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Libri di C. Gatti

Giovanni Pintori (1912-1999). Pubblicità come arte-Advertising as art

editore: Silvana

pagine: 336

Giovanni Pintori è stato uno tra i protagonisti della comunicazione visiva del Novecento, grazie a un linguaggio creativo e in
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38,00

BAJ. Baj chez Baj

editore: Electa

pagine: 160

Il catalogo accompagna le mostre (8 ottobre 2024 - 9 febbraio 2025), dal titolo unico di BAJ
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29,00

Baj. A-Z

editore: Electa

pagine: 264

In occasione dei cento anni dalla nascita, Electa dedica un volume della collana «A-Z» a Enrico Baj (Milano, 31 ottobre 1924 -
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35,00

Emilio Isgrò. Sillogismo del cavallo

editore: Franco Cosimo Panini

pagine: 112

Il catalogo della mostra di Emilio Isgrò ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, tra filosofia e arte concettuale
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25,00

Sensorama. Lo sguardo, le cose, gli inganni. Ediz. italiana e inglese

editore: Electa

pagine: 112

Il volume è il catalogo della mostra omonima (Nuoro, Museo Man, 8 luglio - 30 ottobre 2022)
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22,00

Luigi Pericle. Beyond the visible. Catalogo della mostra (Venezia, 11 maggio-24 novembre 2019). Ediz. italiana e inglese

editore: Silvana

pagine: 199

Il volume celebra Luigi Pericle, pittore, ma anche pensatore, letterato, studioso di teosofia e di dottrine esoteriche, rivela
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Chagall. Sogno di una notte di Natale

di Marc Chagall

editore: Interlinea

pagine: 80

"Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo
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L'elica e la luce. Le futuriste 1912-1944

editore: Officina libraria

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Il mio nome è cavallo. Immagini tra Oriente ed Occidente. Catalogo della mostra (Milano, 5 luglio-25 settembre 2016). Ediz. italiana e francese

editore: Officina libraria

pagine: 143

La mostra "Il mio nome è cavallo" è ispirata al libro "Il mio nome è rosso" di Orhan Pamuk e affronta il tema della convivenza fra culture e popoli diversi. Ambientato ad Istanbul alla fine del XVI secolo, il romanzo di Pamuk narra della storia d'amore tra Nero e la vedova §ekùre, del libro commissionato dal sultano ottomano Murad III (r. 1574-1595) per farne dono al doge veneziano, dei miniatori che facevano uso delle tecniche occidentali della prospettiva e del ritratto, dei tormenti e delle paure che guidarono la mano del loro assassino, del sacrificio di Nero per scoprire - per mezzo del disegno di un cavallo - chi egli fosse tra i vari maestri della scuola; tratta quindi del conflitto, che continua ancora oggi nel mondo islamico, tra modernità e tradizione. Il percorso della mostra, sullo sfondo di un panorama aperto, da Venezia alla Turchia, usa anch'esso l'immagine al centro dell'intreccio di Pamuk, il cavallo, per dimostrare quanto sia grande e profonda la relazione che lega Oriente e Occidente, parti integranti di una stessa unità. La mostra Il mio nome è cavallo rilega tra loro alcune pagine di senso, così come sono scritte nella materia e nella forma degli antichi oggetti esposti, e ricorda la capacità dei disegni e delle stampe di penetrare, con la loro forza, anche là dove agli uomini era impedito (e spesso lo è ancora) l'accesso, portando agli uni le idee e le scoperte degli altri e compartecipando alla costruzione di quel sapere millenario che ha concorso a definire l'idea di umanità.
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