Libri di A. Rényi
L'attore e la supermarionetta. Testo inglese a fronte
di Edward Gordon Craig
editore: La Vita Felice
pagine: 140
Questo fondamentale saggio di teoria del teatro, sulla scia dell'altro saggio centrale Sul teatro di marionette del tedesco He
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I luoghi della morte vivente. Kafka, de Chirico e gli altri
di László F. Földényi
editore: La Vita Felice
pagine: 116
"Cosa collega la prospettiva geometrica, le utopie architettoniche dal Rinascimento all'Illuminismo, le atmosfere rarefatte de
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Anna Édes
di Dezsó Kosztolányi
editore: Anfora
pagine: 272
Nel tumultuoso periodo del primo dopoguerra ungherese, tra rivoluzioni e controrivoluzioni, in un tranquillo quartiere di Buda
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I ragazzi di via Pál
di Ferenc Molnár
editore: Salani
«Rileggendo il romanzo di Molnàr mi sono convinto che possa ancora parlare al cuore e alla mente di un ragazzo (e perché no, d
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Tranquillità
di Attila Bartis
editore: Atmosphere libri
pagine: 252
Budapest, prima metà degli anni Novanta: uno scrittore sui trent'anni sta organizzando il funerale di sua madre, ex attrice, u
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Viaggio intorno al mio cranio
di Frigyes Karinthy
editore: Rizzoli
pagine: 262
Il fragore assordante di un treno di passaggio sorprende Frigyes Karinthy mentre, seduto al suo tavolo preferito in un elegant
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Dostoevskij legge Hegel in Siberia e scoppia a piangere
di László Földényi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 59
È possibile che Dostoevskij, durante gli anni di prigionia in Siberia, avesse letto le lezioni di filosofia della storia di Hegel? L'autore di questo breve saggio, propone questa suggestiva ipotesi, sostenendo che il grande romanziere russo, recluso in un villaggio siberiano circondato dalla desolazione, si ispirò proprio alla concezione storica di Hegel per creare il suo tragico mondo letterario dominato dall'incessante lotta tra bene e male, profetizzando le miserie dell'attuale società contemporanea.
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Fiamme
di György Dragomán
editore: Einaudi
pagine: 376
Emma ha tredici anni e a quell'età il mondo sembra destinato a rimanere immutabile
Fuori catalogo
Febbre all'alba
di Péter Gárdos
editore: Bompiani
pagine: 223
Nel luglio del 1945 un sopravvissuto della Seconda guerra mondiale raggiunge un campo profughi in Svezia. Ridotto pelle e ossa, ormai allo stremo dopo gli anni del conflitto, e nonostante i medici gli dicano che ha pochi mesi di vita Niklós, questo il suo nome, non si arrende. Sceglie di vivere. Compila una lista di 117 giovani donne, ungheresi come lui, che hanno trovato asilo in un altro campo profughi svedese e invia a ognuno di loro lettere elegantemente scritte a mano. Di una cosa è certo: una di loro diventerà sua moglie. Ispirato dalle incredibili, divertenti lettere del padre dell'autore, "Febbre all'alba" è una storia sulla speranza e sulla sorprendente forza che ogni uomo, anche nei momenti più bui, sa trarre dal desiderio di vivere e amare.
Fuori catalogo
Il vecchio farabutto
di Kálmán Mikszáth
editore: Nottetempo
pagine: 200
Nel castello del barone Inokay vive la bella Maria, sua figlia. Oltre le mura vive il vecchio factotum del barone, un furbacchione, con il nipote Laci, burrascoso come un brigante. Maria e Laci si incontrano bambini e a lui che le chiede un bacio che sia per sempre, il barone promette subito e per certo uno schiaffo. Il vecchio manda Laci a bottega da un fabbro, il barone, che è uno spendaccione, chiude Maria in collegio. Il vecchio, sotto il nero delle unghie, tiene la polvere delle vite di tutti. Tra cani rognosi, una fortuna persa e ritrovata, un vecchio che tutti credono un miserabile e una guerra, si rincorrono le peripezie amorose di Laci e Maria che, nonostante i tranelli del tempo, non smettono mai di cercarsi, e agisce avaro e incredibile il vecchio, sempre incompreso. Una storia di ironia, d'amore e di incastri che, scritta cento anni fa da un grande autore magiaro, ci seduce con la sua freschezza.
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Minotauro
di Péter Nádas
editore: Zandonai
pagine: 221
Suscitano una sottile inquietudine questi labirintici racconti di Péter Nádas, perché scavano nel profondo delle nostre paure. Soprattutto quella che dovremmo avere di noi stessi, incapaci come siamo di conoscere e rispettare i nostri limiti, e sempre in procinto di cader vittime di un elemento mostruoso che può culminare in follia distruttiva. Nádas esplora con rara penetrazione psicologica quel fragile spazio interiore nel quale conformismo e repressione sociale possono facilmente incidere solchi di violenza e abuso. Lo sperimentano soprattutto i suoi giovani protagonisti, costretti a confrontarsi con l'enigmaticità delle azioni degli adulti, e con una delle tentazioni più radicate nell'animo umano: esercitare voracemente il potere assecondando il minotauro che è in noi.
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