Libri di Albert Camus
Caro signor Germain
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 128
Un libro pulsante di emozioni, uno straordinario omaggio a tutti i maestri e professori che svolgono il loro lavoro con passio
Ordinabile
La morte felice
di Albert Camus
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 170
Composto da Albert Camus prima de "Lo straniero" e lasciato intenzionalmente inedito, "La morte felice" è già opera autonoma, sguardo lucido e solidissimo sull'umano nelle sue manifestazioni più estreme. Un romanzo che un altro grande scrittore francese contemporaneo di Camus, Andre Gide, considerava la crisalide nella quale si formava la larva delle sue opere successive. Un romanzo che è dunque al contempo narrazione e progetto di narrazioni.
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Metafisica cristiana e neoplatonismo
di Albert Camus
editore: Diabasis
pagine: 208
Premio Nobel per la letteratura nel 1957, autore di classici come "Lo straniero" e "La peste", contemporaneo di Sartre, Camus ha sempre negato che la sua fosse "opera di filosofia", asserendo d'aver scritto, oltre ai romanzi e ai drammi, soltanto alcuni "livres d'idées". Eppure ottenne il diploma di studi superiori di filosofia nel 1936 con questa tesi su "Metafisica cristiana e neoplatonismo". Una tesi in cui lo scrittore francese individua nel tema della incarnazione, l'irriducibile originalità del Cristianesimo rispetto alla filosofia greca e al neoplatonismo, attraverso una rilettura di Agostino considerato campione del dialogo fra Fede e Ragione.
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Il mito di Sisifo
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 171
Questo libro, pubblicato nei 1942, quando Camus non aveva ancora trent'anni, intende ripensare "la filosofia dell'assurdo" e si inserisce in una precisa tradizione che, da Kafka a Gide, da Kierkegaard a Nietzsche, offre una altissima testimonianza della crisi spirituale che caratterizza il Novecento. "Il mito di Sisifo" si configura come un'opera insieme di confessione e di riflessione filosofico-letteraria di un uomo che esce dalla giovinezza e prova a cimentarsi con il pensiero del suo tempo e, incrociando il ferro coi padri dell'esistenzialismo, mira a conquistarsi un pensiero originale. L' "assurdo" è una presa di coscienza preliminare a ogni regola di vita, ma segna solo un momento di passaggio. Il ragionamento rigoroso, unito a una fondamentale esigenza chiarificatrice, dimostra che anche la desolante dottrina dell'esistenzialismo, allora dominante, contiene qualche accenno di speranza. Prefazione di Corrado Rosso. Cronologia di Annalisa Ponti
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La peste
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 352
Orano è colpita da un'epidemia inesorabile e tremenda
Fuori catalogo
Lo straniero
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 128
Pubblicato nel 1942, Lo straniero è un classico della letteratura contemporanea e secondo "Le Monde" è il primo dei cento libr
Fuori catalogo
I demoni
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 157
Quest'opera è l'adattamento teatrale dei Demoni di Dostoevskij: viene rappresentata nel 1959, un anno prima della morte di Camus. È l'opera che lo scrittore ha in mente da sempre, a cui ha lavorato con ostinazione e che considera "uno dei quattro o cinque libri al di sopra di tutti gli altri". "I Demoni" è un libro profetico, non solo perché, come dice Camus, "annuncia il nichilismo dell'uomo moderno, ma anche perché descrive alla perfezione il disagio dell'uomo ad accettare la finitezza del suo essere nel mondo".
Fuori catalogo
Lo straniero
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 157
Pubblicato nel 1942, "Lo straniero" è un classico della letteratura contemporanea: protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire. Un romanzo tradotto in quaranta lingue, da cui Luchino Visconti ha tratto nel 1967 l'omonimo film con Marcello Mastroianni. Introduzione di Roberto Saviano.
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Il primo uomo
di Albert Camus
editore: Bompiani
pagine: 354
Tra i rottami dell'automobile sulla quale Camus ha trovato la morte fu rinvenuto un manoscritto con correzioni, varianti e cancellature: la stesura originaria de "Il primo uomo", sulla quale la figlia Catherine, dopo un meticoloso lavoro filologico, ha ricostruito il testo qui pubblicato. Ne risulta una narrazione forte, commovente e autobiografica, una sorta di romanzo di formazione a ritroso che molto ci dice del suo autore e della genesi del suo pensiero. Attraverso le impressioni e le emozioni del protagonista che, nel desiderio di ritrovare il ricordo del padre scomparso durante la prima guerra mondiale, torna in Algeria per incontrare chi l'aveva conosciuto, Camus ripercorre parte della propria vita: l'infanzia algerina, le innumerevoli esperienze del periodo della povertà, la quotidianità, le amicizie, le tradizioni, i sentimenti, i sogni vissuti in "un anonimato dove non esiste né passato né avvenire", dai quali emerge la figura di un uomo ideale, il "primo uomo", appunto.
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