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Il Nuovo Melangolo: Socrates

Il dono del titano. Per una rilettura del mitologema prometeico

di Sandra Mariani

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 221

Il racconto mitico affiora come da un abissale caos; è da qui che si stagliano singole realtà figurali che possono essere acco
20,00

La questione del senso. Con Heidegger e Wittgenstein sull'enigma dell'esistenza

di Francesco Camerlingo

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 164

"Sono. Siamo. Il mondo è. Perché? Perché l'essere piuttosto che il nulla? Qual è, insomma, il senso dell'essere?". Domande, queste, con cui l'uomo di ogni dove e di ogni quando è stato ed è chiamato, in modo più o meno consapevole, a fare i conti. L'intera sua impresa conoscitiva (mito, religione, metafisica, scienza) potrebbe infatti essere interpretata come un audace tentativo di trovare ad esse una risposta. Ma che senso hanno queste stesse domande? Da dove provengono? Di che cosa vanno realmente alla ricerca? Esiste davvero un senso che possa essere eventualmente compreso e che sia perciò in grado di gettare una luce rivelatrice sull'enigmatico fatto: che il mondo è? E questo fatto, dopotutto, rappresenta davvero un problema da risolvere tra gli altri, o non si tratta piuttosto di una singolarità irriducibile, di un miracolo che chiede soltanto d'essere ammirato?
16,00

La decisione di Platone. Sulla «condanna dell'arte»

di Susanna Mati

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 62

Siamo sicuri che Platone abbia condannato l'arte? E come avrebbe potuto farlo, proprio lui, il maggiore scrittore greco? Se l'arte viene condannata perché non può liberarsi dalla mimesis, quale tra le forme del fare umano potrà riuscirvi davvero? Forse la filosofia? Ma anche per il filosofo è forse possibile uscire dal mondo delle apparenze, dal meccanismo della ri-produzione? Sicuramente alle spalle dell'opera di Platone troviamo una decisione tragica, affilatissima: quella di chi, pur essendo il più grande poeta dell'antichità intera, decide di non essere solamente un artista.
13,00

L'arte del vivere. Aspetti dell'etica aristotelica ed epicurea

di Antonina Alberti

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 213

I saggi qui raccolti - alcuni dei quali, pubblicati all'estero, appaiono per la prima volta in Italia - analizzano aspetti cruciali di quell'arte del vivere che i filosofi antichi cercarono di costruire sulla base di un'indagine disincantata dei limiti della natura umana. Tra i temi trattati: la concezione aristotelica e quella epicurea dell'individuo e della sua identità nel tempo; la teoria aristotelica dell'amore e dell'amicizia; il problema dell'egoismo in Aristotele; il concetto aristotelico di azione volontaria, di scelta e di responsabilità; la teoria epicurea della legge e della giustizia; il problema del relativismo dei valori; la teoria di Epicuro e di Lucrezio sulla mortalità dell'anima e sulla paura della morte; il fondamento edonistico della teoria etica epicurea.
20,00

L'onestà dei forti. La potenza nella filosofia di Nietzsche

di Andrea Spreafico

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 197

Queste pagine trattano della potenza nell'opera di Friedrich Nietzsche, intendendola come tema analizzato all'interno del pensiero del filosofo e come energia che si sprigiona dalle pagine dei suoi libri. Lo sviluppo dell'analisi della potenza coincide, in un percorso che va da "Aurora" a "Genealogia della morale", con il progressivo aumento della potenza stilistica della prosa di Nietzsche, o perlomeno - se non si vuoi condividere quello che è un evidente giudizio di merito estetico - all'analisi della potenza si accompagna una continua sperimentazione espressiva dei risultati dell'analisi stessa. Il tema della potenza, nei testi che Nietzsche ha pubblicato, viene sempre affrontato in ambito morale. Nel pensiero di Nietzsche l'ambito morale, oltre che il regno del bene e del male intesi come categorie errate, è il regno dell'onestà e all'insegna dell'onestà il filosofo sviluppa tutta la sua critica della cultura occidentale, anche qui come per la potenza, considerando l'onestà come oggetto e come modo del sapere.
20,00

Una bottiglia abbandonata nel mare

di Rina Pachioli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 83

Le poesie di Rina Pachioli, scritte in un vasto arco di tempo, sono state ritrovate dopo la morte dell'autrice. Esse compongono un dolente soliloquio attraversato dal silenzio di chi, in vita, ha lasciato che la propria anima dialogasse con se stessa in assoluta sincerità, senza preoccuparsi né d'altro né d'altri. In uno stile che si accosta ai grandi classici (Leopardi, Manzoni), sebbene intimamente rivissuto, Rina Pachioli tenta di saldare esperienza di fede e poesia, dando espressione ad un vissuto intenso e amaro, senza mai indulgere alla retorica e a banali forme di comunicazione.
12,00

L'epurato

di Antonina Alberti

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 190

Un romanzo storico che narra le drammatiche vicende di un giovane comunista siciliano in un periodo cruciale della storia: gli anni tra il 1943 e il 1951. L'autrice intreccia documenti autentici (le lettere del protagonista alla sorella) e narrazione di fantasia: il tutto sullo sfondo delle occupazioni contadine dei latifondi in Sicilia. Al centro del romanzo, il processo istruito dalla segreteria del PCI contro il protagonista, e ricostruito dall'autrice con il supporto di documenti storici tra cui la relazione del vice-segretario del PCI Secchia. Il libro della Alberti è, al tempo stesso, un romanzo sul naufragio degli ideali politici di un giovane comunista e un affresco storico della società siciliana del dopoguerra.
16,00

Il cosmo dell'ingiustizia. O cosmos tes adiachias. Fine della teologia e fini della responsabilità

di Gianluca Garelli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 198

La parola responsabilità sembra conoscere oggi una straordinaria (e un po' sospetta) fortuna, a quasi un secolo da Weber e grazie ad autori come Jonas e Apel. Si tratta tuttavia di fare i conti, da una parte, con la povertà semantica con cui essa ricorre a buon mercato nel linguaggio politico e dei media; dall'altra, con la pretesa di definirne una volta per tutte presunti "usi legittimi", in una sorta di delirio di analisi che nasconde una non meno scoraggiante vuotezza di senso. Sottraendo la nozione di responsabilità all'ambito della cosiddetta "etica applicata", questo libro cerca di ricostruire alcune fasi di una vicenda che si rivela paradossalmente legata, piuttosto, al destino dell'estetica moderna.
18,00

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