Libri di A. Sciacovelli
Liquidazione
di Imre Kertész
editore: Feltrinelli
pagine: 115
Autore di genio, scrittore e traduttore, B. si uccide improvvisamente. Keserü, il suo editore e amico, si sente obbligato a compiere una ricerca volta da un lato a scoprire i motivi del suicidio e dall'altro a trovare l'ultimo romanzo di B., all'interno del quale è convinto di trovare spiegazione non solo del gesto dell'amico ma, più radicalmente, dell'esistenza e del senso del dolore. Giocato su diversi registri narrativi (lettere, testi teatrali, racconti), metafora di una realtà instabile e sempre in movimento, il romanzo del premio Nobel ungherese racconta la frammentazione e la perdita dei punti di riferimento, lo smantellamento di un mondo, la "liquidazione" di una casa editrice, del regime comunista, della vita di un uomo.
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Ditelo a Sofia
di Magda Szabò
editore: Salani
pagine: 393
Budapest, estate 1957. Sofia ha undici anni e non riesce a capire il difficile mondo dei grandi intorno a lei. Timida e impacciata, studentessa mediocre e delusione continua per sua madre, Sofia aveva un buon rapporto solo con il padre, giovane medico stroncato da un infarto. "Ditelo a Sofia" sono le sue ultime parole, che diventano per la ragazzina un'ossessione. "Ditelo a Sofia"; ma cosa? Il desiderio spasmodico di conoscere l'ultimo messaggio del padre la spinge sulle tracce dell'unico testimone che era in ambulatorio in quel momento, il terribile signor Pongráz, l'anziano usciere della sua scuola. L'uomo nasconde, dietro la rabbia, un doloroso segreto, Sofia vede gli errori degli adulti, ma non giudica e cerca qualcuno che le voglia bene per quello che è. Insieme, l'anziano scontroso e la bambina troppo sensibile, cercheranno risposta alla loro silenziosa domanda d'amore.
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Girasole
di Gyula Krúdy
editore: Rizzoli
pagine: 280
Aristocratici in rovina, zingari, giocatori, mogli in preda alla follia
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Fiasco
di Imre Kertész
editore: Feltrinelli
pagine: 283
Dato alle stampe alle soglie dei grandi mutamenti del 1989, "Fiasco" è imbevuto di uno dei più grandi timori dell'uomo dell'est europeo: il fallimento della libertà, che si presenta, dall'altra parte del muro, come il fallimento della ricerca della felicità. Un fallimento, un fiasco, in cui si riconosce anche lo scrittore. Imre Kertész, nato a Budapest nel 1929, deportato ad Auschwitz e liberato a Buchenwald nel 1945, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2002. Kertész impiegò circa dieci anni a scriere "Essere senza destino" (pubblicato in Ungheria nel 1975 e ignorato fino alla fine degli anni Ottanta), il primo capitolo dell'ideale trilogia che prosegue con "Fiasco" (1988) e "Kaddish per un bambino non nato" (1989).
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Lo spettatore. Annotazioni 1991-2001
di Imre Kertész
editore: Bompiani
pagine: 240
I diari di Imre Kertész racchiudono mezzo secolo di una vita straordinaria e offrono un intimo resoconto dell'evoluzione del p
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Harmonia caelestis
di Péter Esterházy
editore: Feltrinelli
pagine: 712
L'autore è il discendente dei principi Esterházy d'Ungheria, famiglia di aristocratici vicini a imperatori e re. Quando, nel 1949, il partito comunista impose un regime stalinista, la famiglia di Péter decise di restare piuttosto che di andare in esilio. In questo libro lo scrittore, accanito sperimentatore, racconta con una narrazione non lineare la storia della famiglia dal 1500 in poi dando vita a una lunga carrellata storica, in cui ogni antenato maschio viene chiamato "mio padre" con un effetto di straniamento evidente.
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