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Libri di François de Sade

Le centoventi giornate di Sodoma

di François de Sade

editore: Se

pagine: 416

«Alcuni giorni prima, il 4 luglio, il governatore aveva chiesto il trasferimento di questo personaggio, il cui umore andava ta
36,00

La filosofia nel boudoir

di François de Sade

editore: Einaudi

pagine: 272

«Non sempre si può fare il male; facciamo almeno equivalere questa sensazione alla piccola cattiveria piccante di non fare mai
16,00

Le 120 giornate di Sodoma

di François de Sade

editore: Guanda

pagine: 512

Ispirato alla moda delle storie naturali settecentesche, Le 120 giornate di Sodoma - terminato da Sade nel 1785 nel carcere de
19,00

Le 120 giornate di Sodoma

di François de Sade

editore: Newton compton

pagine: 384

Quattro personaggi, il duca di Blangis, un suo fratello vescovo, il giudice Curval e il finanziere Durcet si isolano in un inaccessibile castello insieme a quarantadue persone di ambo i sessi, destinate a essere utilizzate come strumenti di piacere. La vita della piccola "comunità" è meticolosamente ordinata per consentire ai quattro protagonisti di realizzare ogni sorta di libidine violenta, in un crescendo di orrori che provocano la morte di trenta vittime. Dopo quattro mesi di efferatezze, delle quali il libro è il dettagliato resoconto, i superstiti torneranno a casa. "Le 120 giornate di sodomia" fu scritto nel 1785, mentre Sade si trovava imprigionato alla Bastiglia. È la sua opera più celebre, una sorta di "enciclopedia" che descrive tutti quegli atti di crudeltà che, proprio dal nome dell'autore di questo libro, hanno preso il nome di "sadismo".
4,90

Le 120 giornate di Sodoma

di François de Sade

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 457

Barricati per alcuni mesi in un remoto castello nella Foresta Nera, quattro libertini incalliti si fanno intrattenere dalle storie autobiografiche di quattro esperte prostitute e ruffiane, per poi tradurre in pratica il contenuto dei racconti su un gruppo di giovani vittime di ambo i sessi. È in questa cornice che Sade inscrive il microcosmo libertino delle 120 giornate, un mondo in miniatura che replica convenzioni e regole della società per ribaltarle in un'orgia di torture e sevizie di ogni genere. Questo romanzo, la cui perdita durante la presa della Bastiglia fece versare al Marchese "lacrime di sangue", come scrisse lui stesso, è una satira estrema sulla convenzionalità della vita sociale, un trionfo di humour nero e pornografia asfissiante che celebra il potere della parola.
13,00

I crimini dell'amore

di François de Sade

editore: L'orma

pagine: 216

"Eugénie de Franval", "Florville e Courval", "Dorgeville": tre perfetti marchingegni narrativi (originariamente contenuti nella raccolta "I crimini dell'amore", 1800) in cui Sade dà prova di un savoir faire letterario degno dei più grandi romanzieri della sua epoca. Lontano dalla prolissità e dall'oltranzismo delle sue pubblicazioni clandestine, il Divin marchese si affida qui all'allusione, all'ellissi e persino alla suspense per sovvertire convenzioni letterarie e sociali, dischiudendoci con illuministica ironia le quinte teatrali dell'ipocrisia e della moralità.
14,00

Le centoventi giornate di Sodoma

di François de Sade

editore: Feltrinelli

pagine: 407

"Quando, il 14 luglio 1789, la serratura della Bastiglia cedette e la sommossa liberatrice riempì i corridoi della folla, la c
13,00

Le centoventi giornate di Sodoma

di François de Sade

editore: Es

pagine: 407

Quattro facoltosi libertini decidono di celebrare il trionfo della lussuria attraverso una sorta di interminabile orgia: cento
35,00

La filosofia nel boudoir

di François de Sade

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 237

Iniziare una quindicenne appena uscita dal convento ai piaceri e al crimine, conducendola di buon passo lungo la strada della
10,00

Le sventure della virtù

di François de Sade

editore: Es

pagine: 153

È fra il 23 giugno e l'8 luglio 1787, alla Bastiglia, nella sua stanza della Seconda Libertà, che il marchese de Sade, nonostante una dolorosa malattia agli occhi, redige senza posa il racconto filosofico "Le sventure della virtù". Completo nella sua prima stesura, destinato allora a far parte dei "Contes et Fabliaux du XVIIIe siècle" che il prigioniero stava scrivendo, "Le sventure" doveva subire notevoli modifiche a partire dall'anno seguente [...]. La sua teoria preferita vi si sviluppa già in uno spirito sistematico. Molte virtù punite sono offerte alla riflessione del lettore: la castità (episodio di Dubourg); il rifiuto di rubare (Du Harpin); quello di associarsi a una banda di malfattori (nella foresta di Bondy); quello di prestarsi a un avvelenamento (M.me de Bressac); il fatto di opporsi alla dissezione di una fanciulla viva (Rodin); la pietà (l'eroina vuole accostarsi ai sacramenti: i monaci la violentano); infine la beneficenza (episodio del capo dei falsari e del bambino salvato da un incendio). Nelle "Sventure della virtù" come nei migliori racconti dei "Crimes de l'amour", il marchese de Sade si è elevato all'altezza dei migliori scrittori europei del genere. Che vivezza nella narrazione, che energia nei dialoghi, come resta puro il suo lessico nel mezzo degli orrori che ci riferisce, come sa straziarci il cuore la sua maestria nelle gradazioni! Con uno scritto di Gilbert Lely.
19,00

Francesi ancora uno sforzo se volete essere repubblicani

di François de Sade

editore: Pgreco

pagine: 164

La vera rivoluzione è quella contro il cristianesimo, la sua metafisica e la sua morale. Questo il grido di battaglia del marchese de Sade, che, anticipando di molto il furore caustico e nichilista di Nietzsche, in pieno Illuminismo, incita la pubblica opinione ad andare oltre le "incompletezze" dei dirigenti rivoluzionari, ai suoi occhi ancora incatenati alle certezze ipocrite del moralismo cristiano. "L'insurrezione deve essere lo stato permanente di una repubblica" - ammonisce il marchese - e chi deve mantenere questo "perpetuo scuotimento" non può essere persona molto morale. L'immoralità è l'unico vero e reale motore della rivoluzione necessaria. Gli scritti politici di Sade svelano la politicità dell'intera opera sadiana: dallo sfondo dell'illuminismo in cui si collocano, superano la dimensione della rivoluzione prima, quella della classe borghese, per proiettarsi in avanti, anticipando la critica della struttura familiare della società, la critica della famiglia, della religione e di ogni ipocrita riformismo.
14,00

I romanzi maledetti

di François de Sade

editore: Newton compton

pagine: 1921

Vizio, lussuria, perversione
24,90

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