Libri di G. Preterossi
Se l'immanenza non funziona. Populismo, egemonia e il nazionale-popolare
editore: Mimesis
pagine: 282
Che cosa succede alla politica e al diritto se il preteso dispiegamento dell'immanenza non funziona, ovvero non produce né ord
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I beni comuni. L'inaspettata rinascita degli usi collettivi
di Stefano Rodotà
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 144
Il presente volume «I beni comuni
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La maschera democratica dell'oligarchia
editore: Laterza
pagine: 134
L'oligarchia è il governo dei pochi, è un sistema che concentra il potere a danno dei molti, in contrasto con l'idea democratica del potere diffuso tra tutti. Oggi viviamo in un tempo in cui la democrazia, come principio, come idea, come forza legittimante, è fuori discussione. Nei nostri regimi democratici perciò, quando l'oligarchia si instaura, lo fa mascherandosi, senza mai presentarsi apertamente, come un'entità usurpatrice. Non si manifesta ma esiste, e si fonda sul denaro, sul potere e sul loro collegamento reciproco: nel sistema finanziario globale il danaro alimenta il potere e il potere alimenta il danaro. Quella finanziaria è una forma oligarchica diversa da quella tradizionale. Sa trasformarsi in pressione politica svuotando di senso la democrazia. La domanda che oggi si pone drammaticamente è perché il sistema debba ruotare intorno al benessere di un potere essenzialmente fondato sulla speculazione e la contemplazione della ricchezza e come fare per tornare a essere, da sudditi, cittadini.
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La virtù del dubbio. Intervista su etica e diritto
di Gustavo Zagrebelsky
editore: Laterza
pagine: 166
Tutte le volte che si oscura la 'giustizia' o la si corrompe come ideologia al servizio del potere, si è in pericolo. Tuttavia la giustizia assoluta, con l'iniziale maiuscola, è un'utopia irraggiungibile per il genere umano. Chi crede di possedere la verità, come i giusnaturalisti di ogni specie, o chi crede in una legge eterna dello sviluppo umano, è particolarmente esposto al rischio del fanatismo e del dogmatismo. Chi oggi rivendica la rappresentanza di una presunta 'legge naturale', e sulla base di tale rivendicazione pretende di controllare, dall'alto di una cattedra 'pontificale', il gioco democratico, prepara solo nuovi conflitti estremi e odiose prevaricazioni. Si tratta di prendere atto del fatto che nelle società pluraliste convivono numerose concezioni della vita 'giusta', continuamente in confronto le une con le altre. Questa è la loro ricchezza. Come dimostrano i problemi posti dalla bioetica e dal multiculturalismo, che richiedono l'elaborazione di un diritto delle diversità e una cultura costituzionale aperta, fatta di rispetto, interazione, sensibilità, il diritto deve farsi mite per essere strumento di convivenza delle diversità, unica alternativa alla logica dello scontro di civiltà. Dalla giustizia assoluta alla 'mitezza' del diritto, dal valore della Costituzione al potere come mero comando, dalla cultura delle regole a quella della verità imposta, le risposte di un giurista, all'insegna della virtù del dubbio.
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Potere
editore: Laterza
pagine: 220
Da sempre, il potere è una delle costanti più caratteristiche della storia umana e ha assunto forme assai diverse nel tempo, m
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Diritto e secolarizzazione. Dallo stato moderno all'Europa unita
di Ernst-Wolfgang Böckenförde
editore: Laterza
pagine: 242
"Lo Stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non è in grado di garantire." Questa celebre tesi costituisce il centro del percorso intellettuale di Böckenförde, che spazia dal pensiero politico alla dottrina della costruzione, dalla storia delle idee alla teoria del diritto. È a partire da quella tesi che si è sviluppato il noto dibattito tra Habermas e Ratzinger sul ruolo della religione nelle società democratico-pluraliste e sulla loro crisi etico-culturale. L'intuizione fondamentale di questo lavoro è che quanto costituisce la forza e l'identità della modernità politica sia anche la fonte della sua perenne difficoltà. Ovvero che il prezzo della secolarizzazione, la quale accompagna lo Stato costituzionale di diritto, sia un permanente deficit di legittimazione, che deve essere colmato attraverso un'opera di autoriflessione culturale e etica diffusa, senza illudersi sulla presunta autosufficienza delle procedure. Modernità non può né deve significare neutralità assoluta. Dalle indagini sulla natura dello Stato moderno e sul suo ruolo nella laicizzazione delle società, fino all'analisi della prospettiva sopranazionale europea come compimento di un patrimonio costituzionale comune, nutrito di cultura politica e non solo di tecnocrazia, attraverso l'approfondimento di grandi classici come Hegel e Schmitt, il saggio offre un percorso ragionato del pensiero di uno degli esponenti più rappresentativi della cultura giuspolitica tedesca contemporanea.
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