Il Nuovo Melangolo: Università
Ethos e poiesis. Vol. 9: Verità, esperienza religiosa e filosofia.
Verità, esperienza religiosa e filosofia
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 268
Secondo prospettive in parte convergenti e in parte divergenti i saggi che compongono il volume gravitano, nell'umana consapev
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L'inflessione dello sguardo
L'ontologia indiretta di Maurice Merleau-Ponty attraverso l'interrogazione sulla natura
di De Carlo Sara
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 184
Questo libro è un tentativo: quello di avvicinare - seppure da parziali angolazioni - l'idea di natura, una delle occorrenze n
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Il circolo e lo specchio. Sul fondamento in Hegel
di Luigi A. Manfreda
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 269
L'intera storia della filosofia potrebbe essere letta come un'interrogazione orientata al fondamento, sin dai suoi esordi in Grecia, in cui i presocratici lo pensano come il Primo, sorgente originaria della totalità dell'essente: "arché", fino alle riflessioni heideggeriane, nella seconda metà del Novecento, sul "principium reddendae ratione". E proprio intorno alla questione del fondamento il pensiero filosofico è sembrato impigliarsi in una fitta rete di aporie che rinviavano alla sua stessa natura, al suo costituirsi come spazio in cui si dà disvelamento del vero, logos che "rende la ragione ultima". Hegel ripensa radicalmente questa tradizione: nella struttura circolare del sistema i suoi nodi, per così dire, vengono al pettine - insieme svolti e rimodulati in una forma talmente potente da costituire, anche per il pensiero contemporaneo, un punto di passaggio ineludibile.
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Filosofia = errore di esistenza
di Ludovico Gasparini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 249
La filosofia, così come l'abbiamo fin qui conosciuta e praticata, è nient'altro che "errore di esistenza": ossessionata dall'idea di prendere la realtà con il pensiero, essa l'ha raddoppiata in nomi e concetti che da quella realtà sono destinati a restare inesorabilmente separati conducendo una vita senza vita, la vita mortifera dei concetti. Esiste un altro modo di fare filosofia e, ancor prima, di essere filosofi? Le annotazioni stese nell'ultimo anno di vita di Gasparini - tra gli inizi del 2007 e i primi mesi del 2008 compongono un insieme di "appunti da se stesso" nel quale egli sperimenta la possibilità espressiva di un pensiero personale e sensibile, capace di essere nient'altro che la vibrazione sonora di un corpo. La curatrice ricostruisce il ricco e articolato percorso di ricerca di un filosofo che si è volutamente tenuto ai margini della comunità accademica e lontano dal "dibattito attuale.
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La conoscenza del vero
Lucrezio, Montaigne, Schopenauer, Leopardi
di Vincieri Paolo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 214
Il saggio di Vincieri analizza, con taglio al contempo storico e teoretico, il rapporto tra conoscenza e verità in alcuni tra
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Lo spirito del ritorno. Studi su concetto e rappresentazione in Hegel
di Eleonora Caramelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 184
Come si può restituire nel linguaggio concettuale il significalo dell'arte e della religione, più in generale della rappresentazione nel suo complesso, senza alcuna perdita di contenuto? I saggi di questo volume, come cinque variazioni sul tema, intendono mostrare che, per non ridurre il legame tra rappresentazione e concetto, se non a una cancellazione operata dal secondo sulla prima, a una irenica quanto insignificante convivenza, occorre fare della rappresentazione ciò in cui il pensiero reperisce la propria genesi e fa esperienza di sé. Anziché interrogarsi sull'eventuale perdita, pertanto, si tenta qui di riformulare la domanda stessa. Concentrandosi sul ruolo dell'arte nella filosofia della religione e della tragedia nella fenomenologia dello spirito, sulla matrice teologica di alcuni termini filosoficamente decisivi e sulle condizioni di una riconciliazione che muove da una riflessione sul rapporto tra Antico e Nuovo Testamento, i capitoli di cui è composto il libro indagano il modo in cui il pensiero, tornando sui propri passi, matura la capacità di mettere capo a una traduzione che produce un plus inedito e dunque un'emancipazione nella stessa misura in cui salvaguarda la reversibilità, revocando tuttavia la semplice ripetizione, tra la lingua di destinazione, quella del concetto, e la lingua di provenienza, quella dell'arte e della religione.
