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Libri di M. Cardelli

Colloqui con il professor Y

di Louis-Ferdinand Céline

editore: Quodlibet

pagine: 160

Qui Céline in un'intervista a se stesso (1955), nel suo stile forsennato, da ossesso recriminante, parla del romanzo tradizion
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15,00

La gabbia

di Alexandre Postel

editore: Minimum fax

pagine: 106

Su richiesta della psichiatra, il protagonista -un giovane venditore di telefoni cellulari - racconta gli eventi che nel giro
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Lettere agli editori

di Louis-Ferdinand Céline

editore: Quodlibet

pagine: 250

Dalla prima spavalda lettera che accompagna il manoscritto del Viaggio al termine della notte («È pane per un intero secolo di letteratura. Il premio Goncourt 1932 su un piatto d'argento per il Fortunato editore che saprà accogliere quest'opera senza pari, momento capitale della natura umana») alle ultime, comiche e feroci, che scrive a Gallimard prima di morire, le 219 lettere qui raccolte ci mostrano un Céline arrabbiato, derelitto, incensato o dimenticato, ma sempre straordinariamente consapevole del proprio valore. Con i suoi editori è impegnato fin da subito in un corpo a corpo estenuante, ora per difendere virgole e puntini, ora per rivendicare più austerità sulle copertine («Sobri Sobri Sobri - le stravaganze a casa, sotto le coperte!»), ora per accusarli di ogni sorta di nefandezze. Per lui l'editore è l'incarnazione del parassita: il padrone che sfrutta gli operai o il ruffiano che campa sul lavoro delle prostitute. Talvolta, più raramente, è un prezioso interlocutore con cui discutere di ciò che è davvero essenziale in letteratura: la resa emotiva, il ritmo, la famosa petite musique.
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Breve trattato sulla sottile arte del go

editore: Quodlibet

pagine: 168

"Poi per un istante il gioco si illuminerà (e crederemo di aver scoperto tutto, mentre non avremo ancora capito niente): lo scopo, l'immagine, il progetto, l'economia, il principio del gioco, tutto quanto era fino ad allora nebuloso, ci sarà più chiaro. Ma un giorno, con un'intuizione che sarà per noi il più alto grado di coscienza che si può avere del gioco, capiremo che non è mai veramente possibile sapere se si è fatta la mossa che si doveva fare, se si è giocato dove si doveva giocare. Da questa certezza, che unisce in uno stesso istante libertà e vincolo, intuizione ed esperienza, nasce il panico, che è il benessere supremo del Giocatore di go, al quale non sfuggono i più grandi giocatori, né Honinbo Sakata, né Lin Meijin. Quando, in un giorno ancora lontano, gli avremo insegnato a giocare, il computer, credetemi, giocherà tremando."
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a Hai un cane? È lui che ti ha scelto

di Yona Friedman

editore: Quodlibet

pagine: 92

"So che ci sono molti libri sull'addestramento dei cani, sui loro rapporti con i padroni e sul modo in cui dovremmo comportarci con loro. Ma so, per esperienza personale, quant'è difficile addestrare il proprio padrone. Ho quindi pensato che un manuale di buone maniere dedicato ai nostri padroni fosse davvero utile". Questo libro ha la forma di un fumetto scritto e disegnato da un cane e dal suo padrone. È un manuale di educazione per tutti coloro che vivono con animali domestici o con altri esseri viventi. Spiega, con semplicità e humour, "come vivere con gli altri senza essere né padroni né schiavi".
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Coco Chanel

di Louise de Vilmorin

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 99

Louise de Vilmorin conobbe Coco Chanel a Venezia nel 1947. Ne nacque un'amicizia e l'idea di scrivere, insieme, una biografia della stilista. Il progetto naufragò così come l'amicizia tra le due donne; rimasero però gli appunti di quelle conversazioni di cui questo libro è il frutto. Si tratta in realtà di una biografia con molte omissioni e qualche invenzione, interessante soprattutto perché rivela in che modo Chanel volesse essere vista e giudicata, in particolare per quanto riguarda la fase iniziale della sua esistenza. Ma in queste memorie si ritrovano alcuni dei temi abituali di Louise de Vilmorin: l'ossessione del denaro in quanto strumento essenziale per la libertà; la volontà di indipendenza della donna dall'uomo; l'intreccio fra astuzia e seduzione. Gabrielle (poi a tutti nota come Coco) Chanel era nata nel 1883. Nel 1895, dopo la morte della madre, la bambina venne abbandonata dal padre e trascorse dieci anni in un orfanotrofio. "Ero vanitosa. Ma avevo diritto a due soli vestiti l'anno, uno per tutta la settimana e uno per la domenica. Due vestiti. Forse per questo in seguito ne ho fatti tanti, tutti ideati da me?". Poi il convitto dalla suore dove impara a cucire. Infine l'incontro con la ricca società di Dauville e l'inizio di una autentica passione, quella per la sartoria e i cappelli. Ad appena vent'anni Coco Chanel fonda una casa di moda. "Non fu la creazione di un'artista come si è soliti sostenere, né quella di una donna d'affari, ma l'opera di un essere che cercava solo la libertà".
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