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Libri di Moni Ovadia

Un ebreo contro

di Moni Ovadia

editore: EGA-Edizioni Gruppo Abele

pagine: 128

«Moni Ovadia: ebreo, musico, teatrante, sempre dalla parte degli ultimi, spesso controcorrente»
Ordinabile
15,00

Se vuoi dirmi qualcosa, taci. Dialogo tra un ebreo e un ligure sull'umorismo

editore: La nave di Teseo +

pagine: 111

Il saggio Moni Ovadia tiene una lezione sull'ebraismo a Dario Vergassola e lui, da buon ligure, risponde e interpreta
Disponibilità immediata
10,00 9,50

La divina perplessità-Un Dio fra le macerie-Il segreto della fragilità

editore: Edb

pagine: 56

«Il divino, nella vulgata del pensiero religioso della cultura occidentale, è stato associato per secoli e secoli ai concetti
Ordinabile
7,00 6,65

Perché no? L'ebreo corrosivo

di Moni Ovadia

editore: La nave di teseo

pagine: 92

"Un gentile, cioè un non ebreo, domanda a un ebreo: 'Perché voi ebrei rispondete sempre a una domanda con una domanda?' E l'ebreo: 'E perché no?' Perché questa storiella per me è estremamente importante? Perché muove una questione centrale nell'ebraismo: la domanda. La domanda è una delle basi che sostengono la cultura e il pensiero ebraici. Essere umano è colui che sa porre domande, non chi dà risposte. Perché chi pone domande apre alla produzione di senso, apre al futuro, dà alle generazioni a venire la possibilità di intervenire, di esistere. Perché la domanda è quella che apre la questione, sollecita una risposta anche su questioni già apparentemente chiuse: si trova sempre una nuova domanda." (Moni Ovadia)
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9,50

Il coniglio Hitler e il cilindro del demagogo

di Moni Ovadia

editore: La nave di teseo

pagine: 153

Chi ha trasformato il più feroce tiranno della storia, Adolf Hitler, in un coniglio che spunta dal cilindro nel più classico dei giochi di prestigio? Nessuno si sarebbe azzardato a fargli ricoprire questo ruolo in vita, né all'inizio della sua ascesa, quando poteva ancora essere fermato, né in seguito, quando il suo potere era ormai diventato inarrestabile. Perché a qualcuno venisse in mente di usare il diabolico Führer come un trucco da palcoscenico, doveva fare la sua comparsa un nuovo tipo di demagogo. Un leader che per legittimare le proprie guerre ha bisogno di riattizzare continuamente le paure del suo popolo, additando il nemico di turno. Così il mondo si è popolato di tanti, nuovi Hitler: ogni dittatore, dittatorello, estremista, fanatico, ogni nemico dell'olimpico Occidente diventa, con un gioco di prestigio, un coniglio col ciuffo e i baffetti neri. Con l'unico scopo di mettere a tacere chiunque rivendichi il valore non negoziabile della pace. Su questo inganno prosperano gli imperi moderni, che sventolano bandiere diverse ma usano gli stessi metodi per soffocare il diritto, la democrazia, il dissenso. Eppure non tutto è perduto, la memoria rimane il deterrente più efficace (...) La voce di Moni Ovadia torna più forte che mai in un pamphlet corrosivo e coraggioso contro un mondo in cui il confine tra verità e menzogna è sempre più sottile. Un racconto civile per riflettere, ora con severità ora con il sorriso, sull'identità del nostro tempo, un vibrante esercizio di pace.
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15,00 14,25

Contro il razzismo per il bene e il diritto alle differenze

editore: EDUCatt Università Cattolica

pagine: 85

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5,00

Binario 21. Dal poema di Yitzhak Katzenelson. Il canto del popolo ebraico massacrato

editore: Promo Music

pagine: 121

Ad Auschwitz, il luogo simbolo da cui cominciare a ricordare, si sono incrociati due destini: quello di Liliana Segre, deportata dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, e quello del poeta Yitzhak Katzenelson passato attraverso la disperazione del ghetto di Varsavia. Sia Liliana sia Yitzhak sono in modo diverso dei sopravvissuti: la prima testimone della Shoah; il secondo lasciando uno straordinario documento poetico sull'Olocausto. Il dvd allegato "Binario 21. Il canto del popolo ebraico massacrato" di Felice Cappa, liberamente tratto dall'omonimo poema di Yitzhak Katzenelson, riporta anche la testimonianza di Liliana Segre, in memoria dello sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte.
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19,50

