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Spettri dell'altro. Letteratura e razzismo nell'Italia contemporanea
di Riccardo Bonavita
editore: Il Mulino
pagine: 227
Negli anni Trenta la cultura italiana si popola di immagini, stereotipi, schemi mentali che saranno poi selezionati e amplificati dalla propaganda di regime per sostenere la campagna razzista e conferire efficacia, persuasività e immediatezza alle dottrine e alle politiche fasciste. Il libro documenta la vasta circolazione di pregiudizi, credenze ed atteggiamenti razzisti nella produzione letteraria del nostro paese tra Otto e Novecento, identificando il razzismo come pregiudizio condiviso e, insieme, ideologia da diffondere. L'analisi di un vasto corpus narrativo di romanzi e racconti dedicati alla vita nelle colonie, lo studio dell'antisemitismo nella letteratura di consumo e l'attenzione a figure esemplari come quella di Papini confluiscono nella trattazione, volta a ricostruire e interpretare le rappresentazioni letterarie italiane delle due principali figure dell'alterità: gli ebrei e le genti di colore.
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Alleati ma rivali. Teoria delle alleanze e politica estera settecentesca
di Marco Cesa
editore: Il Mulino
pagine: 375
Che essere alleati non significhi essere amici è cosa nota. Eppure la maggior parte degli studiosi delle relazioni internazionali tende a vedere negli alleati semplicemente stati che collaborano in vista di un fine condiviso e pone l'accento sugli aspetti cooperativi delle alleanze e sulla loro dimensione "esterna": fare fronte a un nemico comune. Dalla lettura della storia diplomatica, tuttavia, si ricavano ben altri spunli. Gli alleati sono spesso divisi da forti elementi di rivalità e si impegnano di frequente in manovre ambigue e complesse, condizionandosi e controllandosi a vicenda, limitando così la reciproca libertà di movimento. Esiste, insomma, una dimensione "interna" delle alleanze tanto importante quanto l'altra, se non persino di più. Se tali aspetti possono essere colti anche nelle alleanze contemporanee - a cominciare dalla Nato -, la scelta dell'autore cade sull'Europa settecentesca. È questo un periodo in cui il gioco diplomatico è particolarmente vivace, e in cui l'assenza di conflitti ideologici e una gestione estremamente centralizzata della politica estera consentono di mettere a fuoco alcune dinamiche degli allineamenti basate prevalentemente sul potere e sull'interesse.
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L'infamia e il perdono. Tributi, pene e confessione nella teologia morale della prima età moderna
di Vincenzo Lavenia
editore: Il Mulino
pagine: 407
Il volume illustra il contesto in cui nacque, alla fine del medioevo, la separazione tra colpa e pena, tra peccato e reato, tra penitenza e punizione terrena. Con l'attacco del conciliarismo agli effetti delle scomuniche si avviò una riflessione che nel XVI secolo fu alla base della critica degli abusi dell'Inquisizione, della sua pretesa di violare il sigillo della confessione e di imporre pene (come la confisca) che colpivano innocenti. La crescente capacità coercitiva dei tribunali ecclesiastici e civili spinse teologi e canonisti cattolici a ridisegnare il ruolo della confessione.
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La nascita dell'individualismo politico. Lutero e la politica della modernità
di Gabriella Cotta
editore: Il Mulino
pagine: 192
Il saggio identifica nel pensiero di Lutero uno dei passaggi fondamentali di quella radicale trasformazione filosofica, religi
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Il lavoro senza mercato. Le prestazioni di lavoro nelle organizzazioni non profit
di Fabrizio Bano
editore: Il Mulino
pagine: 320
Nel quadro di una rigorosa indagine teorica del rapporto di lavoro subordinato e delle caratteristiche giuridiche dell'ente non profit, l'autore analizza la legislazione sul volontariato e sulle cooperative sociali, e giunge a distinguere con limpidezza la figura del volontariato dal vero e proprio lavoratore subordinato, contrattualmente al servizio di quel tipo di ente. E osservando che non esistono ragioni, in punto di diritto, perché il dipendente dell'organizzazione non profit sia da ritenersi un lavoratore a titolo gratuito o quasi, analizza e riconosce le garanzie e i diritti che a quel lavoratore spettano, non diversi da quelli di ogni altro soggetto dipendente.
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Dinamica economica strutturale. Un'indagine teorica sulle conseguenze economiche dell'apprendimento umano
di Luigi Pasinetti
editore: Il Mulino
pagine: 304
E' un'indagine teorica sull'evoluzione nel tempo, in seguito all'apprendimento umano, di un'economia di puro lavoro, cioè di un'economia nella quale l'attività di produzione viene svolta da solo lavoro, senza l'impiego di alcun bene di produzione intermedio. I capitoli 1-7 presentano e sviluppano il modello economico, tenendo conto di tutti gli elementi di cui la teoria non può fare a meno. Il capitolo 8 fornisce importanti spunti sul funzionamento delle istituzioni dei sistemi economici industrializzati e il capitolo 9 è dedicato alle principali implicazioni delle relazioni fra diversi sistemi economici, la cui pluralità è una conseguenza dello sviluppo istituzionale che si è venuto realizzando.
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Il progresso moderato. Un'opposizione liberale nella svolta dell'Italia crispina (1887-1892)
di Fulvio Cammarano
editore: Il Mulino
pagine: 264
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