Libri di Natsume Soseki
La porta
di Natsume Soseki
editore: Neri Pozza
pagine: 240
Sôsuke e Oyone sono due sposi che conducono una vita sobria e, in apparenza, tranquilla
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Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera
di Natsume Soseki
editore: Lindau
pagine: 144
I 25 "Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera" apparvero sull'"Osaka Asahi Shimbun" a partire dal 1909, e venner
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Il signorino
di Natsume Soseki
editore: Neri Pozza
pagine: 160
Bocchan: così si chiama in giapponese questo celebre romanzo di Natsume Soseki, che costituisce forse l'opera più letta nel Gi
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Il mio individualismo
di Natsume Soseki
editore: Duepunti edizioni
pagine: 186
Il Giappone ha vissuto tra Ottocento e Novecento una profonda crisi di identità, trovando la forza di intraprendere un percors
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E poi
di Natsume Soseki
editore: Neri Pozza
pagine: 287
È l'inizio del ventesimo secolo e in Giappone l'Era Meiji, l'epoca del grande Rinnovamento, avanza impetuosa con le sue sconvo
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Io sono un gatto
di Natsume Soseki
editore: Beat
pagine: 479
Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire
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Fino a dopo l'equinozio
di Natsume Soseki
editore: Neri Pozza
pagine: 336
Keitaro è un ragazzo romantico, geneticamente insofferente alla mediocrità e con un'ardente passione per l'inusuale
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Il cuore delle cose
di Natsume Soseki
editore: BEAT
pagine: 234
Il 30 luglio 1912 si spense in Giappone l'imperatore Meiji
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Il cuore delle cose
di Natsume Soseki
editore: Neri Pozza
pagine: 233
Il romanzo narra del rapporto tra un giovane studente e un maestro che vive in una condizione di totale isolamento all'interno della nuova società giapponese, immersa nella frenetica corsa verso l'occidentalizzazione. Di fronte all'emergere dell'egoismo e della vanità come nuovi valori imperanti, non resta, per il maestro, che rifugiarsi nella virtù del riserbo, del distacco e della serena indifferenza. Un'opera che, nei suoi temi (il suicidio come estremo gesto di protesta, la disperata ricerca del perduto "cuore delle cose", il malinconico rimpianto della tradizione) anticipa gli argomenti di tutta la moderna letteratura giapponese.
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Anima
di Natsume Soseki
editore: Se
pagine: 224
"Fin dalle sue più lontane origini c'è, nella cultura orientale, una forte tendenza a rifuggire dalle complicazioni volgari della vita sociale per cercare rifugio entro la natura serena. La nostra parola giapponese Bunjin, letterato, rimane avvolta da un sentore di eremitaggio. Si dice: 'Vivere in armonia con il fiore, l'uccello, il vento, la luna'. Si dice anche: 'Il vento e la corrente'. E queste due parole, per così dire, racchiudono tutta la nostra estetica. Tale è anche la prima tendenza di Soseki, che si esprime in lui non in una forma facile e popolare, ma nella sua essenza più profonda. E probabilmente essa avrebbe definitivamente isolato Soseki dal consorzio civile, se non vi fosse stata in lui un'altra tendenza, quella infinitamente umana, che, a tratti, fa dell'eremita-letterato un romanziere nel senso occidentale del termine. La portata dell'opera di Soseki lo attesta. E tuttavia, inestricabile contraddizione, mai il successo dei suoi romanzi più umani ha potuto far discendere Soseki da quelle altezze solitarie da cui l'eremita che era in lui guardava il genere umano. È questo il duplice movimento in cui Soseki non ha mai potuto impedirsi di oscillare. 'Anima', uscito nel 1914, è un romanzo di genere psicologico. Verso la fine si trova questa frase: 'La sola cosa profonda che io abbia sentito è il peccato che grava sull'uomo'. Per avere profondamente sentito questo peccato, un uomo si rinchiude nella solitudine, e finisce per uccidersi." (Tanika Tetsuzo)
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Dieci notti di sogni
di Natsume Soseki
editore: Jouvence
pagine: 53
Presentato per la prima volta in traduzione italiana, "Dieci notti di sogni" è considerato il romanzo più poetico di Soseki, capace di trasmettere, con la levità delle atmosfere oniriche, l'intimità di un confronto a cui l'uomo moderno non può sfuggire, quello con il nulla. Il nulla, nelle dieci notti, è ciò che si sottrae all'abbraccio, ciò che compare, ma non si può afferrare, non si può conoscere con il corpo. Il nulla, in fondo, è ciò di cui sono fatti i nostri sogni e solo la scrittura può, da svegli, aiutarci a cogliere e a rivivere il momento evanescente in cui "sembra che le cose esistano, ma non esistono".
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