Libri di C. Azeglio Ciampi
Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano
editore: Il Mulino
pagine: 186
In una schietta conversazione con Arrigo Levi, amico e collaboratore nei sette anni della Presidenza della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi racconta se stesso. Dalle radici livornesi alla Normale di Pisa, all'Abruzzo che lo accolse nel tempo della vita alla macchia e dell'avventuroso passaggio delle linee per raggiungere l'esercito al Sud già liberato. Dal lungo apprendistato in Banca d'Italia a Macerata alla chiamata a Roma, dove sarebbe iniziata, dall'Ufficio Studi, la graduale ascesa fino all'ufficio del Governatore. E poi ancora una sfida inattesa, che lo porta dalla Banca d'Italia alla Presidenza della Repubblica, con un passaggio ai vertici del governo, alla Presidenza del Consiglio e al Ministero del Tesoro, in tempo per portare l'Italia nell'euro. Tutto sembra accadere "per caso", una svolta nella vita dopo l'altra, con occasioni impreviste che si offrono all'intelligenza, alla tenacia, all'integrità, all'indipendenza politica di Carlo Azeglio Ciampi, che saprà riportare nel cuore degli Italiani l'amor di patria che lo ha animato per tutta la vita. Una lezione di storia, una lezione di metodo, una lezione di vita, in un racconto punteggiato di eventi curiosi, stampati nella memoria del ragazzo livornese che diventò Ciampi, il Presidente.
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La libertà delle minoranze religiose in Italia
di C. Azeglio Ciampi
editore: Il Mulino
pagine: 175
"Un tema che ha dato senso ad una vita". Così Carlo Azeglio Ciampi ha voluto intitolare la rivisitazione di un proprio testo giovanile, sulla libertà religiosa come diritto fondamentale e inalienabile della persona. A rendere il tema appassionante per il giovane studente della Normale di Pisa al punto da farne, nel 1946, l'oggetto della propria tesi di laurea ha certamente contribuito l'esser nato a Livorno, città portuale da sempre crogiuolo di culture e tradizioni, che per ragioni storiche aveva visto il maggiore sviluppo di comunità religiose non cattoliche. Ma anche le esperienze della guerra prima e della Resistenza poi hanno acuito la sensibilità verso i diritti e acceso la passione civile. Attorno alla libertà religiosa nell'Assemblea costituente si svolse un dibattito dai toni aspri e laceranti che misero a repentaglio la nascita della giovane repubblica. A 60 anni dalla Costituzione, 80 anni dai Patti lateranensi e dalla nascita dello Stato della Città del Vaticano, giova ripercorrere attraverso le parole del giovane Ciampi le radici culturali e politiche della laicità di quello stato italiano di cui un giorno diverrà presidente.
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Non è il paese che sognavo. Taccuino laico per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Colloquio con Alberto Orioli
editore: Il saggiatore
pagine: 192
Chi tiene alto lo sguardo oggi? Dove sono i valori che hanno guidato i patrioti del Risorgimento prima e i padri costituenti poi? A 150 anni dall'Unità d'Italia il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, guarda all'Italia di oggi... Eppure, per il presidente, l'Italia resta uno straordinario paese, nato dalla lingua di Dante, creato dal sogno visionario di un manipolo di eroi diventato popolo; lo stesso popolo che ha ritrovato il suo orgoglio nella lunga corsa a ostacoli verso l'euro. L'Italia è il paese del Risorgimento e della Resistenza. L'Italia è diventato il paese della politica senza valori e senza ideali; della degenerazione dell'etica pubblica e della convivenza civile. Del declino economico, delle ideologie secessioniste. Degli scandali, dei conflitti personali inconcludenti e dei conflitti d'interesse mai conclusi. Un'intensa confessione davanti al camino, un bilancio, un taccuino laico per i 150 anni del nostro paese: in questo colloquio con Alberto Orioli, Carlo Azeglio Ciampi rivela le sue speranze per il futuro. E le sue delusioni. Perché questo non è il paese che sognava.
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