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La nazionalizzazione a due ruote. Genesi e decollo di uno scooter italiano
di Andrea Rapini
editore: Il Mulino
pagine: 320
La Vespa è al tempo stesso un'idea originale, un'innovazione di prodotto e un bene di consumo di massa, forse addirittura il primo, in un Paese che alla fine della seconda guerra mondiale guarda desiderante all'America, ma ha ancora un piede nel fascismo. Andrea Rapini spiega la genesi e il successo della Vespa concentrando la sua analisi sulla Piaggio, di cui sono ricostruite le vicende dai primi anni Venti sino alla fine degli anni Cinquanta, ovvero dalla produzione di aerei per Mussolini a quella di merci per il mercato. È dunque una storia d'impresa, nella quale però i protagonisti non sono soltanto i managers e le loro strategie, ma tutti insieme gli operai, le rappresentanze sindacali, l'amministratore delegato, la proprietà e i dirigenti operativi. Ne viene un libro a più livelli che delinea tutte le problematiche relative alla tecnologia, alla costruzione dell'immagine, al lavoro e alle relazioni industriali. Un libro che restituisce alla storia il mito della Vespa e contemporaneamente racconta una delle forme della nazionalizzazione degli italiani.
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Le programmazioni economiche. L'intervento pubblico tra piani e regole
di Nicoletta Rangone
editore: Il Mulino
pagine: 244
Le programmazioni economiche hanno avuto un grande sviluppo nel Novecento, non solo nei paesi orientati a scelte di tipo collettivistico. In Italia, dopo i tentativi di programmazione generale e oggetto di realizzazioni concrete nei piani economici settoriali, sono oggi da molti considerate quasi obsolete e incompatibili con l'economia di mercato e con una regolazione pubblica che lascia ampi spazi alle scelte delle imprese. In realtà, pur essendo diminuite, le programmazioni restano cruciali in molti ambiti e non è più possibile contrapporle alla "regolazione". Il libro delinea l'evoluzione delle programmazioni economiche e del dibattito che le ha riguardate: sottolinea l'importanza cruciale che esse conservano in quasi tutti i settori in cui i pubblici poteri condizionano le attività economiche; ne ricostruisce la struttura giuridica sul piano delle tecniche di intervento, delle garanzie procedurali e processuali, dei raccordi tra programmazioni e pianificazioni del territorio; definisce le condizioni di coerenza con il diritto sovranazionale e globale. Ne emergono le profonde trasformazioni che hanno progressivamente interessato le programmazioni economiche, i loro pregi e limiti, le esigenze di riforma. Il saggio conclude collocandole a pieno titolo nell'ambito della regolazione pubblica dell'econoinia contemporanea.
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I processi decisionali. Paradossi, sfide, supporti
editore: Il Mulino
pagine: 188
L'attuale proliferazione e differenziazione delle offerte rende possibile scegliere fra una miriade di alternative, appositamente create per soddisfare ogni tipo particolare di esigenza. Se da un lato ciò comporta per l'individuo un vantaggio, consentendogli di compiere scelte basate sulla valutazione di molteplici opzioni, dall'altro lato rappresenta un problema, poiché ci si trova a dover gestire un'enorme quantità di informazioni, disponendo però di risorse cognitive limitate e di tempi sempre più stretti. Questo volume affronta le odierne difficoltà della scelta e l'influenza dei diversi fattori che contribuiscono alla decisione finale: dalla numerosità delle caratteristiche di ciascun prodotto, al modo in cui viene presentato fino agli aspetti emotivi legati alla decisione.
