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Libri di D. Scaffei

Il lungo inverno del 1933. Alle origini della seconda guerra mondiale

di Paul Jankowski

editore: Laterza

pagine: 488

Nei pochi mesi che vanno dal novembre 1932 fino all'aprile del 1933 accaddero fatti che avrebbero segnato il destino del mondo
Disponibilità immediata
16,00

La rabbia dei vinti. La guerra dopo la guerra 1917-1923

di Robert Gerwarth

editore: Laterza

pagine: 445

L'11 novembre del 1918 segna un momento decisivo della storia d'Europa: la fine di una guerra che aveva distrutto un'intera ge
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28,00

L'età post-eroica. Guerra e pace nell'Europa contemporanea

di James J. Sheehan

editore: Laterza

pagine: 348

"Dagli anni Cinquanta, gli europei hanno goduto di un periodo di pace e di prosperità senza precedenti nella loro storia. Non era mai avvenuto che un numero così grande di loro vivesse così bene e che le vittime della violenza politica fossero così poche. I sogni di una pace perpetua, nati con l'Illuminismo e sopravvissuti ad alcuni dei più distruttivi decenni della storia umana, sembrano finalmente essersi avverati. Naturalmente non esistono luoghi in cui stare in riposo, posti nei quali nascondersi dalle insistenti pressioni del cambiamento. Per conservare quello che di notevole hanno realizzato, gli europei devono affrontare sfide economiche, politiche, culturali e ambientali. Molte di queste giungono, o sono influenzate, da quell'estesa e mal definita frontiera che collega l'Europa ai suoi vicini. Sarà lungo questa frontiera, dove coesistono ricchezza e povertà, diritto e violenza, pace e guerra, che si determinerà il futuro degli Stati civili europei". Dai movimenti pacifisti e militaristi del primo Novecento alla catastrofe delle guerre mondiali, dai blocchi contrapposti al crollo del muro di Berlino e all'Iraq, James J. Sheehan stila una straordinaria ricognizione del Ventesimo secolo.
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20,00

1848. L'anno della rivoluzione

di Mike Rapport

editore: Laterza

pagine: 591

Il 22 febbraio 1848 Parigi si sveglia sotto un cielo grigio e carico di pioggia. Le raffiche di vento portano per le strade una triste acquerugiola. Alle nove una folla di manifestanti - operai disoccupati, donne e bambini - si riunisce in place de la Madeleine, dalla quale deve prendere avvio la marcia di protesta. Tre giorni dopo, alle prime ore del mattino, la piazza esplode in un boato di giubilo: è stata proclamata la Repubblica! Parigi è la prima città a cadere sotto i colpi della rivoluzione. Con stupefacente rapidità, in tutte le capitali del continente, operai e borghesi rovesciano i vecchi regimi e si apprestano a dar vita a un nuovo sistema liberale. La marea sconvolge il sistema conservatore che, dopo la conclusione delle guerre napoleoniche, aveva mantenuto la pace ma represso le aspirazioni all'indipendenza nazionale e al governo costituzionale. Alta politica e diplomazia, processi di formazione statale e affermazione del costituzionalismo si affiancano alla tragedia umana della rivoluzione, della guerra e della miseria: il 1848 è allo stesso tempo un'esperienza esaltante e drammatica per migliaia di persone, che scoprono il gusto per la politica e conquistano diritti civili e spazi di autonomia fino ad allora esclusi. E non importa che tutto duri poco: è la generazione del 1848 a distruggere alla radice quel vecchio sistema ma sarà la gente del futuro a raccoglierne i frutti.
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24,00

