La vita felice: Sguardi
collana di poesia italiana e straniera e di saggistica letteraria diretta da Gabriela Fantato.
Vita quasi vera di Giancarlo Majorino
editore: La vita felice
pagine: 165
"È un'impresa diabolica camminare a ritroso, via via tentando di restituire, scrivendone, ricordi in ombra e luce, cioè miscele di presente e passato, una folla di eventi accaduti, di vicende immerse, di enigmatici versi e righe e disegni pubblicati o tuttora inediti... Un tutto e frammenti scissi di un poeta ottantaseienne, lasciando oscillare strati di sé, traducendo, quando e se possibile, ambigue lontananze nella prossimità di quasi duecento stampati. Una problematica avventura, che ha potuto trasformarsi in libro tramite un'agguerrita compagna 'traduttrice', trentenne o poco più, Laura Di Corcia, giornalista e poeta, dedicante all'impresa mesi numerosi (e con noi, naturalmente, nella fase di versione ultima, Enrica, consorte da sessantatré anni, prodiga di consigli e aggiustamenti)." (G. Majorino)
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L'angolo ospitale
di Ritrovato Salvatore
editore: La vita felice
pagine: 128
Il titolo del nuovo libro di Salvatore Ritrovato, che ha al suo attivo molte pubblicazioni, a prima vista pare alludere a una
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Silenzi a memoria
di Maurizio Gramegna
editore: La vita felice
pagine: 88
"Un bambino cammina accanto a un vecchio la cui pelle sa di durezza, di terra e di fatica. Mano nella mano, il passo breve, come sono i passi di un bambino. Non chiede: 'Cosa puoi chiedere a una quercia / se non di poterla guardare?'. Siamo all'inizio, 'quando i giorni hanno misura di cortile', e il cortile è il solo luogo conosciuto, la mappa, minima, per non perdersi e imparare a sopravvivere. Si potrebbe parlare così di queste poesie, raccontandole come quadri della nostra infanzia, di tutto il tempo che ci ha preceduti. Il racconto vuole un perimetro abitato fatto di persone, oggetti; nomi, soprattutto. È l'epoca aurorale della formazione e della crescita, delle necessarie cadute sbucciandosi le ginocchia e delle domande senza risposta. Le parole, insomma, a volte devono farsi concretezza di segni, 'appese come uccelli ai fili della luce.'" (dalla prefazione di Sebastiano Aglieco)
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Autobiografia involontaria
di Pietro Salmoiraghi
editore: La vita felice
pagine: 90
"Il libro di Pietro Salmoraghi può incuriosire o infastidire; coinvolgere o lasciare freddo il lettore, ma di certo non lascia indifferenti, poiché da subito chiede di "prendere posizione" di fronte a ciò che si legge. Libro che disorienta e stupisce; fa pensare e chiede ascolto con tono tenace e ostinato, con modi martellanti e forme acuminate. Un libro che ci chiama in causa, direi, battendo e ribattendo su alcuni punti chiave di un discorso interno che punta su alcuni precisi snodi di pensiero, che continuamente tornano nel libro, nel pur variato tono testuale. Quali snodi? Eccone alcuni: il lento andare del tempo, che non solo corrode tutto mettendoci di fronte alla debolezza del corpo, alla vecchiaia e alla morte (tema ricorrente nel volume), così come al dover "fare i conti" con ciò che si è fatto e, di contro, con le occasioni perdute. Ma anche il tempo visto come "forza" che smonta via via ogni presunzione e ogni accanimento di chi crede di sapere la verità definitiva su tutto. Il tempo anche come memoria, che però non salva la vita che sempre ci scappa di mano e si fa polvere." (dalla prefazione di Gabriella Fantano)
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Attraverso la tela
di Marco Bellini
editore: La vita felice
pagine: 43
"Marco Bellini dà vita in questo libro a un vero "corpo a corpo" con la parola, realizzando una bella raccolta unitaria e di respiro poematico, dove tenta, sempre in una profonda compostezza di stile, in un tono pacato e con un lessico misurato, ma anche sempre carnale e preciso, un'operazione poetica coraggiosa: tenere in vita il passato (l'infanzia) con le parole, ma anche e soprattutto, tenere in vita... la vita stessa." (Dalla prefazione di Gabriela Fantato; postfazione di Piero Marelli)
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Luoghi del silenzio
di Pancrazio Luisi
editore: La vita felice
pagine: 75
"È uno sguardo attento, sobrio e persino pudico quello di Pancrazio Luisi, la cui parola non slitta mai nel sentimentale, né nella retorica, riuscendo però al contempo a ergersi al di sopra di una mera descrizione del reale per tentare (e spesso riuscire) ad afferrare in parole il senso intimo, il telos che agita il mondo e muove, anche se in modo quasi del tutto impercettibile, le cose dal di dentro, mostrandosi tra le scene della vita vissuta o nelle azioni di tutti i giorni, anche nei gesti, nelle pieghe del corpo malato, in una casa fatta di stanze silenziose, estranee." (Dalla prefazione di Gabriela Fantato)