Difendere Dio

di Moni Ovadia

editore: Morcelliana

pagine: 96

Difendere Dio: da che cosa, visto che Dio, quasi per definizione, non ha nessun bisogno di venire tutelato da quelle povere creature che noi siamo? Vi può essere un modo totalmente diverso di difendere Dio, di mettersi dalla sua parte anche quando non lo si comprende, ma senza chiudere gli occhi sul patimento delle creature. Occorre, per fare questo, rinunciare all'arroganza del pensiero, procedere dubitando, farsi travolgere dalla passione dell'interrogare. Ma anche distogliersi da se stessi per far luogo ad altri, e, soprattutto, mettere la misericordia al posto della dottrina, cercare umilmente di agire il più giustamente possibile sulla terra, invece che farsi interpreti del diritto divino. Questa è stata, credo, l'intenzione di Moni Ovadia. Uomo di teatro, di canto, di musica, di spettacolo, sa mettere l'ironia nelle cose più gravi, sa toccare le corde del cuore agendo sull'intelligenza, sa intonare la compassione dentro le rime della colpa. Dotato, come solo gli ebrei possono essere, di una "passione teologica" che fa tutt'uno con la sua carne, ha voluto provare a difendere Dio dalle idolatrie, dalle ortodossie, dai falsi nomi che nei secoli gli sono stati cuciti addosso, risalendo i sentieri spesso arditi dell'interpretazione, ma anche sospendendo le parole, o deviandole in un sorriso, là dove si scontra con il fatto che Dio non è una "evidenza" sempre alla nostra portata.(Gabriella Caramore)
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10,00

La bella utopia

di Moni Ovadia

editore: Promo Music

pagine: 110

"La Bella Utopia" è lo spettacolo che ha inaugurato la stagione 2007/08 del Teatro Strehler di Milano, è uno spettacolo di immagini, canzoni, musiche, memorie, tracce poetiche, che si propone, nei suoi limiti di rappresentazione scenica, di restituire profondità e dignità agli esseri umani, comunisti e non che ebbero la sorte di nascere ed esistere nelle Russie Sovietiche. La chiave di interpretazione è quella urticante dell' umorismo ebraico, ma la lettura "ebraica" ha anche un senso tragico. Nel libro l'autore racconta l'utopia del comunismo attingendo a un repertorio di storielle, aneddoti, barzellette e pubblicazioni censurate che hanno costituito un balsamo alle ferite causate dai guasti spesso macroscopici del sistema sovietico. Il racconto di Ovadia, dall'omonimo spettacolo teatrale, apre il sipario su un mondo spesso osservato attraverso le lenti deformate della propaganda.
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19,50

Lavoratori di tutto il mondo, ridete. La rivoluzione umoristica del comunismo

di Moni Ovadia

editore: Einaudi

pagine: 293

Rivoluzione, comunismo, utopia, tragedia, ma anche risate e satira. Dopo l'umorismo ebraico, Moni Ovadia racconta la grande epopea comunista attingendo al tesoro della diceria popolare, della canzonatura, dell'aneddoto, della storiella autodelatoria. La gigantesca macchina della retorica di regime mostra qui il suo volto irrimediabilmente patetico di fronte alla scheletrica guizzante intelligenza del motto di spirito.
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15,50

L'ebreo che ride. L'umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle

di Moni Ovadia

editore: Einaudi

pagine: 224

Nei suoi spettacoli teatrali, tra una storiella e una canzone yiddish, Ovadia ha preso su di sé il compito di far rivivere una realtà, una cultura e un mondo di storie praticamente cancellati dalla follia crimale nazista: la cultura popolare ebraica dell'Europa dell'Est. Il volume è corredato di una videocassetta, in cui è lo stesso Ovadia a guidare in un percorso tematico tra i suoi fortunatissimi spettacoli, da "Oylem Goylem" a "Ballata di fine millennio", dei quali vengono presentati alcuni brani, in una sorta di antologia d'autore.
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19,00

L'ebreo che ride

di Moni Ovadia

editore: Einaudi

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10,00

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