Ist. Veneto di Scienze: Memorie.Classe scienze morali,lett.,arti
«La più gelosa delle pubbliche regalie». I «beni communali» della Repubblica veneta tra dominio della signoria e diritti delle comunità (secoli XV-XVIII)
di Stefano Barbacetto
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 368
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«Parleremo allora di cose, dei persone, di libri...» Lettere di Melchiorre Cesarotti a Francesco Rizzo Pataro
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 149
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L'invention du mythe aristocratique. L'image de soi du patriciat vénitien au temps de la Sérénissime
di Dorit Raines
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 1085
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Per un repertorio dei temi e delle convenzioni del poema epico e cavalleresco: 1520-1580
di Gianfranco Bettin
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 1680
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La Ca'di Dio di Padova nel Quattrocento. Riforma e governo di un ospedale per l'infanzia abbandonata
di Francesco Bianchi
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 265
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Galeno e le fallacie linguistiche. Il «De captionibus in dictione»
di Annamaria Schiaparelli
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 167
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Ordinamenti, provvisioni e riformagioni del comune di Firenze volgarizzati da Andrea Lancia (1355-1357)
di Luca Azzetta
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 310
L'attività di Andrea Lancia, notaio fiorentino noto soprattutto per i volgarizzamenti dai classici latini che gli sono stati attribuiti, trova il suo compimento nella partecipazione alla vita politica del Comune di Firenze che lo vide a lungo protagonista durante il secolo XIV. Il culmine della sua attività all'interno dell'istituto comunale è rappresentato dal volgarizzamento di alcune provvisioni del Comune di Firenze che il Lancia ebbe a compiere negli anni 1356-1357 e di cui, riconosciuto il manoscritto autografo, è in questo volume offerto il testo critico. L'edizione è accompagnata da un'analisi linguistica e un glossario. L'autore è dottore in ricerca in Italianistica presso l'Università Cattolica di Milano.
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Mill'altre maraviglie ristrette in angustissimo spacio. Un repertorio dell'arte fiamminga e olandese a Verona tra Cinque e Seicento
di Francesca Rossi
editore: Ist. Veneto di Scienze
pagine: 260
Tra le città italiane Verona è conosciuta come uno dei centri di collezionismo d'arte tra i più vitali dei secoli scorsi. Tra i tanti aspetti del fenomeno che hanno interessato gli studi negli ultimi decenni, mancava una ricerca dedicata alla cultura fiamminga e olandese, ambito che ha suscitato grandissimo interesse tra i collezionisti veronesi del passato. Il volume vuole essere un repertorio di opere d'arte documentate a Verona tra Cinque e Seicento, nella letteratura artistica come nelle fonti inventariali d'archivio. Ma contiene anche una riflessione su come la circolazione di queste testimonianze figurative abbia inciso sulla cultura e sulla produzione degli artisti veronesi.
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