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Libri di L. Moccafighe

Nick Cave. And the devil saw angel. Testi commentati

di Luca Moccafighe

editore: Arcana

pagine: 706

Inizio Ventunesimo secolo: Nicholas Edward Cave è un distinto signore di mezz'età con pochi segni particolari, se eccettuiamo le eccentriche dimore e un bizzarro senso della vita o, se preferite, del Fato. Fine Ventesimo secolo: Nick Cave è un angry young man in procinto di solcare le vaste distese dell'orbe terracqueo, senza tuttavia dimenticarsi i continenti di una più sconfinata disperazione interiore: "Quando avevo vent'anni, non mi sarei mai aspettato di arrivare a cinquanta", sentenzierà dando la cifra di un songbook che dopo trenta primavere sulle scene l'ha già incoronato Giobbe moderno, profeta post-litteram ed evangelista dark. Da Nicholas a Nick, il passo non è stato breve. Quello che rimaneva, però, era sempre Cave: il cantore capace di mettere in rima amore con morte, Australia con America, blues e gospel, l'uomo che ha saputo rendere punk la normalità e rock la Bibbia. Il giovane Nicholas non sapeva che, nell'arco di pochi decenni, avrebbe creato un canzoniere nella cui filigrana si intravedono oggi, con buona pace di Melville e Virgilio, le peregrinazioni di un novello Ismaele e di un Orfeo denudato. Ma il corpus di Nicholas/Nick Cave è così: prendere o lasciare. Venite allora, fedeli, a conoscere il nuovo figliol prodigo, rovistate in mezzo ai suoi ricordi, stupitevi ripercorrendo la litania dei suoi desideri e alla fine... pregate con lui.
22,00

Dario Fo. Il nostro piangere fa male al re

di Luca Moccafighe

editore: Arcana

pagine: 244

"Il nostro piangere fa male al re perché l'Italia è spaccata in due. Il nostro piangere fa male al re perché la gente muore cascando dalle finestre per sbaglio. Il nostro piangere fa male al re perché la crisi non esiste e in Svizzera c'è lavoro. Il nostro piangere fa male al re perché Cristo è partito in treno e ha dovuto emigrare. Il nostro piangere fa male al re perché il confine tra invenzione e dato reale è sempre molto sottile. Il nostro piangere fa male al re perché i censori impauriti e asserviti si nascondono sempre. Il nostro piangere fa male al re perché questa è la rappresentazione, questi i protagonisti, questo il palcoscenico. Il nostro piangere fa male al re perché (per l'ennesima volta) la verità dei creativi restituisce la dignità agli oppressi. Il nostro piangere fa male al re perché il re è nudo e un giorno piangerà anche lui."
17,50

Dark angel. I testi di Jeff Buckley

editore: Arcana

pagine: 202

Alla fine contano soltanto le canzoni e poco importa domandarsi cosa accadde veramente a Jeff BuckIey quella sera del 29 maggio 1997. Ci resta invece la sua officina creativa, da Grace a Sketches e ancora oltre, un piccolo canzoniere ispirato da una cultura letteraria tutt'altro che superficiale dove sì intrecciano amore e morte, politica e religione, sogni e incubi: perché non si può cantare la Grazia senza aver prima conosciuto l'intero spettro del buio. Fare musica è come strapparsi pezzi di carne di dosso e il figlio di Tim Buckley nato vicino a Disneyland costringe ancora chi lo ascolta a vibrare forte, suscitando il riverbero di pulsazioni cosmiche profonde: questo sa farlo soltanto un artista. E ogni volta che ci accosteremo ai suoi testi senza cercarvi oscuri presagi sarà il miglior ringraziamento per averci aiutato a trasformare la vita in una faccenda importante.
15,00

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