Il mulino: Le grandi date della storia costituzional
3 aprile 1900. L'Aventino di Zanardelli
di Isabella Rosoni
editore: Il mulino
pagine: 190
Roma, 3 aprile 1900: alla Camera è posto all'ordine del giorno il voto sulle modificazioni al regolamento dell'Assemblea. La votazione, per alzata e seduta e senza discussione, avviene in aperta offesa alle vigenti disposizioni regolamentari. L'onorevole Zanardelli, anziano e prestigioso rappresentante della Sinistra liberale, dopo una esplicita dichiarazione di dissenso in cui denuncia il sopruso della maggioranza abbandona l'aula, per non legittimare, nemmeno con la complicità della propria presenza, la violazione alle guarentigie statutarie che l'approvazione di tali modifiche comporterebbe. Un gesto, il suo, che segna idealmente lo spartiacque fra due epoche della storia d'Italia: il tramonto del governo Pelloux e di un modello autoritario fondato sulla accentuazione dei poteri dell'esecutivo e della pubblica amministrazione; e l'avvio, con il nuovo governo Zanardelli-Giolitti, di un modello parlamentare e democratico fondato su un sistema di mediazione degli interessi organizzati e sulla gestione dei provvedimenti di legislazione sociale. In una parola, il passaggio dal liberalismo risorgimentale a quello democratico.
Contattaci
«Solo il Re ha il potere delle armi». Copenaghen, 18 ottobre 1660: gli Stati Generali di Danimarca e l'instaurazione dell'assolutismo monarchico
di Paolo Borioni
editore: Il mulino
pagine: 208
Nel 1660 la pressione geostrategica svedese, le sconfitte militari e la crisi finanziaria conducono la Danimarca-Norvegia a ri
Contattaci
«Io sono Crispi». Adua, 1° marzo 1896: governo forte. Fallimento di un progetto
di Giuseppe Astuto
editore: Il mulino
pagine: 210
Il volume ricostruisce la complessa vicenda politica che, portando alle dimissioni di Crispi, lascia insoluta la questione della "premiership" nel sistema costituzionale italiano. Dalla repressione dei Fasci siciliani (1894) all'avventura africana, costante è l'azzeramento della presenza parlamentare. In tal modo, una politica estera forte, basata sull'espansione coloniale e sull'aumento delle spese militari, è ricondotta, senza mediazioni, alla sola volontà della Corona sabauda, che così risulta "scoperta" di fronte all'opinione pubblica e alle istituzioni rappresentative.
Contattaci
Lo stato sono io. Luigi XIV e la «rivoluzione monarchica» del marzo 1661
di Giovanni Ruocco
editore: Il mulino
pagine: 154
Il 10 marzo 1661, alla scomparsa del primo ministro Mazzarino, Luigi XIV, fra lo stupore generale, annuncia in Consiglio di Stato la decisione di assumere il governo personale del regno. Nasce in quella data il "mito" dell'assolutismo monarchico francese. Ma il Re Sole governò effettivamente da solo? Il libro ripercorre il complesso delle ragioni storiche e dei giudizi storiografici che, sin dagli anni stessi di quel lungo regno, hanno ruotato intorno a questa domanda.
Contattaci


