Libri di Giuseppe Riconda
Augusto Del Noce e Luigi Pareyson. Ontologismo e filosofia della libertà
di Giuseppe Riconda
editore: Morcelliana
pagine: 112
L'approfondimento del problema del male è ciò che accomuna le figure di due pensatori rappresentativi della filosofia cristian
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Schelling storico della filosofia (1821-1854)
di Giuseppe Riconda
editore: Mursia
pagine: 192
Nel 1827, a Monaco, Schelling iniziava un nuovo corso della sua filosofia mettendo al centro del suo sistema la libertà di Dio
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Filosofia della tradizione
di Giuseppe Riconda
editore: La scuola
pagine: 82
Nella situazione filosofica contemporanea si danno le condizioni per una nuova attenzione alla "tradizione", contro la quale si è svolta una linea ben determinata del pensiero moderno. Recuperato il concetto di "tradizione", il pensiero tradizionale sviluppa, confrontandosi con la modernità, una visione dell'uomo - nel suo rapporto essenziale con la Trascendenza, in un orizzonte di mistero, e nella sua situazione di peccato - alternativa a quella del pensiero moderno, che tende a definirlo unicamente per il suo rapporto con il mondo, ora esaltandone le capacità di dominio ora riassorbendolo in esso (il pensiero forte e il pensiero debole). Il testo affronta gli aspetti fondamentali del pensiero tradizionale (il nesso verità-libertà, il problema sociopolitico e il rapporto fra persona, corpo e natura) svolti sulla base della sua definizione dell'uomo.
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Bene/male
di Giuseppe Riconda
editore: Il Mulino
pagine: 209
La storia dell'opposizione bene/male coincide con la storia stessa dell'umanità. Non solo, ma bene e male sono sempre stati assunti in una costellazione di concetti affini e interdipendenti: da un lato bene, vero, innocenza, ordine, benessere, felicità; dall'altro male, falso, malvagità, disordine, sofferenza. A partire dal pensiero antico (Platone e Aristotele) e da quello cristiano (Agostino e Tommaso), l'autore ripercorre tutta intera la riflessione filosofica che l'Occidente ha svolto su tale opposizione, per approdare infine ai pensatori contemporanei del "dopo Auschwitz", fra i quali Jonas, Arendt e Ricoeur.
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