Il Nuovo Melangolo: Università
Sosia e il doppio nel teatro moderno
di Ferruccio Bertini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 108
"Amphitruo", la prima commedia occidentale di sosia, scambi ed equivoci, è stata rivisitata dal Medioevo ("Geta" di Vitale di Blois, XII secolo) ai giorni nostri, vedi "Los dioses y los cuernos" dello spagnolo Alfonso Sastre (1995) o "Amphitryon". "Tragicomédie en cinq actes" di André Arcellaschi (1996), mentre "Amphitryon" del romanziere messicano Ignacio Padilla è stato composto nel 2000 e poi tradotto in Italia nel 2005 col titolo "Ombre senza nome". In mezzo ci sono le riletture cinque e secentesche di Camòes, di Rotrou e di Molière, nell'ambito di una ininterrotta fortuna che esplode nel XIX e XX secolo. Un capolavoro riconosciuto è "Anfitrione" di von Kleist (1808), testo pressoché drammatico, rispetto a cui risulta lieve ed elegante "Amphitryon 38" di Jean Giraudoux (1929). Rivoluzionaria, la rielaborazione del brasiliano Guilherme Figueiredo: "Um deus dormiu là em casa", Copacabana 1949. Quasi contemporanei i rifacimenti di due commediografi tedesco-orientali: Armin Stolper (nel 1967) e Peter Hacks (nel 1968). "Anfitrido outra vez" del portoghese Augusto Abelaira fu scritto per la televisione nel 1980, mentre "Urna nuvem sohre a cama", opera ancora di un autore portoghese, Norberto Avila, venne rappresentata in teatro a partire dal 1991. Dopo Jean Giraudoux, gli scrittori degli ultimi ottant'anni alterano notevolmente la struttura del mito e toccano anche, oltre la corda comica, tematiche complesse, esistenziali, politiche.
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L'estraneo. Ostilità e ospitalità nel pensiero del Novecento
di Caterina Resta
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 123
Nemico (hostis) e ospite (hospes) provengono dalla stessa radice, il cui significato originario era quello di straniero. Questa figura, dunque, può costantemente oscillare tra ostilità e ospitalità, tra il nemico da rifiutare e combattere o l'estraneo da ricevere e accogliere. Proprio in questa oscillazione, più evidente appare il carattere perturbante dello straniero e di ciò che è estraneo, mostrando come il confronto con l'altro sia sempre la messa in questione di una identità presupposta, che si sente minacciata. A partire dai pensatori più radicali del Novecento: Schmitt, Heidegger, Lévinas, Derrida, Nuncy, i saggi raccolti in questo volume provano a scandagliare non solo l'origine della paura che proviene dall'Estraneo, ma anche a indicare i presupposti teoretici per superarla. Se il rifiuto e l'esclusione dell'altro sono funzionali alla ricerca di una identità pensata come appropriazione di sé e chiusura in sé, secondo una logica difensiva e immunitaria, d'altra parte questo paradigma, sottoposto a un paziente lavoro di decostruzione, mostra tutta la sua fragilità e debolezza, sia ontologica, che etica e politica. Se l'altro è costitutivo per la mia identità, ciò va inteso non nel senso di una logica dell'esclusione e della chiusura nei suoi confronti - le quali generano solo ostilità - ma nel senso dell'apertura e dell'ospitalità verso chi, già da sempre, mi ha reso e mi rivela straniero a me stesso.
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Quando lo spazio si fa tempo. Rappresentazioni di Gerusalemme nella letteratura israeliana. David Shahar e Abraham B. Yehoshua
di Anna Lissa
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 354
Tentare di definire i contorni di una possibile identità israeliana in relazione alla città di Gerusalemme è una delle sfide più stimolanti dei nostri giorni. Il volume affronta questa problematica attraverso la lettura e l'analisi delle opere di due tra i più significativi scrittori israeliani: David Shahar, ancora poco noto al pubblico italiano, e Abraham B. Yehoshua. La questione è messa a fuoco nel solco delle dimensioni del mito e del tempo storico, gli eroi di David Shahar e Abraham B. Yehoshua vivono le proprie avventure a Gerusalemme: nelle loro opere diventa una città catalizzatrice di tempi, o meglio una città in cui lo spazio fisico si fa tempo. Questo fenomeno, in realtà avveniva già nei testi della tradizione ebraica. Evidenziando il profondo legame che intercorre tra le opere dei due scrittori e tutto l'apparato della tradizione ebraica, il presente studio dimostra che esse sarebbero inconcepibili senza tali testi, spesso presenti nell'assenza. Confrontando, inoltre, le due diverse visioni di Gerusalemme, viene discussa la possibilità di un rapporto equilibrato con la città, le cui ricadute sull'attualità e l'equilibrio geo-politico del Medio Oriente non potrebbero che essere positive.