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Il peso della storia. Memoria, identità, rimozione dal Pci al Pds (1970-1991)
di Andrea Possieri
editore: Il Mulino
pagine: 300
Che cosa ha significato essere comunisti in Italia? In che cosa consisteva l'identità del più grande Partito comunista d'occidente? L'indagine focalizza l'ultimo ventennio del Pci, da Berlinguer al Pds, fissandosi su due aspetti non ancora approfonditi dalla storiografia: l'analisi della liturgia politica e lo studio delle scuole di partito. Se le feste pubbliche del Pci celebrarono la storia del partito, gli Istituti di studi comunisti educarono - attraverso una miriade di corsi e di seminari - decine di migliaia di quadri e militanti. Punto fermo dell'impianto identitario rimase sempre la storia del Pci. Tra il 1970 e il 1989 si potè assistere a un continuo lavorio di rimodulazione dell'identità comunista senza che questa venisse mai superata del tutto. Alla fine degli anni Ottanta il Pci si era trasformato nel moderno partito riformatore di massa e la sua identità politica aveva inglobato valori e simboli appartenenti ad altre culture politiche. Tuttavia, l'identità dei comunisti italiani continuò a contrapporsi radicalmente sia al riformismo socialista che al cattolicesimo sociale e solo il crollo del muro di Berlino impose la necessità di un mutamento politico. Una svolta che si basò, però, sulla salvaguardia del patrimonio storico del Pci e sulla rimozione delle pagine più controverse di quell'esperienza.
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Mercato delle emissioni ad effetto serra
editore: Il Mulino
pagine: 143
Le espressioni "protocollo di Kyoto" e "quote di CO2" oggi vengono usate sempre più di frequente. Resta da chiarire tuttavia che cosa siano effettivamente tali quote per il nostro ordinamento giuridico e quale sia il loro impatto sul sistema economico. Il volume intende fare il punto su tali questioni. Oltre al protocollo di Kyoto, vengono presi in esame i meccanismi di assegnazione delle quote e il loro impatto sui rapporti fra la pubblica amministrazione e le aziende private. La normativa sull'"emission trading" ha comportato la nascita di un nuovo bene giuridico e, con esso, di un nuovo valore economico aziendale. Ed è proprio di questo nuovo bene che devono tener conto i soggetti coinvolti, sia a livello pubblico sia a livello privato, quando attuano le loro scelte strategiche. Le imprese che operano nel mercato unico dell'Unione europea non rientrano più nell'ambito del vecchio sistema della tassazione delle fonti di energia, ma devono affrontare la sfida di incorporare, fra i vincoli produttivi, il tema della sostenibilità.
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Il dio ibrido. Dioniso e le «Baccanti» nel Novecento
di Massimo Fusillo
editore: Il Mulino
pagine: 261
Dioniso è il dio della mitologia greca che ha avuto più successo nella cultura contemporanea, in particolare nel Novecento, dopo che Nietzsche, nella "Nascita della tragedia", ha creato la categoria estetica del dionisiaco. Soprattutto dopo il Sessantotto (che si richiamava al mito greco tramite Marcuse), il ritorno di Dioniso coinvolge diverse esperienze dell'immaginario contemporaneo, dal neopaganesimo alle teorie sull'identità sessuale, dalle performance del post-human alla sperimentazione teatrale, che si è misurata più volte con le "Baccanti", l'unica tragedia greca in cui compare il dio del teatro. A lungo trascurata per la sua sfuggente ambiguità, questa tragedia-testamento, scritta da un Euripide in esilio, riemerge proprio nel Novecento, non solo sulla scena, ma anche nelle variazioni sui suoi temi che riecheggiano nella narrativa e nel cinema, da Thomas Mann a Bataille, da Pasolini al "Servo" di Losey. Ripercorrendo le grandi polarità che l'incontro con Dioniso mette in crisi e che sono oggi al centro della cultura postmoderna - umano e animale, maschile e femminile, straniero e nativo, comico e tragico - l'autore analizza le ragioni che stanno all'origine dell'enorme risonanza di Dioniso e del dionisiaco nella cultura del nostro tempo.
