Fazi: Le vele
Il lato b
di Alessandra Faiella
editore: Fazi
pagine: 218
"Mi chiamo Katia G. e sono una che ce l'ha fatta: da semplice showgirl sono diventata la donna più ricca del paese. Per la carriera, non mi sono fermata davanti a nulla: superdotati, microdotati, egocentrici, botulino dipendenti, registi, attori, produttori e, naturalmente, politici. La politica è fondamentale se vuoi arrivare al top, se vuoi superare la massa di sgallettate che ti stanno attorno. Regola numero uno: darla via come un frisbee, ma solo alle persone giuste. Regola numero due: farlo finché sei giovane, altrimenti invece che un frisbee sarà un boomerang: ti tornerà sempre indietro." In un mondo popolato da direttori di casting e vallette televisive, tra talk show demenziali e reality, l'ascesa di Katia G., di politico in politico, è inarrestabile. Con un personaggio irriverente, sfrontato, profondamente scorretto, Alessandra Faiella porta alle estreme conseguenze i comportamenti involontariamente tipici di tante soubrette odierne e un tipo di femminilità in bilico tra consapevolezza e candore che, sempre più spesso, pone l'intelligenza (e la bellezza) al servizio di soldi e carriera. Katia G., astuta, scaltra, disponibile, è l'incarnazione perfetta di un modello che oscilla tra proto e post femminismo: vittima cosciente di un riscatto a metà tra emancipazione e mortificazione, il personaggio si esprime qui in chiave grottesca attraverso l'uso disinvolto di un corpo che si rivelerà vera e propria arma di annientamento nel finale a sorpresa.
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Río Quibú
di Ronaldo Menéndez
editore: Fazi
pagine: 159
"Quando lessi per la prima volta Menéndez fui colto da una sindrome d'astinenza. Quella lettura mi aveva lasciato con l'acquolina in bocca. Per fortuna adesso abbiamo "Río Quibú" per saziare la fame di buona letteratura che lasciano le storie di Ronaldo Menéndez. Pochi autori sanno padroneggiare così bene un linguaggio, senza artifici e trucchi che facciano ombra a una storia irriverente e dura come questa: quella di un adolescente che si rifugia nell'inferno di povertà accanto al fiume Quibú, per indagare, far luce e decidere come agire dopo lo stupro e l'assassinio di sua madre. Ronaldo Menéndez ancora una volta ci stupisce con una galleria di personaggi tracciati con poche precise pennellate e con una prosa che è al tempo stesso tagliente e intensamente poetica. "Río Quibú" è un romanzo pieno di sorprese nella migliore accezione del termine: in queste pagine c'è un modo nuovo di raccontare, profondamente autentico e universalmente cubano. "Con Río Quibú", Ronaldo Menéndez si conferma come uno degli scrittori più autorevoli e al contempo come fondatore di una letteratura che dà identità al ventunesimo secolo." (Luís Sepulveda)
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Il quadrato della vendetta
di Pieter Aspe
editore: Fazi
pagine: 336
Malinconico e irascibile, un pessimo carattere, nessun rispetto della gerarchia, un caustico senso dell'umorismo
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La strage degli imbecilli
di Carl Aderhold
editore: Fazi
pagine: 323
Chi non ha sognato di ammazzare il proprio vicino la domenica mattina quando, preso dall'improvvisa urgenza di aggiustare la mensola del salotto, vi sveglia martellando come un forsennato contro il muro? O di mandare all'altro mondo l'automobilista che vi urla contro mentre vi sta tagliando la strada senza pietà? Certo, occorrerebbe una certa determinazione. Ma di determinazione il protagonista di questo irriverente, divertentissimo romanzo, non manca affatto. Supportato da una logica a suo modo inattaccabile, quest'uomo finora mite, ossequioso, gentile inizia a uccidere, nell'ordine, portiere pettegole, automobilisti arroganti, esattori delle imposte, impiegati perdigiorno, mendicanti rancorosi, vecchi assillanti e poi, in un'escalation di "coerenza giustizialista", la moglie, quattro capufficio, l'amante, il fratello dell'amante e svariati lavoratori in divisa - essendo per lui, la divisa, un chiaro vessillo d'imbecillità. S'improvvisa nel frattempo guida turistica per anziani (e ne fa fuori un pullman intero), sceneggiatore di film porno ed editor per una casa editrice, La rebelle, di cui rapidamente scala i vertici. Fino a quando, dopo molto riflettere (e ammazzare), non arriva a tracciare il ritratto del perfetto imbecille: è vittimista e logorroico, in genere contagioso; abusa del proprio potere; non dà mai scampo. E, insieme ai suoi simili, regge le sorti del mondo.
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Il purtroppo delle cose
di Dimitri Verhulst
editore: Fazi
pagine: 219
Il piccolo Dimitri vive nella casa della nonna, in mezzo alla campagna fiamminga, insieme al padre e ai tre zii. Una casa da cui la madre è fuggita esasperata da un'esistenza che non voleva e non poteva condividere, alternativa, emarginata, orgogliosamente isolata. I soli percorsi che ora Dimitri conosca, i soli che gli abbiano mai insegnato a percorrere, conducono l'uno al pub del paese, l'altro più semplicemente alla cucina di casa: sede di una convivialità ossessiva e deprimente, di gare alcoliche e canti da bettola, consumati in un oggi che non immagina per sé alcun futuro. Attraverso una serrata, esilarante sequenza di aneddoti, prende così corpo la bizzarra quotidianità di un nucleo familiare che consuma i propri giorni tra risse nei caffè, grandi mangiate e sconclusionati abbordaggi. E il cui punto di vista è talmente deviato che l'ingresso di un'assistente sociale è salutato come l'arrivo di una scocciatrice da mettere alla porta, di un'entità molesta, di una poco di buono. Ne "Il purtroppo delle cose" Dimitri Verhulst torna, con la sua scrittura scarna e incalzante, a fare i conti con la propria infanzia. E a porre in scena l'insospettabile tragicommedia dell'emarginazione e della povertà, narrata da chi non ha più nulla da perdere ma su quel nulla ha eretto, con ostinazione e coraggio, l'edificio di una vita.