Compagni. Storia globale del comunismo nel XX secolo

di Robert Service

editore: Laterza

pagine: 690

Circa vent'anni fa crollava uno storico muro, eretto nel cuore dell'Europa. Con quel muro collassa l'impero sovietico, e il comunismo si trasforma in reliquia. Una reliquia ingombrante, che ha influenzato il corso della storia. Robert Service muove da Marx per arrivare fino all'oggi, passando per la Russia bolscevica, l'Internazionale comunista degli anni Venti e Trenta, la politica dei blocchi contrapposti, i regimi comunisti al tempo della Guerra Fredda, dalla Cuba di Castro al Cile di Allende, dalla Cambogia di Pol Pot all'Urss di Gorbacev. Il suo racconto, la prima storia del comunismo in prospettiva mondiale, basata su una selezione vastissima di fonti e documenti è attraversato da un filo rosso di sangue. "In tutti i casi in cui il comunismo è rimasto al potete abbastanza a lungo ha eliminato o tarpato le ali ai partiti politici rivali. Ha attaccato la religione, la cultura e la società civile e calpestato ogni rivendicazione nazionale di indipendenza. Ha abolito l'autonomia della magistratura e della stampa e accentrato il potere. Ha istituito reti di informatori e sistemi di polizia segreta. Ha rinchiuso i dissidenti nei campi di lavoro, ha proclamato l'infallibilità della propria dottrina e ha isolato la società bloccando accanitamente le frontiere. Ha allungato la propria ombra su ogni aspetto della vita sociale. Questo permette di parlare di un 'sistema comunista'. Ed è alla storia di questo sistema che è dedicato il libro".
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14,00

L'età della gloria. Storia d'Europa dal 1648 al 1815

di Tim Blanning

editore: Laterza

pagine: 829

"Nel 1648 la credenza che la terra fosse il centro del mondo era condivisa quasi universalmente; nel 1815 era ormai screditata anche negli ambienti più conservatori. Nel 1648 per scongiurare le tempeste elettriche si recitavano preghiere e si suonavano le campane; nel 1815 venivano installati i parafulmine. Nel 1648 in tutta Europa si bruciavano ancora gli eretici e le streghe; nel 1815 erano i loro accusatori a trovarsi nella condizione di imputati." Il prima, era la società degli ordini, della ricchezza fondiaria e del governo autoritario; il dopo, il mondo delle classi, del capitalismo, della democrazia e delle rivoluzioni. Tim Blanning racconta quegli anni dominati dalla ricerca del progresso e della gloria, personale o nazionale, da parte dell'élite europea. Una storia avvincente, a tutto campo, politica, economica e culturale.
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30,00

Toby, dalla pace alla guerra. Storia esemplare di un (qualunque) soldato d'Europa 1913-1918

di Thierry Vissol

editore: Donzelli

pagine: 454

Le commemorazioni ufficiali, come quella del primo conflitto mondiale, servono talvolta a recuperare le tessere più piccole e al contempo rivelatrici degli scenari della grande storia. Questo libro è un'occasione per sporgersi al di là del teatro di guerra e scoprire la trama delle vite vissute da uomini e donne prima e durante questo primo suicidio dell'Europa. Nel 1913 Toby, dopo aver viaggiato in un continente cosmopolita e innovativo, già fortemente interconnesso, parte da Limoges per andare a lavorare a Norimberga. In dodici mesi, il giovane impara la lingua, lavora fianco a fianco con i tedeschi, visita i luoghi e le città. Torna in Francia nel giugno del 1914, per il servizio militare, senza neanche immaginare che due mesi dopo sarebbe esplosa la follia della guerra. L'Europa da un giorno all'altro non è più un continente in pace, pieno di fiducia nel suo futuro, nella tecnologia e nel progresso sociale, ma un intrico di alleanze e intese contrapposte in una distruzione reciproca, sistematica e senza pietà. Toby, come milioni di altri giovani, deve scendere all'inferno, in trincea. Quello della Woëvre, di Verdun, dell'Argonne e, a fianco delle truppe italiane, sul Piave. A lui francese, appena tornato dalla Germania, tocca sparare a quelli che qualche mese prima erano suoi amici. Ma Toby per tutta la vita affermerà: "Non ho mai ucciso un tedesco!"... Prefazione di Paolo Rumiz.
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38,00