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La guerra ineguale. Pace e violenza nel tramonto della società internazionale
di Alessandro Colombo
editore: Il Mulino
pagine: 330
Nello scenario internazionale di oggi la pace è sempre più intrecciata con la violenza
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Europeizzazione e rappresentanza territoriale. Il caso italiano
editore: Il Mulino
pagine: 412
Quale è stato l'effetto trasformativo o adattivo che istituzioni e politiche europee hanno avuto sul governo, sul parlamento, sulle strutture amministrative a livello nazionale, regionale e locale, sulle politiche interne sia nel modo in cui vengono decise sia nei contenuti? Tra gli effetti più significativi si può citare il ridimensionato ruolo dei partiti come detentori privilegiati dell'accesso alle sedi decisionali, l'emergere di nuovi attori o la trasformazione organizzativa dei vecchi, la diffusione di forme neo-corporative di rappresentanza. Altrettanto rilevanti sono gli spostamenti di equilibrio nel rapporto centro-periferia, con un nuovo protagonismo delle regioni.
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I fondi comuni di investimento in Italia. Performance, costi, visibilità e flussi di sottoscrizione e riscatto
editore: Il Mulino
pagine: 153
A vent'anni dalla loro introduzione i fondi comuni rappresentano anche per i risparmiatori italiani uno strumento d'investimento molto conosciuto e facilmente accessibile. Lo studio presentato in questo volume si basa sull'analisi di un campione composto da oltre 500 fondi, rappresentativo dell'intero settore, e si articola in quattro parti: la prima indaga le performance dei fondi comuni d'investimento italiani; la seconda i costi; la terza offre un'analisi che indaga l'importanza della pubblicità e della presenza sui media per le scelte dei sottoscrittori. L'ultima parte analizza la relazione tra i diversi fattori indagati nelle prime tre parti e i flussi di sottoscrizione e di riscatto dei fondi.
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Animare la vita. Disciplina della nascita tra medicina e morale nell'Ottocento
di Emmanuel Betta
editore: Il Mulino
pagine: 367
Quando comincia la vita? L'embrione è un essere vivente? Ha un'anima? Questi interrogativi, tuttora attuali, hanno occupato per secoli la riflessione di medici, teologi e giuristi. In questa ricerca l'autore ricostruisce un momento determinante del lungo dibattito sul controllo della procreazione e la definizione del valore e del significato della vita. Nell'Ottocento l'azione della scienza e della medicina diventa più efficace anche in tema di parto. Alla fine del secolo, la Chiesa, per secoli possibilista, fa la sua scelta: l'Inquisizione romana interviene a mettere ordine nella propria dottrina sul governo della vita e dare ai cattolici strumenti e principi più nitidi per fronteggiare i saperi della scienza.
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Tra le provvide cure di Sua Maestà. Stato e scuola nel Mezzogiorno tra Settecento e Ottocento
di Maurizio Lupo
editore: Il Mulino
pagine: 224
Sulla base di una vasta ricerca su fonti originali, questo volume ricostruisce il processo che portò alla nascita e alla diffusione della scuola pubblica in un contesto storico, come il Mezzogiorno fra la metà del Settecento e l'Unità d'Italia, contrassegnato da un grave ritardo economico e da evidenti problemi di coesione nazionale. Gli obiettivi della ricerca, che colma un'importante lacuna nella storiografia sul Mezzogiorno preunitario, sono essenzialmente tre: mettere in luce l'importanza della scuola pubblica per lo stato meridionale; ripercorrere i dibattiti e le polemiche che accompagnarono l'attività di governo; descrivere la struttura e il funzionamento del sistema scolastico pubblico.
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La ripartizione del rischio di insolvenza. Il diritto fallimentare tra diritto ed economia
di Danilo Galletti
editore: Il Mulino
pagine: 458
La legge fallimentare risale al 1942, epoca dal contesto economico assai più semplificato in cui si riteneva che un'impresa in crisi dovesse essere semplicemente chiusa e liquidata. La lunga paralisi legislativa sembra essere stata superata con il decreto-legge 14 marzo 2005, quando il Governo ha inserito nel decreto sulla competitività alcune piccole ma importanti modifiche della legge fallimentare. Nell'intento di superare la cultura punitiva del fallimento è stata introdotta una serie di incentivi che serve a fare emergere e ad affrontare le difficoltà economiche prima di imboccare la strada che porta inesorabilmente alla liquidazione e una procedura di accordo per la composizione delle controversie tra creditori e imprenditori.
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