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Libri di Guido Liguori

La morte del PCI

di Guido Liguori

editore: Manifestolibri

pagine: 191

Il 12 novembre 1989 - vent'anni or sono - il segretario del Partito comunista italiano Achille Occhetto annunciò, tre giorni dopo la "caduta del Muro di Berlino", il cambio di nome del partito fondato da Gramsci nel 1921, avviando due anni di dibattiti appassionati a cui presero parte centinaia di migliaia di persone. E dando inizio, di fatto, alla "morte del Pci". Dopo la quale come tessere di un domino - mutarono radicalmente la sinistra, tutti i partiti e l'intero sistema politico italiano. Questo libro ricostruisce il dibattito di quei due anni, le ragioni degli schieramenti favorevoli o contrari allo scioglimento del Pci, delineando sinteticamente e in modi a tutti comprensibili l'identità di quel partito, la sua peculiarità (dovuta, oltre che a Gramsci, a dirigenti della levatura di Togliatti e Berlinguer), i suoi errori, il suo declino, la sua fine, indagandone le cause nella storia e nei cambiamenti di cultura politica. E cercando anche di capire cosa l'odierna "sinistra invertebrata" (Perry Anderson) debba "copiare" da quella forza politica che fu il più grande partito comunista dell'Occidente.
20,00

Sentieri gramsciani

di Guido Liguori

editore: Carocci

pagine: 190

Le opere di Gramsci, in primo luogo i "Quaderni del carcere", si presentano come un "laboratorio", una "officina", uno "zibaldone": anche se nascondono un "pensiero forte", una "concezione del mondo" organica, le particolarissime condizioni nelle quali vennero scritte ne fanno un insieme di non semplice decifrazione. Il particolare linguaggio dell'autore, inoltre, che tende a usare, spesso metaforicamente, vecchie espressioni per intendere nuovi concetti e fornire strumenti atti a leggere un mondo con tratti nuovi e inediti, rende difficile la comprensione reale del lascito gramsciano, su cui non a caso si sono accumulati strati interpretativi a volte fuorvianti.
18,50

Calcio e neocalcio. Geopolitica e prospettive del football in Italia

editore: Manifestolibri

pagine: 175

Un'analisi delle recenti trasformazioni del mondo del pallone, dal "neocalcio" delle quotazioni in borsa e delle pay-tv alla realtà delle tifoserie ultras. La tesi del libro è che non tutti i cambiamenti vengono per nuocere: il "bel calcio andato" non era in realtà così onesto, pulito e giusto come viene dipinto. Mentre il "neocalcio", pur avendo in sé tante storture da combattere, contiene anche la potenzialità di rompere l'oligarchia che ha storicamente contraddistinto il calcio italiano: il monopolio di risorse e vittorie da parte di due o tre squadre soltanto. Il volume indaga anche il mondo degli "ultras", le sue commistioni con la politica e con le frange della destra antisistema, ma anche le passioni popolari che lo attraversano.
18,00

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