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Il mulino: Le grandi date della storia costituzional

3 aprile 1900. L'Aventino di Zanardelli

di Isabella Rosoni

editore: Il mulino

pagine: 190

Roma, 3 aprile 1900: alla Camera è posto all'ordine del giorno il voto sulle modificazioni al regolamento dell'Assemblea. La votazione, per alzata e seduta e senza discussione, avviene in aperta offesa alle vigenti disposizioni regolamentari. L'onorevole Zanardelli, anziano e prestigioso rappresentante della Sinistra liberale, dopo una esplicita dichiarazione di dissenso in cui denuncia il sopruso della maggioranza abbandona l'aula, per non legittimare, nemmeno con la complicità della propria presenza, la violazione alle guarentigie statutarie che l'approvazione di tali modifiche comporterebbe. Un gesto, il suo, che segna idealmente lo spartiacque fra due epoche della storia d'Italia: il tramonto del governo Pelloux e di un modello autoritario fondato sulla accentuazione dei poteri dell'esecutivo e della pubblica amministrazione; e l'avvio, con il nuovo governo Zanardelli-Giolitti, di un modello parlamentare e democratico fondato su un sistema di mediazione degli interessi organizzati e sulla gestione dei provvedimenti di legislazione sociale. In una parola, il passaggio dal liberalismo risorgimentale a quello democratico.
18,00

«Solo il Re ha il potere delle armi». Copenaghen, 18 ottobre 1660: gli Stati Generali di Danimarca e l'instaurazione dell'assolutismo monarchico

di Paolo Borioni

editore: Il mulino

pagine: 207

Nel 1660 la pressione geostrategica svedese, le sconfitte militari e la crisi finanziaria conducono la Danimarca-Norvegia a ridimensionare drasticamente il potere nobiliare e a introdurre un deciso assolutismo monarchico. Sono gli Stati Generali a consentire questo, favorendo un notevole rinnovamento costituzionale, istituzionale, fiscale e di classe dirigente. Ma anche la Chiesa evangelica nazionale ha in questo un ruolo evidente, sia in campo ideologico sia in campo politico. Perciò il caso danese rappresenta un modello particolare di rinnovamento nordico ed europeo, che si potrebbe definire "modernizzazione luterana", e che aggiunge molto all'antico dibattito su Riforma e modernità, ancora eccessivamente legato alla disputa intorno alle tesi weberiane su Protestantesimo e capitalismo. È infatti difficile, in questo contesto, non tenere conto di quanto ha da suggerire la storia dei Paesi nordici, gli unici Stati pressoché integralmente protestanti al mondo.
18,50

Nascita di un mito. Washington, 24 febbraio 1803: Marbury v. Madison e le origini della giustizia costituzionale negli Stati Uniti

di Benedetta Barbisan

editore: Il mulino

pagine: 149

Marbury v. Madison è convenzionalmente considerata la sentenza che ha inaugurato il sindacato di costituzionalità negli Stati Uniti, la prima in cui una legge del Congresso sia stata dichiarata illegittima per contrasto con la Costituzione federale. In realtà, il caso acquisì l'importanza che gli è universalmente riconosciuta solo alla fine dell'Ottocento, quando la Corte Suprema se ne servì come precedente per giustificare le sue controverse decisioni a favore dei detentori del capitale e contro i fautori della redistribuzione fiscale. Da allora, in dottrina come in giurisprudenza, di frequente ne è stato fatto un uso strumentale, piegando ciò che la sentenza effettivamente dice a ciò che si voleva farle dire. Con questa ricostruzione, il libro non si propone di defraudare Marbury del suo pregio nella storia del diritto americano, ma di esaltarla per sottrazione, secondo le ragioni che ne conservano il potere talismanico proprio dei miti.
20,00

L'ora del Maresciallo. Vichy, 10 luglio 1940: il conferimento dei pieni poteri a Pétain

di Sandro Guerrieri

editore: Il mulino

pagine: 215

Il 10 luglio 1940, nella cittadina termale di Vichy, a pochi chilometri dalla zona occupata dalle truppe tedesche, l'Assemblea Nazionale francese vota i pieni poteri al maresciallo Pétain, decretando la morte della Terza Repubblica. Il libro prende in esame le modalità del crollo militare francese e del sofferto armistizio, che consegnarono la Repubblica nelle mani del vincitore di Verdun. Le premesse del crollo sono lette dall'autore all'interno della crisi che investì il modello parlamentare francese negli anni Trenta, quando le Camere consentirono al governo Daladier (1938-40) di ridimensionare pesantemente il proprio ruolo di rappresentanza e ispezione politica.
18,50

La libertà che guida il popolo. Le tre Gloriose Giornate del luglio 1830 e le «Chartes» nella costituzione francese

di Luigi Lacchè

editore: Il mulino

pagine: 207

Tra il 27 e il 29 luglio 1830, nel caldo soffocante di un'anomala estate parigina, i Borboni perdono per sempre il trono di Francia. La notizia delle ordinanze liberticide che modificano il regime della "Charte" del 1814 fa gridare al colpo di stato e i vari gruppi politici si preparano, tra ambiguità ed entusiasmi, a guidare una rivoluzione dall'esito incerto.
16,00

La sciabola di Sieyès. Le giornate di brumaio e la genesi del regime bonapartista

di Luca Scuccimarra

editore: Il mulino

pagine: 202

Nelle giornate del 18 e 19 brumaio dell'anno VIII (9-10 novembre 1799), si consuma il colpo di stato che porterà al governo il generale Napoleone Bonaparte. Il saggio muove dalla ricostruzione della incalzante sequenza di eventi che si susseguono nel corso di quelle ore, per tentare di portare alla luce la complessa trama di rapporti che legò tali eventi alla dinamica politica della Francia rivoluzionaria, in una narrazione che è anche una riflessione sulla fragilità della democrazia rappresentativa e sulla "resistibile" ascesa dei regimi plebiscitari contemporanei.
16,00

«Io sono Crispi». Adua, 1° marzo 1896: governo forte. Fallimento di un progetto

di Giuseppe Astuto

editore: Il mulino

pagine: 210

Il volume ricostruisce la complessa vicenda politica che, portando alle dimissioni di Crispi, lascia insoluta la questione della "premiership" nel sistema costituzionale italiano. Dalla repressione dei Fasci siciliani (1894) all'avventura africana, costante è l'azzeramento della presenza parlamentare. In tal modo, una politica estera forte, basata sull'espansione coloniale e sull'aumento delle spese militari, è ricondotta, senza mediazioni, alla sola volontà della Corona sabauda, che così risulta "scoperta" di fronte all'opinione pubblica e alle istituzioni rappresentative.
18,50

Lo stato sono io. Luigi XIV e la «rivoluzione monarchica» del marzo 1661

di Giovanni Ruocco

editore: Il mulino

pagine: 154

Il 10 marzo 1661, alla scomparsa del primo ministro Mazzarino, Luigi XIV, fra lo stupore generale, annuncia in Consiglio di Stato la decisione di assumere il governo personale del regno. Nasce in quella data il "mito" dell'assolutismo monarchico francese. Ma il Re Sole governò effettivamente da solo? Il libro ripercorre il complesso delle ragioni storiche e dei giudizi storiografici che, sin dagli anni stessi di quel lungo regno, hanno ruotato intorno a questa domanda.
14,00

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