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Il diritto di essere opachi
di Marco Ercolani
editore: La vita felice
pagine: 88
"La capacità di empatia con il vissuto e di adesione alla tensione intrinseca al linguaggio che è propria di questo autore ci accompagna anche in questo libro di poesia: viaggio sapienziale ed esistenziale, un cammino poetico nel buio degli anni, per cercare là dove l'oscurità è più fitta e tentare di intravedere un bagliore di luce, una direzione di senso ancora possibile. Questa poesia di Ercolani ci offire una scrittura che è insieme visionaria e concreta, simbolica e carnale, per cui seguiamo l'autore in quello che appare un viaggio che è sogno-incubo, ma a tratti anche viaggio reale, dove il mondo è colto per frammenti, in dettagli minimi o solo in un'eco. Ne II diritto di essere opachi la poesia, infatti, si fa ricerca per terre e mari di senso e parola, disegnando immagini e offrendoci riflessioni di tono aforismatico, conducendoci via via alla scoperta che "la terra è vuota"." (dalla prefazione di Gabriella Fantato)
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Salva la notte
di Luisa Pianzola
editore: La vita felice
pagine: 100
Libro scabro e tagliente questo di Luisa Pianzola, che ha scelto un linguaggio scarnificato, ridotto all'osso, acuminato e insieme sedimentato, tanto che in questi versi la lingua, talvolta, si fa prossima all'afasia, senza mai però che ci sia un reale lasciarsi andare al fascino del silenzio, senza assecondare l'impossibilità del dire. Il lessico in "Salva la notte" è frutto di un attento lavorìo della poetessa che ha tolto ogni dimensione lirica e sentimentale dal suo linguaggio, così come ogni ombra di retorica, scavando dentro al parlare quotidiano per dar forma a una lingua capace di testimoniare la condizione di deprivazione e abulia, di insignificanza e vuoto in cui viviamo. (Dalla prefazione di Gabriella Fantato; postfazione di Mario Santagostini)
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Con la tua voce
Incontri con dieci grandi poetesse del Novecento
di Gabriela (a cura di) Fantato
editore: La vita felice
pagine: 176
Se la poesia è «pratica erotica del mondo », come annotava María Zambrano, e la parola poetica nasce «dall'ustione» del mondo, la scrittura critica è narrazione di due esistenze...
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Verbali. Ideali cartelle cliniche
di Quito Chiantia
editore: La vita felice
pagine: 57
"Si può dar voce a una bocca spalancata e muta? Si può dire cosa c'è dentro, e oltre un gesto? Si può nominare il silenzio? Quito Chiantia tenta di farlo nei suoi "Verbali" ed espone sulla pagina, facendoli stridere tra loro, tre diversi livelli linguistici: uno clinico, uno pratico-descrittivo e uno poetico. Tre lingue si fronteggiano in questo libro: tre lingue che scavano dentro il silenzio." (dalla prefazione di Gabriela Fantato)
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Radici delle isole. I libri in forma di racconto
di Sebastiano Aglieco
editore: La vita felice
pagine: 204
In questo libro non si discute alcuna teoria. Si indica, piuttosto, un compito: il racconto dei libri, degli incontri che li hanno preceduti e accompagnati, come ci cercano e ci accompagnano le presenze nel corso dei nostri anni. A volte questi incontri finiscono dietro l'angolo di una strada, si esauriscono nello sguardo quando intuiamo una cattiveria, una furbizia non necessaria. Altre volte proseguono. Questo libro è un diario dei libri. In un racconto che spesso è prosa inventata, cercata. Non solo per le parole, ma anche per i gesti che le preparano. Che chiedono una descrizione. Ma è anche racconto delle parole che ancora attendono di diventare libri.
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Del sognato
di Raffaele Piazza
editore: La vita felice
pagine: 65
"La sensazione che si riceve sin dalle prime pagine di questo nuovo libro di Raffaele Piazza è di avere a che fare con un poeta che, per vita e cultura, ha le sue radici nel Mediterraneo - non dimentichiamo che Piazza è di Napoli - e infatti nei versi si incontrano spesso il mare, il cielo e persino spiagge e scogli... Eppure in questi versi di Piazza c'è anche un altro mondo: quello dei messaggi al cellulare, delle comunicazioni e-mail e di un muoversi (sovente senza spiegazione e senza direzione) nel bagliore azzurrino della rete Internet. Un modo di silenzi e vuoto, dove incontriamo anche per le strade profili di ragazze che vanno al lavoro, volti di ucraine (o moldave o romene) venute in Italia a lavorare nelle nostre case. La poesia di questo autore, dunque, si alimenta di una sorta di doppia radice e di doppio sguardo: parola tesa tra dimensione locale (il mare e la costa campana) e dimensione mondiale di una globalizzazione dove emergono sia le comunicazioni planetarie via cavo, sia i flussi di migrazioni e lavoro da ovunque verso ovunque..." (dalla prefazione di Gabriela Fantato)
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