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Libri di Marco Dotti

Per una storia della Congrega della Carità Apostolica di Brescia

di Marco Dotti

editore: Il mulino

pagine: 300

Come si è costituito il patrimonio della Congrega della Carità Apostolica di t Brescia, la cui solidità economica le consente
30,00

Per una storia della Congrega della Carità Apostolica di Brescia

di Marco Dotti

editore: Il mulino

pagine: 336

Gli argini che le società europee hanno faticosamente eretto per controllare l'incertezza appaiono, oggi, sempre più erosi dai mutamenti dell'economia globale e dalle politiche neoliberiste. Su questo problema, tuttavia, le azioni degli individui e dei corpi sociali si sono esercitate in ogni epoca. Questo volume focalizza la questione assumendo come caso di studio la Brescia barocca: uno scenario che coniuga l'eccessivo chiarore dello sciupio con l'oscurità della peste, delle guerre e delle drammatiche disparità sociali. Attraverso un originale approccio metodologico Marco Dotti intraprende un viaggio nel ventre della società urbana, mettendone a nudo la fisiologia, a partire dalle relazioni e dalle gerarchie finanziarie, per giungere alle modalità di accesso ai diritti e alle risorse locali. Al centro si pone l'interlocuzione tra gli abitanti della città e la principale confraternita urbana, la Congrega della Carità Apostolica: una relazione che non si limita all'assistenza, ma orienta i percorsi e le prosopografie degli attori sociali. Il discorso si incunea nell'ordinaria eccezionalità di un'anonima famiglia di artigiani che, grazie a un'intensiva ricostruzione documentaria, rivela i molteplici aspetti di un quotidiano "corpo a corpo" con l'incertezza. Da questo universo di pratiche emerge un articolato modello di contabilità, entro il quale le transazioni rispondono a una pluralità di obiettivi economici, sociali, politici e rituali, spesso concatenati in una strategia pragmatica.
30,00

Finis Europae? Corpi intermedi digitali, welfare, immigrazione e neonazionalismo

di Marco Dotti

editore: Luca sossella editore

pagine: 98

In un dimenticato corsivo pubblicato il 12 novembre del 1978 sul "Corriere della Sera", Michel Foucault osservava che «ci sono
9,00

L'anticasta. L'Italia che funziona. Con DVD

editore: Emi

La denuncia coraggiosa della casta, che inizialmente aveva alimentato grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare, invece, un diffuso senso di impotenza, una profonda disillusione e un conseguente distacco dalla politica. Proprio questo, paradossalmente, consente alla casta di conservare indisturbata, e addirittura di aumentare, i propri privilegi e gli sprechi. Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se stessa, la casta ha dipinto mediaticamente l'intera Italia come un paese malato che condivide i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici, i quali sono così apparsi essenzialmente "rappresentativi" del popolo. Tuttavia esiste anche un'altra Italia, fatta di tante persone oneste - non solo nella società civile, ma anche nelle istituzioni locali - che si battono ogni giorno per un paese migliore e che stanno già dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono. Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso. E per fortuna questo sta già accadendo.
15,00

Relazioni e istituzioni nella Brescia barocca. Il network finanziario della Congrega della Carità Apostolica

di Marco Dotti

editore: Franco Angeli

pagine: 288

Una società urbana osservata attraverso il prisma delle relazioni finanziare che ne costituiscono la trama e collegano le élites tradizionali con quelle emergenti. Questo l'affresco che l'autore ha tratteggiato guardando ai circuiti creditizi della Brescia moderna dal loro centro gravitazionale, dal ballatoio privilegiato della Congrega Apostolica. Tra il XVII e il XVIII secolo il luogo pio vive una parziale eterogenesi funzionale: pur non venendo meno alle tradizionali attività caritative e assistenziali, la Congrega Apostolica assurge al vertice del mercato del denaro locale e diviene il principale operatore creditizio istituzionale, assumendo inoltre delle funzioni di coordinamento all'interno del network finanziario urbano. Per quanto informalmente, intorno all'istituto si configura un sistema articolato e performativo, che riesce, attraverso i luoghi pii, a raccogliere una quota consistente del surplus che l'élite urbana immobilizza ed infine destina ai lasciti ob piam causam, ridistribuendolo in forma liquida attraverso il credito. I ceti medio-alti sono il punto di partenza e la destinazione finale di questo flusso circolare di ricchezza che tuttavia, attraverso di essi, permea la vita economica complessiva della città e del territorio, raggiungendo le comunità, le opere pubbliche e le orbite di famigli e clienti delle principali dinastie bresciane.
33,50

Oikonomia urbana. Uno spaccato di Lodi in età moderna (secoli XVII-XVIII)

editore: Franco Angeli

pagine: 192

Una comunità urbana nella quale le famiglie e le istituzioni locali sono imbricate in un complesso reticolo di rapporti insieme sociali, rituali, finanziari e comunitari. Un viaggio tra i meandri di una società contraddittoria, nella quale la conflittualità si specchia nella solidarietà comunitaria, i valori spirituali in quelli economici; il cui tratto barocco si rivela tuttavia nell'onnipresente propensione all'accordo, alla composizione degli opposti. La stessa frattura aristotelica tra il domestico e il pubblico, ovvero tra l'unità dell'oikos e la molteplicità della polis, pare dissolversi in una tropologia della parentela che riconduce le istituzioni ed infine la stessa comunità alla metafora della famiglia. Ne consegue una oikonomia cittadina, le cui componenti orientano le proprie strategie e comportamenti economici più verso la faticosa ricerca di un equilibrio instabile, che componga gli interessi di differenti soggetti racchiusi dalla membrana comunitaria, che non verso la massimizzazione. Questa visione articolata dell'interesse economico, che comprende la cura delle relazioni comunitarie e la reciprocità caritativa, avvolge gli stessi scambi, così come le dinamiche del credito, la fiscalità cittadina e quella statale.
20,00

Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud e l'esperienza della materia

di Marco Dotti

editore: Medusa Edizioni

pagine: 236

"C'è una luce che viene da Dio e una luce che è Dio stesso. Questa seconda luce è nera". Henry Corbin invitava a considerare in questi termini l'espressione persiana "nur-e-syah" (luce nera). D'altronde, già dai primi anni del '900, partendo dall'idea che fosse possibile individuare un "rovescio della luce" e che il nero rappresentasse tutt'altro che l'assenza di colore, una schiera di artisti, scrittori, uomini di teatro e scienziati si misero al lavoro per sondare quello che sembrava uno dei più enigmatici misteri della materia e delle sue metamorfosi. Strindberg, a Parigi, iniziò a studiare i processi chimici di trasformazione dei minerali, e a verificarli nel campo della fotografia. Le sue "cristallografie" influenzarono artisti e scrittori che diedero vita a una comunità eccentrica che univa figure molto diverse tra loro come Daumal, Michaux, Paulhan, Le Bon, Braque, Queneau fino a Breton, Aragon e Dalì.
20,00

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