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Non sono un bamboccione
di Giuseppe Carlotti
editore: Fazi
pagine: 141
"Diciamocelo: l'ausiliario del traffico è un vigile urbano che non ce l'ha fatta", pensa Daniele Sandroni ogni mattina, mentre con la sua Cinquecento partecipa a quello spieiato gioco a incastro che è la ricerca di un parcheggio a Roma. Schivate le strisce blu, guadagna poi l'ingresso della redazione di Misteri tricolori, il programma televisivo al quale lavora. Qui, se è fortunato, trascorrerà la giornata senza imbattersi nel suo capo, Vladimiro Torbido, maestro indiscusso del "Copia & Incolla Creativo". Se è ancora più fortunato, Daniele Sandroni potrà uscire indenne dalla quotidiana guerra con i colleghi cocainomani e le amanti under 21 del capo-struttura, e sarà libero di trascorrere le ore a raschiar via con un bisturi ogni traccia di polvere tra i tasti del computer. Daniele, infatti, soffre di una rara patologia che lo rende "rupofobico", e odia in maniera ossessiva la sporcizia - in qualunque sua forma. Forse è per questo che non tollera i grafici megalomani affetti da "Psicosi dell'Art Director", che spara a zero contro gli attori monoespressivi del cinema italiano, contro i registi a corto di fantasia e i politici che di fantasia ne hanno fin troppa. Fuori dall'ufficio, Daniele Sandroni è un quasi normale trentaquattrenne laureato, che vive ancora con la madre. Un bamboccione in piena regola, insomma, che resterebbe tale per chissà quanto ancora, se un delirante sogno e una surreale diretta TV non gli offrissero una grandiosa occasione di riscatto.
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L'alba nera
di Mario Falcone
editore: Fazi
pagine: 464
All'alba del 28 dicembre 1908 una violentissima scossa di terremoto rade al suolo la città di Messina, provocando ottantamila
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Vampiretta
di IB
editore: Fazi
pagine: 248
Una vampira si aggira per le strade: bella e irresistibile, ama e miete le sue vittime... E fin qui niente di originale! Se non fosse che Lara, la vampira in questione, ha una passione viscerale e assoluta che condiziona la sua esistenza ancor più della sovrumana specie cui appartiene: è una vera e propria divoratrice di libri. E di scrittori. Si barcamena ogni giorno tra i suoi studi - naturalmente alla facoltà di Lettere - e il lavoro come commessa in una boutique, aperitivi con la sua amica Matilde e occhiatacce di commiserazione per lo sfigato dietro al bancone del bar che la venera in silenzio... Ma soprattutto non si perde una presentazione letteraria in una delle migliaia di librerie sparse per la penisola, lasciando una lunga scia di sangue dietro di sé.
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Maledetti colleghi
di Park Ed
editore: Fazi
pagine: 303
In un palazzo incastrato nell'unica strada semideserta di Manhattan, ingombra di giornali spinti dal vento come "granchi gigan
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I gatti lo sapranno. Le indagini del commissario Ponzetti
di Giovanni Ricciardi
editore: Fazi
pagine: 157
"Chiamatemi pure sbirro
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Era mio padre
di Franz Krauspenhaar
editore: Fazi
pagine: 281
Franz Krauspenhaar, al suo quarto libro, racconta la storia di suo padre, un tedesco nato in Italia negli anni Venti, combattente della Wehrmacht, l'armata di Hitler, durante la seconda guerra mondiale. Narrando i ricordi di episodi vissuti personalmente e sentiti soltanto raccontare, Krauspenhaar va alla ricerca del padre perduto. Per far questo, come un rabdomante, cerca a occhi chiusi le vene d'acqua di una storia di vita interessante e piena di colpi di scena, intervallandola con la storia in presa diretta di come il libro viene concepito e scritto, in un'afosa estate. La storia di un padre che manca ma che si deve finalmente seppellire, di un figlio scrittore che lotta contro questa figura pur amandola sempre molto, e che vive la sua vita piuttosto solitaria frammezzata da telefonate di amici, da incontri galanti, da rabbie, paranoie, abbandoni quasi violenti alla tenerezza.
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H
di Andrea Ferrari
editore: Fazi
pagine: 159
Tutto può accadere ad H. E tutto accade, perché H è un posto strano. Un'isola, certo, ma anche due mondi in uno, divisi a orari fissi dal gioco delle maree. Un avamposto dei sogni, un granello di terra ai confini tra il sonno e la veglia. Come i suoi abitanti, che su quel confine vivono in equilibrio instabile, ingaggiando schermaglie coi propri desideri e con le proprie fantasie voraci che s'intrecciano alla storia, la loro e quella dell'isola. Una storia popolata da reduci di Waterloo col bernoccolo degli affari, da pittori-avventurieri, da albergatrici che s'innamorano con una parola, e dalle loro figlie bellissime, perdute e poi ritrovate; da uomini che hanno bisogno di essere svegliati ogni giorno dalla voce degli angeli, e da uomini che a svegliarsi non riescono più, prigionieri di un limbo per dormienti senza ritorno.
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