Laterza: Grandi opere. Storia dell'impresa
Luce, calore, energia. 180 anni di Italgas
editore: Laterza
pagine: 162
Fondata a Torino nel 1837 da un gruppo di tecnici e finanzieri piemontesi e lionesi, Italgas è stata, dopo l'Unità nazionale,
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Arti grafiche Boccia. Un'impresa italiana all'avanguardia
di Valerio Castronovo
editore: Laterza
pagine: 93
Sorta agli inizi degli anni Sessanta a Salerno per iniziativa di un artigiano che aveva imparato il mestiere in un orfanotrofio, la Arti Grafiche Boccia si è man mano trasformata da piccola tipografia in impresa di spicco nell'ambito dell'industria grafica italiana. All'ascesa di quest'azienda hanno contribuito la vigorosa passione e la severa etica del lavoro del suo fondatore; poi, nel corso degli ultimi vent'anni, l'opera sagace dei suoi due figli, con l'adozione di modernissime tecnologie e la crescente presenza commerciale nei circuiti di mercato esteri. Ciò che caratterizza la Arti Grafiche Boccia, divenuta società per azioni ma rimasta di impianto famigliare, e ne costituisce il tratto distintivo e l'elemento di forza, è la combinazione fra una robusta capacità progettuale e un tradizionale spirito di squadra delle sue maestranze.
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Storia di una banca
La Banca Nazionale del Lavoro nell'economia italiana 1913-2013
di Castronovo Valerio
editore: Laterza
pagine: 585
Nata durante il corso riformista del governo Giolitti come banca delle cooperative e trasformata successivamente in banca di S
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I cinquant'anni di Enel
editore: Laterza
pagine: 244
L'istituzione nel 1962 dell'Enel, a conclusione di un acceso dibattito politico e in coincidenza con la formazione del primo g
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Le Poste in Italia
editore: Laterza
pagine: 296
Nei primi anni Novanta l'Amministrazione delle Poste e Telegrafi diventa Ente Poste Italiane e viene svincolata dalla gestione del Ministero. Un gigante da quasi 250.000 addetti, con un bilancio annuale in netta perdita per miliardi di lire, affronta così l'ultima e più radicale svolta del suo percorso: la privatizzazione e la trasformazione di un'azienda statale inefficiente e burocratizzata in società per azioni. Il risanamento e l'adesione ai criteri di mercato imposti dall'Unione Europea, promossi dalla nuova gestione "privatistica", incontrano numerose opposizioni, sia interne che esterne all'azienda, e decisivo è l'aspro confronto in corso all'interno delle organizzazioni sindacali. Nel 1998 Poste Italiane diventa finalmente una società per azioni e la storia, per ora, registra un lieto fine: una cura energica fondata sulla crescita e lo sviluppo dei servizi di bancoposta consente, nel 2001, il raggiungimento del pareggio. Lo sviluppo razionale e aggressivo delle risorse proietta oggi Poste Italiane spa verso ampi margini di profitto e un netto miglioramento delle prestazioni.
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Le Poste in Italia
editore: Laterza
pagine: 316
La guerra aveva fatto registrare indubbi successi nell'organizzazione della posta militare; ma, alla fine delle ostilità, s'erano riaffacciate varie disfunzioni che riguardavano l'ordinamento del personale, la produttività e il regime tariffario. Dopo un lungo dibattito, le riforme indotte dal governo fascista apportarono alcuni cambiamenti radicali al servizio postale e cominciò a prendere forma il sistema delle telecomunicazioni, grazie soprattutto alle applicazioni della radiotelegrafia e alla realizzazione di numerosi nuovi cavi telegrafici sottomarini. Lo sviluppo della posta aerea contribuì a sua volta ad ampliare e sveltire i trasporti postali. Inoltre, l'inclusione dal 1924 delle Poste nel nuovo Ministero delle Comunicazioni valse a riportare il servizio in attivo e a incentivare la distribuzione periferica, la dotazione finanziaria, la costruzione di nuovi palazzi postali e la diffusione del servizio nelle colonie.
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Storia dell'Ansaldo
editore: Laterza
pagine: 356
1903-1914: è questo il periodo in cui l'Ansaldo conosce notevole sviluppo sulla base di una struttura aziendale integrata e di una produzione che va dalla siderurgia alle costruzioni navali, dalla grossa meccanica agli armamenti. Su questo sfondo e nell'ambito di un'impresa che annovera una schiera di operai e tecnici qualificati, emergono le figure dei fratelli Perrone, titolari pure del principale quotidiano genovese "Il Secolo XIX", la cui attività si estende dall'industria alla finanza con crescenti risvolti di natura politica.
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