe Gioachino Belli rappresentano al tempo stesso il documento di unepoca (la Roma della prima metà dell'Ottocento), ma anche la metafora potente e senza tempo delle contraddizioni della vita. Un argomento centrale in cui si riscontrano queste caratteristiche della sua poesia è il cibo: dai suoi sonetti possiamo ricostruire sia le abitudini enogastronomiche (i gusti e le preferenze, la quantità e la qualità dei cibi, le ricette, i menu e "le creanze a tavola"), sia la profonda ingiustizia della distribuzione del cibo nelle varie classi sociali: "e sempre fame vecchia e fame nova". indice: chi mangia e chi no; pranzi quotidiani (colazione, pranzo e cena) e pranzi eccezionali; cibi e feste; cibo e religione; cibo e salute (bulimia); il vino; le buone maniere.
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Prose umoristiche
di Gioachino Belli
editore: Rizzoli
pagine: 458
Oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo "monumento della plebe di Roma", Belli ha scritto pagine in prosa, qui pro
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Opere
di Gioachino Belli
editore: Carocci
pagine: 261
Giuseppe Gioachino Belli è tradizionalmente considerato il poeta di Roma. Fra il 1824 e il 1846 scrisse oltre 2.200 sonetti, ognuno dei quali è una fedele riproduzione dello spirito della città dei primi dell'Ottocento. In una Roma governata dal pontefice, "il Papa Re", un ristretto numero di aristocratici e l'arrogante clero costituivano le classi sociali più elevate, il cui potere aveva ormai perso qualsiasi giustificazione storica o morale; a loro si contrapponeva il "popolino", fanatico e superstizioso, i cui unici diversivi erano le molte manifestazioni di piazza, indette per celebrare e glorificare le classi dominatrici, e le altrettanto numerose pubbliche esecuzioni. Belli era un intellettuale, forse anche un moralista, e scrisse i suoi sonetti con l'intento di mettere alla berlina la società decadente del suo tempo. In questo volume sono raccolte alcune delle sue più significative composizioni, offrendo così uno sguardo diacronico sull'opera del poeta romano, dalle prime prove letterarie alla tarda maturità, attraverso i sonetti romaneschi, i versi in lingua, le lettere e le prose zibaldoniane. Un apparato esegetico esauriente permette di ripercorrere le proposte e le soluzioni avanzate negli anni dai principali interpreti belliani, per suggerire percorsi di ricerca, letture e approfondimenti.
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Sonetti
di Gioachino Belli
editore: Garzanti
pagine: 886
Composti per la maggior parte fra il 1830 e il 1847, con toni che variano dal comico al tragico al grottesco, iSonetti di Bell
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Sonetti
di Gioachino Belli
editore: Rizzoli
pagine: 496
Scritti clandestinamente dal poeta romano Giuseppe Gioachino Belli e composti per la maggior parte in due fasi, 1830-37 e 1842
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