La scuola di Pitagora: Biblioteca Di Studi Umanistici
Non «servono» i greci e i romani
di Luigi Alfinito
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 64
Scritto con la passione di chi li ha insegnati per quarant'anni e con l'amarezza di chi ha concluso che il latino e il greco n
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Il cinema delle stanze vuote
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 89
Questo volume fonda le proprie trame sulla "malinconia" e dentro lo sguardo che taluni capolavori della cinematografia mondial
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Emil Cioran. Odissea della lucidità
di Fabio Ciaralli
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 167
Emil Cioran, «antidoto contro le stregonerie e contro le intossicazioni del secolo» (Ceronetti), ha anticipato i problemi del
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La religione dopo la critica alla religione. Un dibattito filosofico
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 275
La critica alla religione, espressa dai cosiddetti "maestri del sospetto" (Marx, Nietzsche, Freud), ha contribuito - come una
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Tra parola e silenzio. Landolfi, Perec, Beckett
di Matteo Moca
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 79
È possibile che un'opera d'arte, sia essa un romanzo, un racconto o una pièce teatrale, parli al lettore attraverso il silenzi
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John Rawls nel dibattito filosofico contemporaneo
di Angela M. Recupero
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 93
John Rawls ha innescato uno dei dibattiti filosofici più accesi dell'età contemporanea, rivendicando la necessità del dovere delle istituzioni di elargire delle risorse, di là dal merito o dal talento, ai soggetti svantaggiati. Certamente con la sua teoria egli ha colmato quel vuoto dovuto all'inaridimento del concetto di distribuzione, basato sul mero calcolo aritmetico. Il concetto di eguaglianza ha conosciuto così un'inedita rivisitazione che si interroga ampiamente sui doveri delle istituzioni al fine di garantire, e di non violare, i diritti umani. La teoria del filosofo americano, tanto fortunata nella divulgazione, evolve tuttavia da una fase più propriamente caratterizzata dalla visione socialdemocratica ad una più matura, meno apprezzata, nella quale l'autore approda ad una parziale revisione di essa, convergendo verso una visione più schiettamente liberale.
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Orazio lirico. Con antologia delle Odi
di Enrico Flores
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 228
La lirica oraziana si ispira alla lirica greca arcaica di Saffo, Alceo, Anacreonte ed altri poeti melici. Orazio ammette sicuramente l'influsso dei poeti eolici sulla propria ispirazione, ed essi sono il suo riferimento costante nei primi tre libri delle Odi. La lirica monodica greca (ad una sola voce) era per definizione accompagnata dalla musica degli strumenti a corda e, con tutta probabilità, lo era anche molta poesia oraziana. In verità il rapporto della lirica di Orazio con la musica è ancora oggi oggetto di discussione tra i critici, italiani e tedeschi soprattutto, molti dei quali non tengono nella giusta considerazione talune dichiarazioni del poeta che, in modo piuttosto esplicito, alludono alla "musicalità" delle sue composizioni.
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De optimo genere degende vite. Testo latino a fronte
di Girolamo Aliotti
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 448
Girolamo Aliotti, figura rappresentativa delle inquietudini che, all'alba del mondo moderno, attraversarono il monachesimo tradizionale, volle intervenire, col dialogo De optimo genere degende vite, nel dibattito sul miglior genere di vita che, tra '300 e '500, costituì uno dei più rilevanti nodi problematici attorno a cui gli umanisti si diedero convegno. Il messaggio che l'autore aretino consegna alle pagine del suo dialogo è un invito al buon senso e alla misura: egli propugna, infatti, da un lato, l'astratta superiorità della vita del chiostro, ma lascia intendere, dall'altro, che essa non costituisce la via privilegiata per la salvezza e esorta gli uomini a non far torto alla propria natura e a seguire le proprie reali inclinazioni, condicio sine qua non, questa, di un'esistenza vissuta con consapevolezza e genuinità, al riparo dalla perniciosa colpa dell'ipocrita simulazione.
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Non-violenza e guerra fredda. Gli equivoci di Aldo Capitini
di Trotta Aldo
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 400
Pacifismo, antimilitarismo e non-violenza
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«Tutto è soltanto simbolo». Capitale simbolico e sociologia implicita nel romanzo «I Buddenbrook»
di Bontempelli P. Carlo
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 174
Nella sua attenta ricostruzione del microcosmo borghese di Lubecca nel XIX secolo, I Buddenbrook di Thomas Mann si presta come
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Governo e capitale. Foucault, Deleuze-Guattari
di Autieri Mario
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 204
Nella prima parte si mostra, attraverso Foucault, che il potere è un certo tipo di relazioni che si vengono a determinare tra
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«Una storia etnica?» Capitale culturale e performance etnica nella letteratura degli Stati Uniti
di Bavaro Vincenzo
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 264
Prendendo le mosse dall'idea di "capitale culturale" descritta da Pierre Bourdieu, e adottando metodologie e approcci sviluppa
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