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Politica e tragedia. La filosofia del giovane Nietzsche
di Pierandrea Amato
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 158
Il vortice di tensioni teoriche, estetiche, politiche e culturali che si libera dall'impressionante compattezza degli scritti giovanili di Nietzsche si proietta, secondo l'autore di questo volume, verso un orizzonte di questioni cruciali che guarda ben oltre lo stesso autore de "La nascita della tragedia". Da Socrate a Sloterdjik, esso investe il destino di un'intera cultura filosofica, all'interno della quale il giovane Nietzsche rappresenta al tempo stesso l'artefice e la vittima stupefacente di un universo che, trasfigurando le proprie coordinate tradizionali, sperimenta, anche e soprattutto attraverso la sua opera, l'invenzione di nuove configurazioni estetiche e culturali in grado di fare i conti con la dispersione del senso che caratterizza l'età moderna. Nella filosofia dionisiaca del giovane Nietzsche, infatti, si coagulano ipotesi concettuali che daranno i loro frutti più maturi solo nel Novecento, lungo direttrici identificabili nei nomi contrapposti di Heidegger e Deleuze e riassumibili nella prefigurazione di un'ontologia dell'evento da cui si sprigiona un'istanza politica radicale e una critica senza quartiere a qualsiasi declinazione della logica del fondamento. Attraverso una densa analisi dei nodi fondamentali della filosofia del giovane Nietzsche - dal dionisiaco come nome dell'urgenza di rappresentare, senza tradirla, l'irrappresentabile lacerazione dell'umano nella modernità, alla critica delle categorie tradizionali del sapere storico e delle sue implicazioni politiche.
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Nietzsche nella rivoluzione conservatrice
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 316
La Rivoluzione conservatrice costituisce uno snodo significativo della storia tedesca ed europea del primo Novecento
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Oggettività dell'impolitico. Riflessioni negative a partire da Walter Benjamin
di Antonio Carulli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
A parlare qui è una figura singolare, opposta allo studioso, il saggista: egli fa risalire l'improduttività della proposta politica di Benjamin nientemeno che al suo discorso sopra Kant e l'Idealismo tedesco; la stessa nozione di messianismo dalla correzione del concetto di esperienza avrebbe scontato la propria "inutilità". Impolitico è allora la prassi storico-vitale "inficiata" dalla teoresi. Chi tratta di Benjamin tratta di quello come pure quegli trattò l'imponente lascito di temi e problemi della tradizione (non da ultimo, quello cartesiano): come un "pretesto", fuori da ogni continuità storica. L'idea di Mann secondo cui lo spirito "non è" politica per l'essere impolitico per eccellenza, il tedesco, è tornata a visitarci sotto un'altra forma. Entro questa, il dire a tratti "sapienziale" del saggista decide di darne qualche esempio. Dopodiché si "finge" uno studio.
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Studi sull'interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo
di Isabella Adinolfi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 95
Come può essere reintrodotto il cristianesimo in un mondo che, pur presumendo di essere cristiano, è ormai profondamente scristianizzato? Come possono gli spirituali valori cristiani, in contrasto con l'uomo naturale, trovare accoglienza nella materialistica società moderna? La risposta di Kierkegaard è netta e radicale: non si deve mercanteggiare né ribassare per rendere accetto o attuale il messaggio di Cristo, che ha senso soltanto nella sua purezza e integrità. Le categorie del paradosso, dello scandalo, della contemporaneità e della sequela elaborate dal filosolo danese mirano con precisione a questo obiettivo. Nel suo essere rilettura interiore della tradizione e insieme ripensamento intorno a ciò che più radicalmente fa di ciascun uomo un singolo, l'interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo tuttavia non solo propone, come scrisse Hannah Arendt, l'unico modo in cui sia possibile un'odierna autentica esistenza religiosa, ma pone anche problemi ineludibili per chiunque voglia essere uomo.
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Il gesto, la parola, il rito. Il teatro di Mario Luzi
di Laura Piazza
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 173
Le opere drammaturgiche di Luzi nascono dall'essenza dialogica che in maniera sempre meno velata caratterizza la sua poesia. In particolar modo attraverso l'analisi dei tre capolavori "Libro di Ipazia", "Rosales" e "Hystrio", si esamina la meditazione luziana sul tragico. Ci si sofferma inoltre, con l'ausilio di documenti inediti, sul rapporto di fertile scambio tra la produzione teatrale del poeta e le teorie pedagogiche e drammaturgico-spettacolari di Orazio Costa. Contro la minaccia di 'abumanizzazione' della nostra epoca (e a partire dagli anni in cui ha esercitato il proprio dominio un'avanguardia guidata dallWzb per la parola) Luzi ha esercitato la sua missione di scriba e affermato la sua visione del teatro come rito, come arricchimento di conoscenza e di coscienza individuale e collettiva per gli interpreti e gli spettatori. Prefazione di Federico Tiezzi.
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Machiavelli
Il divenire e la virtù
di Vincieri Paolo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 200
Attraverso l'esame del ruolo che Machiavelli attribuisce alla politica, il libro si propone di mostrare la validità del suo as
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