Il Nuovo Melangolo: Teatro stabile di Genova
L'anima buona del Sezuan
di Bertolt Brecht
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 199
Scritta in esilio, nel corso degli anni Trenta, quando in Europa si stavano riversando le conseguenze della Grande Depressione del 1929, "L'anima buona del Sezuan" viene presentata nella nuova versione italiana di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, i quali l'hanno messa in scena per il Teatro Stabile di Genova con Mariangela Melato nel duplice ruolo della protagonista. In una città tormentata dalla crisi economica, tre dèi scendono sulla terra alla ricerca di "un'anima buona". La trovano in Shen-Te, la prostitituta che da loro ospitalità per la notte e che loro ricompensano con del danaro con il quale lei acquista una tabaccheria nell'intento di costruire per sé e per gli altri una nuova vita. Ma - sottolinea Bertolt Brecht in questa favola ambientata in una Cina che sorprendentemente assomiglia molto a quella attuale - anche Shen-Te deve ben presto accorgersi come sia di fatto impossibile essere buoni in un mondo cattivo. Perciò s'inventa un cugino, Shui-Ta, affinchè, da accorto uomo d'affari, ristabilisca equilibrio in un'amministrazione dissipata dai troppi che cercano di approfittare della generosità o dell'amore di Shen-Te. Anche questo, però, evidentemente non basta e "L'anima buona del Sezuan", commedia dalla sorpendente attualità, può solo concludersi in forma interrogativa: "Deve cambiare il mondo? O è l'uomo da cambiare? Ci servono altri dèi, o è meglio fare senza?".
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Tre storie da pub
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 232
"Tre storie da pub": ovvero tre testi molto diversi tra loro, ma che partecipano di una comune ambientazione in luoghi dove si consumano birra e superalcolici, si parla di fantasmi veri o immaginati, si progettano viaggi e si fanno sogni di riscatto sociale. Soprattutto tre esempi di teatro contemporaneo provenienti da quella fucina di talenti drammaturgici che è oggi rappresentata dall'Irlanda e dall'Inghilterra, dove ogni anno si affermano nuovi autori, quasi sempre molto giovani.
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Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 212
Capolavoro di Arthur Miller, il grande drammaturgo statunitense scomparso quasi novantenne nel febbraio deI 2005, "Morte di un commesso viaggiatore" viene proposto nella nuovissima traduzione di Masolino d'Amico commissionata dal Teatro Stabile di Genova per lo spettacolo prodotto per la regia di Marco Sciaccaluga, con Eros Pagni nel ruolo di Willy Loman, l'anziano commesso viaggiatore attraverso la cui vita si consuma la crisi di fiducia nel mito americano del successo alla portata di tutti. Un classico del teatro contemporaneo che conserva ancora oggi tutta la sua appassionata e tragica attualità.
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L'illusione comica
di Pierre Corneille
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
Opera giovanile di Pierre Corneille (1606-1684), "L'illusione comica" è una lode del teatro intessuta con brio scintillante in versi alessandrini. La struttura è quella del "teatro nel teatro", dove i toni e i generi si mescolano di continuo intorno al filo narrativo di un padre alla ricerca di un figlio in fuga, a causa della sua eccessiva severità. Nell'antro del mago Alcandro, il teatro coniuga un gioco in cui l'illusione s'intreccia di continuo con la verità.
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L'alchimista
di Ben Jonson
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 146
Con reminescenza dell'antico teatro di Plauto, Ben Jonson racconta di come, approfittando dell'assenza del padrone, un servo introduca nella di lui casa un lestofante con la sua compagna e, insieme a loro, usi la dimora per attirarvi i gonzi cui il sedicente alchimista promette la pietra filosofale. Nell'adattare per il Teatro Stabile di Genova questo affresco dedicato alla materialistica ansia di consumo e di successo nell'Inghilterra del primo Seicento, Michele Serra ha lavorato sulla traduzione di Giovanna Zucconi, rispettandone la struttura drammaturgica e le caratteristiche dei personaggi, ma scegliendo la prospettiva linguistica di una moderna idea d'alchimia e sortendone così un affresco che assomiglia alla società in cui viviamo.
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Il tenente di Inishmore
di Martin McDonagh
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 115
In una delle isole Aran, la morte di un gatto nero scatena una terribile resa dei conti all'interno del movimento terrorista irlandese. Da questo spunto paradossale, il giovane Martin McDonagh sortisce una commedia folle e inquietante, condotta dall'enfant prodige del teatro anglosassone con i toni della grande tradizione irlandese, nella quale l'influenza della drammaturgia di John M. Synge si coniuga con la tensione etica del cinema di John Ford, per sfociare a tratti nella violenza pulp di Quentin Tarantino.
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