L'eredità della Resistenza. Storia, cultura, politiche dal dopoguerra a oggi

di Philip Cooke

editore: Viella

pagine: 382

In questo dettagliato studio a carattere interdisciplinare, lo storico inglese Philip Cooke prende in esame la duratura e contrastata eredità della Resistenza, ricostruendo i mutevoli e ambivalenti atteggiamenti sviluppati dai principali partiti politici e dalle istituzioni repubblicane nel corso del loro ambizioso progetto di edificazione di una nuova nazione sulle rovine del fascismo e della seconda guerra mondiale. Utilizzando romanzi, film, documentari, giornali, diari, monumenti, quadri, musei, l'autore illustra le modalità con cui, in un lungo arco di tempo, la politica, la storia e la cultura italiane hanno interagito fra loro, mette in discussione stereotipi "di parte", come quello dell'egemonia comunista sulla memoria, e rilegge la storia del secondo dopoguerra da una prospettiva inedita e innovativa, che diventerà un imprescindibile punto di riferimento per chiunque vorrà riflettere sulla Resistenza e con essa sull'intera vicenda dell'Italia contemporanea.
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27,00

L'era della giovinezza. Una storia culturale del nostro tempo

di Robert Pogue Harrison

editore: Donzelli

pagine: 223

Che età abbiamo? Quanti più argomenti si avanzano per affrontare questo interrogativo in apparenza semplice, tanto più risulta difficile trovare una risposta. Infatti, la nostra crescita avviene simultaneamente in ambiti differenti: da un punto di vista biologico, psicologico, sociale; cresciamo anche nella sfera più generale di una cultura, all'interno di una storia che ci precede e che ci sopravvivrà. Osservati attraverso queste prospettive, molti aspetti dell'epoca contemporanea sembrerebbero suggerire che siamo più vecchi che mai; al contrario, Robert Pogue Harrison ritiene che stiamo diventando sempre più giovani: nelle nostre concezioni, nella mentalità, nei comportamenti. Viviamo, insomma, in un'era di giovinezza. Spaziando brillantemente attraverso le culture e la storia, la filosofia e la letteratura, questo libro ripercorre i modi in cui gli spiriti della giovinezza e della vecchiaia hanno interagito tra loro dall'antichità fino ai nostri giorni. Harrison mutua dal linguaggio scientifico il concetto di "neotenia", ossia il mantenimento di caratteristiche giovanili anche nell'età adulta, e lo estende all'ambito culturale, sostenendo che l'impulso giovanile è essenziale per sviluppare un indirizzo innovativo nel campo della cultura e per mantenere viva la genialità. Al tempo stesso, tuttavia, la giovinezza che Harrison vede protrarsi come mai prima d'ora - non può fare a meno, per compiere la sua opera, della stabilità e della saggezza dei più vecchi
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25,00

I sonnambuli. Come l'Europa arrivò alla Grande guerra

di Christopher Clark

editore: Laterza

"1914. Re, imperatori, ministri, ambasciatori, generali: chi aveva le leve del potere era come un sonnambulo, apparentemente vigile ma non in grado di vedere, tormentato dagli incubi ma cieco di fronte alla realtà dell'orrore che stava per portare nel mondo. La Grande Guerra continua a essere studiata come un modello di catastrofe evitabile... se solo se ne smontano con lucidità tutti i meccanismi. È quello che fa Clark nel suo magistrale, avvincente affresco." (Federico Rampini) "I sonnambuli descritti da Clark sono i governi che scivolarono nella guerra presentendo il cataclisma, simulando allarmi, ma senza far nulla per scongiurarla. Da allora sono passati quasi cent'anni, e molte cose sono cambiate. L'Europa ha istituzioni comuni, l'imperialismo territoriale è svanito. Non si combatte più per spostare confini ma l'Unione non è in pace, e la crisi che traversa la sta squarciando come già nel 1913-14. Gli Stati odierni, oggi come allora, sono incapaci di trarre conseguenze da quello che apparentemente presagiscono." (Barbara Spinelli)
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28,00

Garibaldi. L'invenzione di un eroe

di Lucy Riall

editore: Laterza

pagine: 642

Era uomo fuori dall'ordinario, Giuseppe Garibaldi: capo carismatico, rivoluzionario entusiasta, idealista che non si lasciò co
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29,00

Il tempo continuo della storia

di Jacques Le Goff

editore: Laterza

pagine: 162

"Né tesi né sintesi, questo libro è il punto d'arrivo di una lunga ricerca : una riflessione sulla storia, sui periodi della s
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