Libri di Enrico Testa
Pronomi
di Enrico Testa
editore: Einaudi
pagine: 384
«Rivendico il diritto all'arte del saccheggio, alla non-oggettività, alla contraddizione, al procedere non scientifico, al lib
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Il libro di poesia. Tipologie e analisi macrotestuali
di Enrico Testa
editore: Quodlibet
pagine: 208
Pubblicato nel 1983 e ora finalmente riedito, arricchito di un saggio e una nota postfatoria dell'autore, "Il libro di poesia"
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L'erba di nessuno
di Enrico Testa
editore: Einaudi
pagine: 152
Enrico Testa è sicuramente fra gli autori piú rilevanti nella poesia italiana contemporanea
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Sofocle, la solitudine di Filottete
di Enrico Testa
editore: Il Mulino
pagine: 184
Irti scogli, anfratti sul mare, animali dei monti allora siete voi la mia sola famiglia, e le pietraie scoscese le sole a cui
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Bulgaro. Storia di una parola malfamata
di Enrico Testa
editore: Il Mulino
pagine: 142
Maggioranza bulgara, pista bulgara, editto bulgaro
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Cairn
di Enrico Testa
editore: Einaudi
pagine: 125
Cairn è una parola di origine gaelica che significa «mucchio di pietre» in due diverse accezioni: da una parte mucchi di pietr
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Eroi e figuranti. Il personaggio nel romanzo
di Enrico Testa
editore: Einaudi
pagine: 118
Interi scaffali di libri sono dedicati al personaggio romanzesco, e particolarmente intricata è la sua tipologia. Questo saggio di Enrico Testa si fonda invece su una scelta semplice e radicale: l'analisi di due soli grandi attori che, affrontandosi sulla scena del romanzo, ne determinano modalità e sviluppo. A partire da essi, "eroi" dal profilo assoluto in perenne dissidio con il mondo e "figuranti" che si misurano con la realtà e i suoi compromessi, il libro passa in rassegna gli argomenti del vero, del bene e del male; la riflessione sul linguaggio; il problema della costruzione o debilitazione dell'identità; il rapporto con il nichilismo, invadente presenza di un intero secolo. Muovendo da un'ipotesi critica che della letteratura si avvale per affrontare più ampie questioni etiche e antropologiche, Enrico Testa offre cosi al lettore sia un'originale interpretazione del romanzo novecentesco, sia un sintetico panorama delle sue figure più recenti e interessanti: da De Lillo ad Auster, da Saramago a Marìas, da Roth a Sebald.
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Pasqua di neve
di Enrico Testa
editore: Einaudi
pagine: 126
Con la sua nuova raccolta Enrico Testa sembra togliere, fin dal titolo, le ultime speranze di resurrezione. Le mitologie poetiche erette a contrastare la caduta dei legami di senso sembrano non reggere più: il culto delle radici diventa "la delusione dell'origine", il dialogo con i morti diventa "la mancata intercessione dell'ombra", il dolore della condizione umana è "finta bellezza". Resta, in questi versi, un'attesa senza conforto, una separazione radicale senza prospettive di congiungimento. Questa condizione accomuna le voci diverse che si alternano nel libro, accostandosi e confondendosi con quella del poeta. Una fraternità di fantasmi senza illusioni di riscatto.
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