Hacca: Novecento
Capoversi su Kafka
di Franco Fortini
editore: Hacca
pagine: 94
"Potrebbero addirittura commuovere le parole che Franco Fortini rivolge a Kafka in un testo uscito sulla «Lettura» del 17 genn
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Era l'anno del sole quieto
di Bernari Carlo
editore: Hacca
pagine: 361
Si ha un bel dire che a contare sono le storie
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Il nuovo corso
di Pomilio Mario
editore: Hacca
pagine: 215
I fatti d'Ungheria sono l'evento concreto, di un'attualità ancora irrisolta e bruciante, a partire dal quale Mario Pomilio red
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I terroni in città
di Compagna Francesco
editore: Hacca
pagine: 364
C'è davvero qualcosa di curioso in questo 'I terroni in città' di Francesco Compagna, dal titolo al tempo stesso secco e accat
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Racconti del giorno e della notte
di Giuseppe Bonura
editore: Hacca
pagine: 276
"Giuseppe Bonura è stato un grande autore di racconti. Per vocazione e per necessità, com'è giusto che sia, perché il Novecento - il secolo al quale Bonura ha voluto conservarsi fedele con furiosa ostinazione - ha metodicamente costretto gli scrittori a misurarsi con i rigori della ferialità e addirittura con le spietatezze del mercato. Altra definizione discutibile, quest'ultima, che tuttavia trova una giustificazione almeno parziale nell'insistenza con cui, negli ultimi anni della sua vita, Bonura ha denunciato lo strapotere del "capitalismo energumeno", in un crescendo di invettive che costituiva in effetti una continua variazione del tema che, fin dall'esordio, gli era parso decisivo: il feroce dissidio che, nell'era industriale e post-industriale, oppone l'individuo alla massa. Era la sua cifra nel tappeto, la sua successione di Fibonacci." (dalla prefazione di Alessandro Zaccuri)
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Gymkhana-Cross
di Luigi Davì
editore: Hacca
pagine: 316
"Davì pubblica i racconti di "Gymkhana-Cross" nel 1957, nella collana dei "Gettoni" di Einaudi diretta da Elio Vittorini. A ventotto anni il giovane collegnese apprendista meccanico da quando ne aveva quattordici, ha attraversato la guerra in calzoni corti e vive le prime scintille di rinascita, e sta per entrare a far parte - per pochi anni - di quella Fiat che già marcia a grandi passi per far crescere Torino e le sue industrie. Ci fu un tempo, dunque, in cui la classe operaia aveva un suo piccolo paradiso. Giornate lunghe in fabbrica - si lavorava anche il sabato, e senza tante recriminazioni - ma anche serate spensierate a caccia di fanciulle assai poco disponibili, bevute all'osteria con gli amici - le memorabili cappe di fumo stagnante appena sopra il mezzo litro di vinaccio allappante - e poi tante chiacchiere, tante illusioni, mentre gioventù passava e le ambizioni si tramutavano in un onesto matrimonio con prole e casetta in periferia. Il mondo raccontato da Luigi Davì in questa raccolta di storie minime - minimaliste, si direbbe adesso - è proprio quello di un ipotetico giovanotto d'altri tempi che, seppure con nomi diversi, sembra rincorrersi attraverso tutte le piccole vicende di vita quotidiana che costituiscono l'antologia ideale di un mondo antico e appartato, appena dietro l'angolo e ancora ben visibile nelle foto in bianco e nero dei nostri genitori. Vita di fabbrica - con scherzi goliardici inclusi e voglia di costruire qualcosa..." (Sergio Pent)
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La tigre domestica
di Buzzi Giancarlo
editore: Hacca
pagine: 245
La pubblicità come sintomo dell'età del bisogno e della necessità dei consumi
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Tutta la bellezza deve morire
di Pingitore Luigi
editore: Hacca
pagine: 300
In una Costiera lontanissima dagli stereotipi turistici e riconsegnata alla sua potenza arcaica di rocce, sole, mare, un grupp
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L'Italia dei poveri
di Russo Giovanni
editore: Hacca
pagine: 380
Operai, contadini, emigranti, sacerdoti, prostitute, turisti sono i personaggi di questa Italia dei poveri
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Non dire madre
di Albanese Dora
editore: Hacca
pagine: 183
Attraverso il topos della maternità, Dora Albanese racconta tre metamorfosi sociali e culturali del Sud postbellico: la dura m
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Era di maggio
di De Seta Cesare
editore: Hacca
pagine: 245
In questo suo primo romanzo Cesare de Seta affronta un tema che finora era stato toccato più volte dalla saggistica, ma molto
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Il caratterista basilisco del cinema Scaturchio
di Petrocelli Antonio
editore: Hacca
pagine: 318
Jonio Castellucci è davvero un personaggio che dice qualcosa di profondo sul nostro tempo
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