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Tra esistenza e pensiero. Saggio su Jean Wahl
di Riccardo Piaggio
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 97
Al filosofo francese Jean Wahl, che introdusse Hegel in Francia negli anni Trenta e la cui influenza segnò il pensiero di Sartre e Levinas, Riccardo Piaggio dedica un ricco studio, attento non solo agli sviluppi della filosofia di Jean Wahl, ma anche alla vicenda storica di un uomo che subì, in quanto ebreo, l'internamento nel campo di concentramento Drancy. Wahl riuscì poi a fuggire in America dove fondò "l'Ecole libre des hautes etude", per poi ritornare a Parigi e dare vita al "Collège philosophique".
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La parola che nomina gli dei. Saggi sulla poesia e il mito
di Laura Sturma
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 125
Se la natura della poesia è cosa arcana e misteriosa su cui da secoli l'umanità, ammirata, si interroga, Laura Sturma intesse la tela del suo libro per provare a catturarla, fissando la poesia come luogo di incontro tra la parola e la singolarità assoluta di una cosa. Come già la parola mitica, anche la parola poetica non è fatta di nomi comuni, ma di nomi propri con cui ogni volta uniche vengono evocate le cose nella loro singolarità.
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L'origine dei sentimenti morali
di Paul Rée
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 135
"L'origine dei sentimenti morali", pubblicata nel 1877, è qui tradotta per la prima volta in italiano. Ebbe un ruolo fondamentale nel determinare la svolta che si verificò nel pensiero di nietzschiano a partire dal 1878 con la pubblicazione di "Umano, troppo umano". Fu lo stesso Nietszche ad interessarsi affinchè l'opera di Rée fosse pubblicata, raccomandando con una lettera al proprio editore lo scritto del giovane amico.
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Verità nel tempo. Platonismo, cristianesimo e contemporaneità. Studi in onore di Luca Obertello
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 275
Il volume, frutto della collaborazione di studiosi di Università italiane e straniere, intende documentare la persistenza e lo sviluppo all'interno della tradizione filosofica e religiosa occidentale da Platone ai nostri giorni, attraverso il Cristianesimo e la modernità, di alcune verità o - per usare la terminologia di John Henry Newman - di alcuni principi che sono variamente ripresi dalle diverse dottrine filosofiche che si succedono lungo la storia. Così, accanto all'assenso nozionistico che si rivolge alle dottrine e alle argomentazioni, vi è un assenso realistico che si rivolge a ciò che è presente o tale appare, coinvolgendo maggiormente la dimensione affettiva.
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Infedeltà creativa. Imitatio aemulatio
di Maria Elefante
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 127
Il problema centrale delle pagine di critica letteraria qui presentate è il rapporto con i modelli, con i classici. Quando il principio dell'imitazione cede il posto al concetto di emulazione, allora essa è infedele ma creativa. Non è più ripetizione di parole, di concetti, di immagini. Diventa un'energia vivificatrice che si identifica con l'ispirazione. È una specie di "restauratio ab imis" dell'io interiore, una coltivazione di quei valori che costituiscono l'integrità dell'essere uomo da cui cresce il fiore sublime dell'arte.
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Voyeurismo tattile. Un'estetica dei valori tattili e visivi
di Maddalena Mazzocut-Mis
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 208
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Non più, non ancora. K. Tucholsky e la Repubblica di Weimar
di Susanna Böhme-Kuby
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 224
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Mondi possibili. Un'indagine sulla costruzione percettiva dell'oggetto estetico
di Oscar Meo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 192
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Dialettica negativa e logica della parvenza. Saggio su T. W. Adorno
di Angelo Cicatello
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 160
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